{"id":796,"date":"2010-08-05T13:44:08","date_gmt":"2010-08-05T12:44:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=796"},"modified":"2010-08-05T13:44:08","modified_gmt":"2010-08-05T12:44:08","slug":"otto-anni-per-scrivere-una-sentenza-i-boss-liberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=796","title":{"rendered":"Otto anni per scrivere una sentenza, i boss liberi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Francesco Viviano<br \/>\n(Giornalista)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due mafiosi condannati otto anni fa a 24 anni di reclusione ciascuno, la moglie del boss Piddu Madonia condannata a 8 anni di reclusione e altri quattro favoreggiatori di Cosa nostra condannati a pene minori, sono liberi da 6 anni perch\u00e9 il giudice che emise la sentenza, Edi Pinatto non ne ha ancora scritto le motivazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un record, s\u2019intende negativo, della giustizia italiana che ancora oggi rimane tale e che fa gridare allo scandalo il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, che si \u00e8 rivolto al ministero della Giustizia: \u00abNon si pu\u00f2 &#8211; dice &#8211; consentire che in uno Stato democratico basato sul diritto, lo Stato condanni ed un magistrato, a distanza di quasi otto anni non depositi una sentenza per cui un intero clan mafioso \u00e8 in libert\u00e0 e gira tranquillo per la mia citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Edi Pinatto, 42 anni, da sette, da quando ha lasciato Gela, \u00e8 pubblico ministero alla procura di Milano. La sua stanza \u00e8 al quinto piano, la numero 512 e lui \u00e8 quasi sempre presente, non si \u00e8 mai assentato eppure, nonostante siano trascorsi esattamente 7 anni, 8 mesi e 18 giorni, non \u00e8 riuscito a scrivere le motivazioni di quella condanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPerch\u00e9 vuole sapere di questa sentenza? Io non posso parlare di cose di lavoro con i giornalisti\u00bb, \u00e8 la sua prima reazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quando obiettiamo che non si tratta di rivelare segreti relativi ad inchieste in corso e che chiediamo di sapere perch\u00e9 tanto ritardo, Pinatto abbassa il volume della radio che trasmette brani di musica jazz e risponde serafico: \u00abGuardi, io non posso proprio dire nulla, se vuole ne parliamo dopo, quando finir\u00f2 di scrivere la sentenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma intanto sa che quei due mafiosi condannati, cos\u00ec come la moglie del boss Piddu Madonia, sono liberi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec lo so, ma non \u00e8 la prima volta, non sono il solo a metterci tanto tempo. Le scriver\u00f2 fra alcuni mesi, appena smaltir\u00f2 questi fascicoli che lei vede sul mio tavolo, e solo allora potremmo parlarne. Adesso mi lasci lavorare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di questo processo, uno dei pi\u00f9 lunghi della storia giudiziaria italiana, comincia nel dicembre del 1998, quando i carabinieri del Ros arrestano una cinquantina di mafiosi in tutta la Sicilia, tutti favoreggiatori e uomini di Bernardo Provenzano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi Giuseppe Lombardo, Carmelo Barbieri, Maria Stella Madonia e Giovanna Santoro, rispettivamente sorella e moglie del boss della Cupola, Piddu Madonia da anni in carcere dove sta scontando una serie di ergastoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il troncone nisseno, per competenza, passa al tribunale di Gela ed Edi Pinatto presiede la sezione che processer\u00e0 i quattro imputati eccellenti, considerati esponenti di primo piano di Cosa nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 22 maggio del 2000, in tempi brevissimi, arriva la sentenza di primo grado. Edi Pinatto condanna Lombardo e Barbieri a 24 anni di reclusione ciascuno, Maria Stella Madonia a 10, Giovanna Santoro ad 8 ed altri a pene minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il magistrato avrebbe dovuto pubblicare i motivi della sentenza tre mesi dopo il pronunciamento.<br \/>\nNon lo ha ancora fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec nel 2002 tutti i condannati sono stati scarcerati per scadenza dei termini di custodia cautelare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pinatto nel frattempo aveva ottenuto il trasferimento dal Tribunale di Gela alla procura di Milano dove attualmente lavora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche a Milano Edi Pinatto si \u00e8 fatto la fama di \u00abgiudice lento\u00bb tanto da essere stato sollecitato dal capo del suo ufficio che gli ha contestato, per iscritto, il suo \u00abbasso rendimento\u00bb nelle inchieste milanesi di cui \u00e8 titolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente del Tribunale di Gela, Raimondo Genco ha segnalato da tempo la vicenda della sentenza fantasma al Csm ed al ministero della Giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Convocato dal Csm nel giugno del 2004, Pinatto tent\u00f2 di giustificarsi in qualche modo: \u00ab\u00c8 certamente un caso scandaloso \u2013 ammise \u2013 ma non \u00e8 il solo, ve ne sono altri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell\u2019occasione Pinatto venne \u201ccondannato\u201d dal Csm a due anni di perdita di anzianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma delle motivazioni, anche in seguito, nessuna traccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due anni dopo venne nuovamente convocato per lo stesso motivo. \u00abLa pervicacia dell\u00b4omissione dell\u00b4incolpato \u2013 disse il rappresentante dell\u2019accusa al Csm \u2013 \u00e8 anche denegata giustizia\u00bb e una \u00abstasi incredibile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00b4accusa chiese alla sezione disciplinare del Csm di erogare la massima sanzione prima della rimozione, ma Pinatto se la cav\u00f2 con altri due mesi di perdita di anzianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i suoi colleghi pensavano che avrebbe provveduto, invece tutto \u00e8 fermo, come otto anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E i mafiosi? \u00abStanno qua, girano tranquilli per la citt\u00e0 e \u2013 dice un investigatore di Gela \u2013 continuano a fare i mafiosi\u00bb.<\/p>\n<p>da La Repubblica<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 di Francesco Viviano (Giornalista) Due mafiosi condannati otto anni fa a 24 anni di reclusione ciascuno, la moglie del boss Piddu Madonia condannata a 8 anni di reclusione e altri quattro favoreggiatori di Cosa nostra condannati a pene minori, &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=796\">Continua &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"","footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-796","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sicilia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=796"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/796\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}