APPELLO MASTROGIOVANNI: NON CI SARA’ IMPUNITA’ COME PER CUCCHI

Perché la stampa di regime tace sul processo di appello Mastogiovanni?  

Perché si attende un altro verdetto vergognoso prima di urlare il proprio sdegno?

mastrogiovanni6E’ stato un omicidio di Stato, con la complicità della pubblica accusa, che ha affossato ogni indagine, come da subito abbiamo avuto il coraggio di denunciare, spezzando l’omertà che si era creata intorno alla figura del P.M. Martuscelli e alle richieste di assoluzione per i reati più gravi.

I difensori degli imputati hanno chiesto l’estromissione delle Associazioni costituite parti civili, tra cui Avvocati senza Frontiere, perché hanno paura della nostra capacità di vigilanza sul corretto svolgimento del processo di appello e di smascherare ogni tentativo di condizionamento degli organi giudicanti. Sanno bene che non permetteremo mai si trasformi in un altro processo farsa senza colpevoli! Come i tanti che ininterrottamente  hanno costellato la storia della Repubblica: Vajont, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Stazione di Bologna, Italicus, Ustica, Moby Prince, Strage di Capaci, Strage di Via D’Amelio, Strage di Viareggio, Trattativa Stato-Mafia, etc.

Senza di noi sarebbe stato più facile far leva sulle perverse logiche di asservimento della magistratura, come nel caso Cucchi e, oggi, nel processo di appello celebrato a L’Aquila per il disastro colposo del 2009, con oltre 309 morti e 1600 feriti, da cui gli imputati sono usciti tutti quasi indenni.

Questa cultura mafiosa della sudditanza in grado di piegare lo stato di diritto non è degna di un Paese civile, aiutateci a fare sentire la voce di chi non può più gridare aiuto.

Dobbiamo mobilitare tutte le migliori risorse della Società civile per contrastare le mafie e la dilagante corruzione nei palazzi del potere, le cui mura trasudano “del puzzo del compromesso che si contrappone al fresco profumo della libertà”, come affermava Paolo Borsellino, prima di venire lasciato uccidere come Falcone e tanti altri magistrati coraggiosi da quello stesso Stato a cui  avevano offerto la loro vita.

Giustizia e Verità per Franco Mastrogiovanni! Giustizia e Verità per tutte le vittime di Stato!

  

APPELLO MASTROGIOVANNI: «NON CI SARA’ IMPUNITA’ COME PER CUCCHI»     

E’ quanto affermato dal Presidente della Onlus Movimento per la Giustizia Robin Hood – Avvocati senza Frontiere, Pietro Palau Giovannetti, parte civile costituita nel processo di appello che si è aperto Salerno venerdì 7 novembre u.s., nei confronti di 6 medici e 12 infermieri del lager psichiatrico di Vallo della Lucania, tra cui l’ex primario Michele Di Genio.

«Siamo consapevoli dell’enorme difficoltà di fare emergere la verità e la Giustizia in un Paese, come il nostro, dove vige il principio dell’intangibilità dei colletti bianchi e larghi settori della magistratura sono nelle mani di logge occulte e inesplorati gruppi politico-affaristici, come abbiamo denunciato alla Procura di Napoli, mettendo in luce le molte anomalie del processo di primo grado e il tentativo del P.M. Martuscelli di ribaltare l’originario impianto accusatorio, mandando assolti tutti gli imputati dai capi di accusa più gravi di sequestro di persona e morte derivante dalla commissione di altro delitto».

Allo scopo di impedire un altro scandaloso epilogo giudiziario, come quello di Stefano Cucchi, Avvocati senza Frontiere ha deciso di rendere pubblici sul sito http://www.maljustice.eu/www.maljustice.eu tutti gli atti principali del procedimento penale, preannunciando che insisterà nei propri motivi di appello, per l’inasprimento delle miti condanne inflitte in primo grado ai 6 medici e affinché vengano accertate le responsabilità anche dei 12 infermieri, mandati incongruamente tutti assolti, nonostante trattasi di fatti-reato della massima gravità assimilabili alla tortura che coinvolgono la figura professionale e la posizione di garanzia degli infermieri, ex art. 40 c.p., quale soggetto che svolge un ruolo cautelare essenziale nella salvaguardia della salute dei pazienti.

Fatti commessi, in concorso tra medici e infermieri, attraverso la formazione di false cartelle cliniche e attestazioni mendaci all’A.G., con l’aggravante di aver agito con crudeltà e assoluto disprezzo della dignità umana, rifiutando per oltre 4 giorni di prestare soccorso ad un paziente, legato mani e piedi, che ha continuato ad implorare aiuto, fino alla morte, cercando di liberarsi dai lacci di cuoio e plastica che lo facevano sanguinare, impedendogli di bere e alimentarsi, come risulta dalle videoregistrazioni delle telecamere a circuito chiuso, che inchiodano in modo schiacciante tutti gli imputati, nessuno escluso.

«Continueremo a vigilare il corretto svolgimento del processo e applicazione delle leggi» ha poi affermato l’Avv. Paolo Princivalle che parteciperà all’udienza del 7 p.v. a Salerno, ricordando che proprio in questi giorni l’Italia è stata giudicata del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per l’assenza del reato di tortura nel proprio Ordinamento, seppure da 26 anni abbiamo aderito alla Convenzione contro la tortura, senza averla però mai recepita, nonostante varie proposte di legge, tra cui quella avanzata dall’organizzazione Avvocati senza Frontiere e dell’Associazione 5 Stelle per la Legalità».

«Ci siamo costituiti parte civile – prosegue il legale dell’Associazione Avv. Fantini – per impedire i soliti “inciuci giudiziari” e affermare la libertà di cura contro i TSO, tutelando l’interesse dei cittadini di potere accedere ad una giustizia giusta e uguale per tutti, inscindibilmente connesso alla più generale tutela del rispetto della persona umana, per cui nessuno può essere sottoposto a torture, fino a provocarne la morte, tanto più in strutture sanitarie o carcerarie, come avvenuto anche nel caso di Stefano Cucchi».

«Alla luce del tentativo di deviare il processo su binari morti – ha aggiunto il Presidente della Onlus – ci siamo posti, sin dal primo grado, come una spina nel fianco della Pubblica Accusa e ne abbiamo prontamente segnalato gli abusi e le deviazioni anche al C.S.M., ottenendo, seppure tardivamente, il trasferimento del P.M. Martuscelli, che aveva perseguitato la vittima Francesco Mastrogiovanni, sin dalla fine degli anni ’90, disponendone l’ingiusta carcerazione per fatti da cui è stato poi assolto, con condanna dello Stato Italiano, al risarcimento del danno per l’ingiusta detenzione. Siamo così riusciti ad infondere coraggio anche alle altre parti civili e a spezzare il timore reverenziale verso la figura del pubblico ministero, facendo luce sugli anomali comportamenti endoprocessuali e le frequentazioni del dr. Martuscelli con taluni imputati (del caso si sta oggi occupando la Procura di Napoli che ha aperto un fascicolo sulla gestione del procedimento per la morte di Franco)».

Nei giorni scorsi l’Associazione ha rivolto anche una denuncia a Raffaele Cantone Presidente dell’ANAC(in calce il testo integrale), chiedendo di far luce sulle pratiche medioevalistiche in essere presso le strutture sanitarie di Vallo della Lucania e la sostanziale impunità di cui godono i “colletti bianchi”, compresi i magistrati che hanno coperto le responsabilità per la morte del Prof. Francesco Mastrogiovanni e di altri pazienti in contenzione.

Ci auguriamo quindi che le pene scandalosamente miti comminate nei confronti dei medici, verranno quantificate correttamente nel grado di appello, condannando anche gli infermieri, tenendo conto della notevole gravità e allarme sociale dei reati consumati in danno di Franco, per cui è configurabile il delitto di “omicidio preterintenzionale”, come da noi evidenziato nell’atto di appello e nell’istanza rivolta alla Procuratore Generale presso la Corte d’Appello.
Nel caso di specie sussiste infatti sia il cd. “animus laedendi“, stante che la contenzione è stata attuata senza cure sino alla morte sia il cd. “animus necandi” che significa che l’agente non deve agire necessariamente con dolo di omicidio, ricadendo altrimenti nell’ipotesi di cui all’art. 575 c.p., bensì basta la previsione della morte, previsione di certo percepibile dal personale medico e paramedico, ben a conoscenza dei possibili esiti fatali di un regime contenitivo prolungato senza mai slegare la vittima per 4 giorni, lasciandolo fino alla fine agonizzare privo di alimentazione e di idonea idratazione.

 

COMUNICATO CONGIUNTO DEI FAMIGLIARI E DELLE ASSOCIAZIONI PARTI CIVILI  

Salerno, 7 novembre 2014. 

Si è svolta questamani, a Salerno, la prima udienza “filtro” che ha stabilito la calendarizzazione delle udienze del processo avanti la Corte di Appello per la morte del maestro Francesco Mastrogiovanni.

I familiari, le Associazioni presenti, costituite parti civili, e i relativi difensori hanno ribadito la loro ferma volontà di ottenere piena giustizia in relazione alle gravi responsabilità per la morte di Franco, affinché il processo di appello non si trasformi in un altro caso Cucchi, senza colpevoli.

Le schiaccianti e incontrovertibili prove sono, infatti, rappresentate dalle video registrazioni del circuito interno di sorveglianza del lager psichiatrico di Vallo della Lucania, che documentano l’atroce morte di un paziente affidato al sistema sanitario nazionale e, invece, fatto oggetto di vere e proprie torture e trattamenti inumani, lasciato legato mani e piedi, senza acqua né cibo per ben quattro giorni consecutivi, sin oltre alla morte.

Per far sì che la tragica “annunciata” morte di Stato di Francesco Mastrogiovanni non si ripeta più, i familiari e le Associazioni presenti richiedono alle Autorità competenti (Stato, Regioni, Aziende Sanitarie):

1) che la contenzione sia considerata finalmente illegittima;

2) che in ogni reparto psichiatrico siano installati impianti di sorveglianza, i cui video siano conservati per un minimo di cinque anni;

3) che sia garantito ai familiari e alle Associazioni l’accesso in ogni momento ai reparti;

4) che i pazienti siano trattati nel rispetto della propria dignità personale conservando i propri abiti civili e gli effetti personali;

5) che i pazienti siano posti nelle condizioni di poter comunicare con l’esterno, sia attraverso i personali telefoni cellulari che con i telefoni di reparto;

6) che sia riconosciuto il diritto del paziente alla propria difesa e immediata opposizione al TSO, anche attraverso l’intervento di familiari, associazioni o legali di fiducia.

I familiari e le Associazioni presenti si sono impegnate, altresì, a formalizzare un programma comune, che verrà divulgato alla stampa prossimamente, partendo dal seguire e monitorare il corretto svolgimento del processo, nonché dal sostenere attivamente con azioni mirate il recepimento del reato di tortura nell’ordinamento statuale italiano, chiedendo anche apposita audizione alle commissioni competenti alle quali sarà consegnato il video della atroce agonia e morte di Francesco Mastrogiovanni.

f.to: I Familiari di Francesco Mastrogiovanni – Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni – Telefono Viola – contro gli abusi e le violenze psichiatriche –

Movimento per la Giustizia Robin Hood – Avvocati Senza Frontiere

Calendario udienze

10/3/2015 ore 11,30 Questioni preliminari, Relazione e Requisitoria

10/4/2015 arringhe (parti civili)

15/5/2015 arringhe difensori imputati

26/6/15, 30/6/15 e 18/9/15 arringhe difensori imputati

Il presidente Russo ha anticipato che intende concludere il processo e pronunciare sentenza entro la fine del 2015

Per info: Segreteria Avvocati senza Frontiere 02/36582657 – 329/2158780

ATTI DEL PROCEDIMENTO PENALE:

01 Decreto di Giudizio Immediato su richiesta P.M. Dr Rotondo 1_2_10
02 Richiesta Cautelare P.M. Rotondo
03 Ordinanza di Applicazione di Misura Interdittiva
04 Ricorso Cass. P.M. Rotondo
05 Sentenza Corte di Cassazione n 34961_2010
06 Memoria ex art 523 cpp Movimento per la Giustizia
07 Istanza ex art 570 cpp Movimento per la Giustizia
08 Sentenza Tribunale Vallo della Lucania n 825_2012
09 Appello Procura Vallo della Lucania
10 Appello parte Civile Movimento per la Giustizia
11 Istanza ex artt 570 e 572 cpp per integrazione atto di appello

DENUNCIA ALL’AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Egregio Dr. Raffaele Cantone,

A nome e per conto del Movimento per la Giustizia e dell’Associazione 5 Stelle per la Legalità, mi pregio trasmetterle due ulteriori esposti relativi ai casi di malasanità e malagiustizia per le morti di Saverio Montano e Francesco Mastrogiovanni, causate da prolungate illegittime contenzioni e trattamenti disumani, mascherati da attività sanitarie, presso l’Ospedale di Vallo della Lucania.

Casi che non hanno trovato il primo alcuna tutela nelle competenti sedi giurisdizionali adite e il secondo pene del tutto miti e non adeguate alla gravità dei fatti-reato, assimilabili alla tortura.

La Onlus Movimento per la Giustizia si è costituita parte civile per impedire le solite manovre volte a mandare assolti anche i medici, allo scopo di affermare la libertà di cure contro i TSO, tutelando l’interesse comune di potere accedere ad una giustizia giusta e uguale per tutti, interesse inscindibilmente connesso alla più generale tutela del rispetto della persona umana, per cui nessuno può essere sottoposto a torture, tanto più in strutture sanitarie.

Abbiamo cercato di far luce sugli anomali comportamenti endoprocessuali e le frequentazioni del pm Martuscelli con taluni imputati. Del caso si sta oggi occupando il Gip presso la Procura di Napoli a seguito di opposizione all’archiviazione per l’anomala gestione del procedimento, senza che allo stato siano state svolte idonee indagini sui molteplici casi di pazienti deceduti a seguito della pratica generalizzata della cd. “contenzione di comodo”, come nel caso del Sig. Montano Saverio. Caso che apre un altro filone di ipotesi corruttive in relazione alla capacità di condizionamento delle compagnie assicuratrici nei confronti di CTU, periti e magistrati, allo scopo di evitare ogni forma di risarcimento danni e/o di ridurlo al minimo e/o ritardarlo sine die.

Il Procuratore di Vallo della Lucania, in accoglimento della ns. istanza ex art. 570 c.p.p., ha impugnato la sentenza di primo grado, con la quale pur condannando il primario e 5 medici a pene particolarmente miti, sono stati, invece, incongruamente assolti tutti gli infermieri che hanno attuato la contenzione, posta in essere con modalità particolarmente crudeli e sevizie, consistite nell’assoluta mancanza di cure al paziente, lasciato languire sino alla morte per ben oltre 83 ore, senza cibo né acqua, e con ferite profonde e sanguinanti, ignorando le sue continue richieste imploranti aiuto allo stesso primario Di Genio che il pm Martuscelli, contro ogni evidenza, rappresentata dalle videoregistrazioni, ha invece sostenuto “essere in ferie”.

Condotte che andavano quindi sanzionate in maniera ben più severa dal Tribunale di Vallo della Lucania, integrando la più grave ipotesi di “omicidio preterintenzionale”, come da noi sollecitato al P.G. di Salerno, il quale allo stato non ha accolto la nostra allegata istanza affermando che non saprebbe cos’altro aggiungere ai motivi della Procura di Vallo.

Il processo di appello si aprirà a Salerno il 7 novembre 2014.

Alla luce del tentativo di deviare il processo su binari morti, l’Associazione da me rappresentata invita il Suo Ufficio a voler svolgere ogni più opportuna indagine volta a verificare l’esistenza di una rete di salvataggio, che garantisce impunità ai colletti bianchi, in grado di condizionare l’attività giurisdizionale, attraverso la collusione di intranei ai centri vitali di comando degli stessi uffici inquirenti e giudicanti, finalizzata a sovvertire la legalità e il regolare corso della giustizia, conculcando fondamentali diritti e libertà dei cittadini.

ALLEGATI DENUNCIA AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Elenco atti:

– Denuncia-Esposto 29/10/2014 Onlus/ANAC

– Esposto a carico P.M. Martuscelli 16/5/14

– Delibera C.S.M. 20/2/13

– Denuncia-Esposto a carico P.M. Martuscelli 9/10/12

– 1° Memoria istruttoria a P.M. Napoli 9/6/13

– Richiesta di archiviazione P.M. Napoli 11/1/14

– Atto di opposizione ex art. 410 c.p.p. 14/5/14

– Decreto rigetto riapertura indagini Procuratore Vallo della Lucania 12/8/13

– Atto di appello Procuratore Vallo della Lucania 18/6/13

– Rigetto istanze Procuratore Vallo della Lucania 20/6/13

– Richiesta convalida arresto P.M. Martuscelli c/Francesco Mastrogiovanni 6/10/1999

– Sentenza Corte d’Appello Salerno assoluzione Francesco Mastrogiovanni 26/6/2001

– Sentenza Tribunale di Vallo della Lucania c/Francesco Mastrogiovanni 30/05/2000

 

Rassegna stampa:

Ecco il video della tortura che ha scioccato l’Italia ma non il P.M. Martuscelli
http://video.corriere.it/agonia-mastrogiovanni-maestro-lasciato-morire-ospedale/cae4f01e-0a30-11e2-a442-48fbd27c0e44
http://www.youtube.com/watch?v=WFtO-VJyN9M

http://www.lavocedirobinhood.it/Articolo.asp?id=201&titolo=T.S.O.:%20CURA%20O%20TORTURA?%20ASSASSINIO%20MASTROGIOVANNI.%20LA%20LEGGE%20BASAGLIA%2032%20ANNI%20DOP

http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2012/09/28/news/cosi-hanno-ucciso-mastrogiovanni-1.46861

http://speciali.espresso.repubblica.it/interattivi/franco-mastrogiovanni/index.html

Il Manifesto del 7 Nonembre 2014: mastrogiovanni.pdf

 

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