#PietroPalauLibero

IL MISTERO DEI TROPPI RICORSI MILITARI RESPINTI

 

Roma, 8 luglio 2010

Si è appreso ufficialmente solo di recente, ma l’avvocato Giorgio Carta, ufficiale in congedo dell’Arma, aveva da tempo presentato una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Roma chiedendo di fare luce sull’abnorme numero di ricorsi al TAR respinti allorché erano proposti contro il Ministero della Difesa.

Una situazione, questa, nota davvero a tutti: militari, avvocati e stati maggiori. Non a caso, nel corso dell’audizione del 4 novembre 2009 dinnanzi alla quarta commissione difesa del Senato, il direttore generale per il personale militare della Difesa, Mario Roggio, aveva addirittura potuto vantarsi che solo il 5 per cento dei ricorsi intentati contro il Ministero avevano esito positivo per i militari ricorrenti.

Ritenere, però, che il 95 per cento dei ricorsi sia davvero infondato è palesemente improbabile, specie se si considera che molti dei ricorsi accolti riguardano semplici accessi agli atti e silenzi dell’Amministrazione, nei quali è quasi impossibile dare torto ai ricorrenti.

Pertanto, l’avvocato Carta aveva voluto vederci chiaro e aveva denunciato tutto all’autorità giudiziaria penale di piazzale Clodio (n. 69370/09 R.G.).
La Procura della Repubblica di Roma, però, ha chiesto l’archiviazione che, nonostante l’opposizione del legale, è stata effettivamente disposta dal GUP di Roma, lo scorso 28 giugno (n. 16080/10 R.G.G.I.P.), adducendo la genericità delle accuse mosse ai giudici. «Ciò che sconcerta – riferisce l’avvocato – non è tanto l’esito della denuncia, ma la circostanza che la Procura romana non abbia ritenuto di ascoltare nessuno dei 15 testimoni indicati, tutti militari, forze dell’ordine e avvocati che si occupano di diritto militare. Il fascicolo delle indagini, dopo sei mesi, constava solo di un foglio. Non solo: la mia istanza di accertamenti era specificamente rivolta verso quattro giudici, ma l’indagine – si fa per dire – è stata protocollata come “contro ignoti”».

«La battuta di arresto non mi scoraggia. Anzi, sono ancora più determinato a vederci chiaro, raccogliendo nuovi elementi di prova e nuovi testimoni. A tal fine, chiedo di contattarmi a chiunque abbia notizia di documenti e di fatti utili ad istruire una nuova, più incalzante, denuncia. La mia battaglia è solo all’inizio e molti sono i colleghi avvocati che mi hanno assicurato il loro appoggio e che hanno deciso di dire basta ad uno stato di cose che, da tempo, alimenta il malessere tra i più fedeli servitori dello Stato, cioè Carabinieri e Forze armate in genere».

Da www.GrNet.it

  1. Anche io, purtroppo, ho avanzato una inutile battaglia contro il TAR, e stesso esito al Consiglio di Stato.. per una semplice richiesta di risarcimento dal fondo “vittime del dovere”.
    Per lo Stato, un intervento fuori servizio nel quale ho riportato una ferita da arma da fuoco (non autoprodotta), anche se riconosciuta con modello “C”, non risulta prevaricare i confini del NORMALE SERVIZIO DI ISTITUTO.. … Che dire?
    Attenderò la data e l’esito della udienza finale (del tar) consapevole di aver speso inutilmente soldi e tempo..?

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