Mix tra affari e massoneria

 

Il pm di Potenza fa luce sulle presunte attività illecite delle logge sulle quali indaga dal 2005. Dei 24 indagati 15 vivono in Toscana  Potenza, 5 giugno 2007 – “Una inquietante commistione tra massoneria, affari, politica e apparati pubblici di ogni genere e specie”. La frase eloquente è quella usata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock, per descrivere le indagini sulle presunte attività illecite delle logge massoniche sulle quali indaga dal 2005. Anche in questo caso il magistrato potentino ha sviluppato il lavoro investigativo partendo da un filone principale: quello che circa due anni fa portò in carcere, tra gli altri, il faccendiere Massimo Pizza per una truffa ai danni di alcuni imprenditori.Contro i 24 indagati il magistrato ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata a un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione. Per raggiungere questo scopo gli indagati avrebbero promosso e partecipato associazioni segrete vietate dall’art. 18 della Costituzione, in particolare costituendo strutture associative di tipo massonico la cui esistenza è stata occultata. “Ovvero – aggiunge il Pm – venivano tenute segrete congiuntamente finalità e attività sociali, rimanendo sconosciuti, in tutto o in parte, e anche reciprocamente i rispettivi soci”.Dalle intercettazioni e dalle indagini effettuate, gli indagati non apparterrebbero a famiglie massoniche conosciute, quali il Grande Oriente d’Italia (GOI) o la Grande Loggia d’Italia degli antichi liberi accettati muratori (GLDI). Infatti le due organizzazioni create dai personaggi finiti nell’inchiesta, ovvero la Gran Loggia Unita Tradizionale (GLUT) e il Grande Oriente Universale (GOU), non hanno ottenuto il riconoscimento di quelle che sono le organizzazioni massoniche più autorevoli in Italia.  Secondo gli inquirenti, le indagini hanno messo in luce un quadro “piuttosto allarmante” riferito all’attività criminosa perseguita da un gruppo di persone “legate ed espressione di ambienti massonici deviati”, riconducibili a logge ‘coperte’ e cioè a strutture carenti di quelle caratteristiche di pubblicità interna ed esterna e di reciproca conoscenza tra i componenti. Secondo quanto accertato, inoltre, le logge che hanno le connotazioni di un gruppo ‘ben organizzato’ avrebbero una capacità operativa su tutto il territorio nazionale e anche all’estero.  Per gli inquirenti potentini i soggetti coinvolti, assidui frequentatori e animatori dell’associazionismo massonico in generale, “trovano in questo contesto un ambiguo ambito privilegiato nel quale, di volta in volta, instaurare contatti, raccogliere informazioni, cementare legami, procurarsi entrature, assicurarsi appoggi e rapporti privilegiati con la Pubblica amministrazione in particolare.Sarebbero emersi interessi sterminati che riguardano opere pubbliche, costituzioni di società off shore, fino alla compravendita di istituti bancari e di lotti di idrocarburi”. Una attività che poteva godere di un articolato intreccio di relazioni con soci in affari, ex commilitoni, fratelli di logge, ex appartenenti alla P2 e compagni di partito.
Intercettazioni ambientali e telefoniche, avrebbero, infatti, permesso di accertare i forti legami con gli ambienti di alcuni partiti politici in particolare.Vivono in Toscana 13 delle 24 persone iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta del pm di Potenza Henry John Woodcock sulla cosiddetta ‘Massoneria occulta’. Sei gli indagati tra Viareggio e la Versilia, cinque a Livorno e due all’Isola d’Elba, dove la polizia di Potenza ha eseguito perquisizioni a Marina di Campo e Portoferraio. Il reato ipotizzato è la violazione della legge Anselmi, per aver costituito strutture associative di tipo massonico. 

da quotidiano.net

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