{"id":912,"date":"2010-08-07T19:15:48","date_gmt":"2010-08-07T18:15:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=912"},"modified":"2010-08-07T19:15:48","modified_gmt":"2010-08-07T18:15:48","slug":"perquisizioni-presso-alcuni-uffici-della-cassazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=912","title":{"rendered":"Mafia e massoneria, perquisiti uffici della Cassazione, 8 arresti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perquisizioni presso alcuni uffici della Cassazione<\/strong> questa mattina da parte dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidati dal procuratore Francesco Messineo, insieme ai carabinieri di Agrigento e Trapani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Otto gli arresti in diverse citt\u00e0<\/strong>. Secondo le accuse un gruppo di persone, alcune legate dall\u2019appartenenza a logge massoniche, avrebbero ritardato, dietro pagamento di tangenti, l\u2019iter processuale di alcuni affiliati a <strong>Cosa nostra<\/strong> in modo da poter avere la prescrizione dei reati. Fra le persone arrestate un\u2019agente della polizia di Stato, un ginecologo di Palermo, imprenditori di Agrigento e Trapani, un impiegato del ministero della Giustizia in servizio ad una cancelleria della Cassazione e un faccendiere originario di Orvieto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il controllo rientra nell\u2019inchiesta denominata Hiram, coordinata dalla procura di Palermo, e stamani ha portato all\u2019<strong>arresto di otto persone in diverse citt\u00e0<\/strong> accusate a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d\u2019ufficio. Oltre alle perquisizioni, vengono svolti controlli anche su conti correnti bancari intestati agli indagati. Nell\u2019indagine sono impegnati i carabinieri di Agrigento e Trapani, Palermo, Roma e Terni.<br \/>\n<strong>Mafia e massoni<\/strong>. L\u2019inchiesta ha preso il via da accertamenti svolti sulle famiglie mafiose di Mazara del Vallo e Castelvetrano, in provincia di Trapani nel 2006. Vede coinvolti professionisti, medici, imprenditori, boss e alcuni iscritti a logge massoniche. Anche il ginecologo di Palermo, che era stato condannato anche in appello per violenza sessuale su una minorenne si sarebbe servito di questo sistema. L\u2019uomo avrebbe pagato somme di denaro per tentare di ottenere l\u2019insabbiamento del procedimento in Cassazione, che infatti risulta pendente da tre anni, per poi accedere alla prescrizione del reato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del procuratore Francesco Messineo, dell\u2019aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto della Dda, Paolo Guido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli arrestati sono <strong>Michele Accomando<\/strong>, 60 anni, di Mazara del Vallo, imprenditore, finito in carcere nel 2007 per un\u2019inchiesta su appalti pubblici pilotati, in seguito condannato per mafia a nove anni e quattro mesi. <strong>Renato Gioacchino Giovanni De Gregorio<\/strong>, 59 anni, ginecologo a Palermo, condannato anche in appello per violenza sessuale su una minorenne, dal 2005 pende in Cassazione il suo ricorso. Rodolfo Grancini, 68 anni, originario di Orvieto, \u00e8 indicato dagli investigatori come un faccendiere, in contatto con diversi senatori e deputati, considerato dagli inquirenti \u00abuna personalit\u00e0 poliedrica inserita in un giro di amicizie altolocate, attorno alla quale ruota l\u2019intera indagine\u00bb. Grancini avvalendosi di persone \u00abprezzolate\u00bb, alcune gi\u00e0 note agli investigatori, altre ancora ignote, all\u2019interno della Cassazione, secondo l\u2019accusa era riuscito a congegnare un \u00absistema\u00bb che gli consentiva di acquisire notizie riservate sullo stato dei procedimenti e di <strong>pilotare la trattazione dei ricorsi proposti alla Suprema Corte<\/strong> dai suoi \u00abclienti\u00bb. Calogero Licata, 57 anni, imprenditore agrigentino, accusato di aver tentato di insabbiare in Cassazione alcuni procedimenti penali che riguardavano boss mafiosi di Agrigento e Trapani. Guido Peparaio, 55 anni, impiegato del ministero della Giustizia, addetto alla cancelleria della seconda sezione della Corte di Cassazione con la qualifica di ausiliario. Calogero Russello, 68 anni, imprenditore agrigentino che era gi\u00e0 stato imputato di mafia. Nicol\u00f2 Sorrentino, 64 anni, originario di Marsala. Francesca Surdo, 35 anni, originaria di Palermo, agente della polizia di Stato in servizio alla Direzione anticrimine di Roma.<br \/>\n<strong>Avviso di garanzia anche a un padre gesuita<\/strong>. I pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno inviato un avviso di garanzia anche a un sacerdote gesuita, Ferruccio Romanin, con l\u2019accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L\u2019avviso \u00e8 stato notificato stamani dai carabinieri al religioso che vive a Roma. La sua abitazione, e gli uffici che si trovano nel centro della Capitale, sono stati perquisiti. La posizione del gesuita \u00e8 collegata all\u2019imprenditore Michele Accomando, arrestato stamani. Gli investigatori avrebbero accertato che il sacerdote, su indicazione di uno degli indagati dell\u2019inchiesta, Rodolfo Grancini, avrebbe predisposto lettere inviate a giudici \u00abprevio pagamento da parte di Michele Accomando\u00bb, per \u00abraccomandare alcuni imputati di mafia\u00bb. Il peso e l\u2019autorevolezza del sacerdote che apponeva la sua firma alle lettere inviate ai magistrati, per l\u2019accusa avrebbero influito sull\u2019esito dei ricorsi giurisdizionali proposti a diverse autorit\u00e0 giudiziarie. Padre Romanin avrebbe anche scritto una lettera a un giudice che doveva decidere sugli arresti domiciliari chiesti da Epifanio Agate, figlio del capomafia di Trapani, Mariano e per Dario Gancitano, genero di Accomando, imputati entrambi davanti ai giudici del tribunale di Reggio Calabria. <strong>Indagato <\/strong>anche il<strong> gran maestro Stefano De Carolis<\/strong>, esponente di spicco della <strong>Serenissima Gran Loggia Unita d\u2019Italia<\/strong>. Il massone, secondo l\u2019accusa, sarebbe stato messo a conoscenza dall\u2019imprenditore Michele Accomando e da un altro indagato, del piano per ottenere il controllo di un procedimento penale pendente in Cassazione che riguardava il boss mafioso Giovanbattista Agate, fratello del capomafia di Trapani, Mariano. Secondo quanto emerge dall\u2019inchiesta, Accomando voleva che il procedimento che riguardava Agate venisse insabbiato in modo da impedirne la trattazione e conseguire la progettata prescrizione del reato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.ilmessaggero.it\">www.ilmessaggero.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/castelvetranoselinunte.it\/mafia-e-massoneria-8-arresti-e-perquisizioni-negli-uffici-della-cassazione\/1395\/\">http:\/\/castelvetranoselinunte.it\/mafia-e-massoneria-8-arresti-e-perquisizioni-negli-uffici-della-cassazione\/1395\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perquisizioni presso alcuni uffici della Cassazione questa mattina da parte dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidati dal procuratore Francesco Messineo, insieme ai carabinieri di Agrigento e Trapani. Otto gli arresti in diverse citt\u00e0. 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