{"id":786,"date":"2010-08-05T13:15:07","date_gmt":"2010-08-05T12:15:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=786"},"modified":"2010-08-05T13:15:07","modified_gmt":"2010-08-05T12:15:07","slug":"perche-pecorella-infanga-don-peppe-diana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=786","title":{"rendered":"Perch\u00e8 pecorella infanga Don Peppe Diana?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0di Roberto Saviano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi \u00e8 capitato nella vita di fare pochissimi giuramenti a me stesso. Uno di questi, che non riuscirei a tradire se non vergognandomi profondamente, \u00e8 difendere la memoria di chi nella mia terra \u00e8 morto per combattere i clan. Ho giurato a me stesso sulla tomba di Don Peppe Diana il giorno in cui alcuni cronisti locali, alcuni politici e diversa parte di quella che qualcuno chiama opinione pubblica iniziarono un lento e subdolo tentativo di delegittimarlo.<\/p>\n<p>Il venticello classico di certe parti d&#8217;Italia che calunnia ogni cosa che la smaschera; il tentativo di salvare se stessi dalla scottante domanda &#8220;perch\u00e9 io non ho mai detto o fatto niente?&#8221;. Ho letto in questi giorni sulla rivista Antimafia Duemila che due ragazzi, Dario Parazzoli e Alessandro Didoni, hanno chiesto durante una trasmissione Tv a Gaetano Pecorella come mai, quando era presidente della commissione giustizia, difendeva al contempo il boss casalese egemone in Spagna Nunzio De Falco, poi condannato come mandante dell&#8217;omicidio di Don Peppe Diana. Mi ha colpito e ferito sentire alcune dichiarazioni dell&#8217;Onorevole Pecorella in merito all&#8217;assassinio di Don Peppe Diana. In una intervista al giornalista Nello Trocchia per il sito Articolo 21, Pecorella dichiara: &#8220;Io dico che tra i moventi indicati, agli atti del processo, ce ne sono tra i pi\u00f9 diversi. Nel processo qualcuno ha parlato di una vendetta per gelosia, altri hanno riferito che sarebbe stato ucciso perch\u00e9 si volevano deviare le indagini che erano in corso su un altro gruppo criminale. E altri hanno riferito anche il fatto che conservasse le armi del clan. Nessuno ha mai detto perch\u00e9 \u00e8 avvenuto questo omicidio, visto che non c&#8217;erano precedenti per ricostruire i fatti. Se uno conosce le carte del processo, conosce che ci sono indicate da diverse fonti, diversi moventi&#8221;.<\/p>\n<p>Proprio leggendo le carte si evince chiaramente che non \u00e8 cos\u00ec, Onorevole Pecorella. Perch\u00e9 dice questo? \u00c8 vero esattamente il contrario. Dalle carte del processo emerge invece che \u00e8 tutto chiaro. E pure la sentenza della Corte di Cassazione del 4 marzo 2004 conferma che Don Peppe \u00e8 stato ucciso per il suo impegno antimafia e per nessun&#8217;altra ragione. Che De Falco (di cui lei, Onorevole, ha assunto la difesa) ha ordinato l&#8217;uccisione di Don Peppe per dimostrare, uccidendo un nemico in tonaca, un nemico senza armi, che il suo gruppo era pi\u00f9 forte e coraggioso di quello di Sandokan. E anche per deviare la pressione dello Stato proprio sul clan Schiavone. Quelli che lei definisce pi\u00f9 volte &#8220;moventi indicati&#8221; furono, come dimostrano le sentenze, delle calunnie che alcuni camorristi portarono per lungo tempo in sede processuale per discolparsi. Calunnie nate dal fatto che persino loro cercavano di lavarsi le mani, in buona o cattiva fede, del sangue innocente che avevano versato. Ne avevano vergogna. Questo \u00e8 quel che dicono gli iter conclusi della giustizia italiana. Ed \u00e8 per questo che la risposta che l&#8217;Onorevole Pecorella ha dato appena qualche giorno fa alla domanda se Don Diana, a suo avviso, non fosse stato ucciso per il suo impegno contro i clan lascia basiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nL&#8217;onorevole dice: &#8220;Io non ho avvisi. Io riporto quello che \u00e8 emerso nel processo e nulla pi\u00f9. Ci sono diversi moventi, c&#8217;\u00e8 anche quello, che all&#8217;inizio non era emerso, che faceva attivit\u00e0 anticamorra. Per la verit\u00e0 nel processo non \u00e8 venuto fuori molto chiaro neanche questo come movente. \u00c8 inutile che costruiamo delle fantasie sulle ipotesi. Quella dell&#8217;impegno anticamorra \u00e8 tra le ipotesi. Ma nel processo non \u00e8 emerso in modo clamoroso, non \u00e8 mai venuta fuori un&#8217;attivit\u00e0 di trascinamento, di gente in piazza. Non \u00e8 che c&#8217;erano state manifestazioni pubbliche, documenti. Qualcuno ha detto anche questa ragione. Come vede ci sono tanti moventi. Certamente \u00e8 stato ucciso dalla camorra. Chi viene ucciso dalla camorra \u00e8 una vittima della camorra. Ora se \u00e8 un martire bisogna capirlo dal movente che non \u00e8 stato chiarito&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 stato chiarito. Lo Stato Italiano considera Don Peppe un martire della battaglia antimafia, migliaia di persone hanno sfilato in sua difesa. E i documenti che non ci sarebbero, ci sono eccome. Hanno non solo un nome, ma anche un titolo: &#8220;Per amore del mio popolo non tacer\u00f2&#8221;. \u00c8 il documento stilato da Don Peppe insieme ad altri preti della forania di Casal di Principe in cui viene annunciata una battaglia pacifica, ma priva di compromessi alle logiche dei clan, al loro predominio, alla loro mentalit\u00e0, alla loro cultura, alla loro falsa aderenza alla fede cristiana. Persino Papa Giovanni Paolo II, dopo la morte di Don Peppino Diana, pronunci\u00f2 nell&#8217;Angelus: &#8220;Voglia il signore far s\u00ec che il sacrificio di questo suo ministro [&#8230;] produca frutti [..]di solidariet\u00e0 e di pace&#8221;. Per Giovanni Paolo non ci furono dubbi, fu un martire. Per Lei, Onorevole Pecorella, invece ce ne sono. Perch\u00e9, mi chiedo?<\/p>\n<p>Le chiedo inoltre se considera legittimo rivestire il ruolo di Presidente della Commissione Giustizia del Parlamento Italiano e portare avanti la difesa del boss Nunzio De Falco? Lei immagino mi risponder\u00e0 di s\u00ec, che anche il peggiore dei presunti criminali, ne ha il diritto. Ma questo principio di garanzia vale soltanto fino al verdetto finale. Tale verdetto di colpevolezza del suo mandante \u00e8 stato emesso e confermato. Quindi la prego di non diffondere falsi dubbi sulla condanna a morte di Don Diana. Chi ha ucciso Don Peppe Diana \u00e8 uno dei clan pi\u00f9 potenti e feroci d&#8217;Italia che ha ancora due latitanti, Iovine e Zagaria, liberi di investire, costruire, e portare avanti i loro affari.<\/p>\n<p>Oggi, Onorevole Pecorella, lei \u00e8 presidente della commissione d&#8217;inchiesta sui rifiuti, e i Casalesi, come sapr\u00e0, sono i maggiori affaristi nel traffico di rifiuti tossici e legali. Loro quindi dovrebbero essere i suoi maggiori nemici anche se in passato ha difeso in sedi processuali i loro capi. La prego di avere rispetto per Don Peppe e non dare nuovamente credito a calunnie che negli anni passati killer e mandanti hanno cercato di riversare su una loro vittima innocente. Questa mia domanda non \u00e8 questione di destra o di sinistra. La legalit\u00e0 \u00e8 la premessa del dibattito politico, o almeno dovrebbe esserlo. La premessa e non il risultato. Quando iniziai a trascrivere delle parole che Don Peppe aveva detto nel Casertano ho ricevuto lettere commosse da molti lettori conservatori, da cattolici di Comunione e Liberazione sino ai ragazzi della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio, dalla comunit\u00e0 ebraica romana e da tante altre.<\/p>\n<p>La battaglia alle organizzazioni criminali, l&#8217;ho vista fare da persone di ogni estrazione politica e sociale. Ho visto, quando ero bambino, manifestazioni nei paesi assediati dalla camorra in cui sfilavano insieme militanti missini, democristiani, comunisti e repubblicani. L&#8217;onest\u00e0 non ha colore, spesso cos\u00ec come non ne ha l&#8217;illegalit\u00e0. Per questo, il mio non \u00e8 un appello che possa essere ascritto a una parte politica. Non permetter\u00f2 mai a nessuno, e come dicevo me lo sono giurato, che la memoria di Don Peppe sia oltraggiata da accuse false, demolite dai Tribunali, che ebbero il solo scopo di screditare le sue parole, emettendo nel silenzio il ronzio malefico &#8220;quello che dice non \u00e8 vero&#8221;. Questo non lo permetter\u00f2. Lei mi dir\u00e0 che questa mia \u00e8 una battaglia troppo personale. Io le ribadirei che, s\u00ec, lo \u00e8, \u00e8 vero. Tutto ci\u00f2 che riguarda la mia terra, ormai riguarda la mia vita stessa e quindi non pu\u00f2 che essere personale. Difendere la memoria di Don Peppe Diana \u00e8 una questione personale anche per un&#8217;altra ragione: \u00e8 una questione di onore. Onore \u00e8 una parola che spesso hanno abusivamente monopolizzato le cosche facendola diventare sinonimo del loro codice mafioso. Ma \u00e8 il tempo di sottrarla alle loro grammatiche. Onore \u00e8 il sentire violata la propria dignit\u00e0 umana dinanzi a un&#8217;ingiustizia grave, \u00e8 il seguire dei comportamenti indipendentemente dai vantaggi e dagli svantaggi, \u00e8 agire per difendere ci\u00f2 che merita di essere difeso. E io l&#8217;onore, l&#8217;ho imparato qui a Sud. Per meglio spiegarmi, mi sovvengono le parole di Faulkner: &#8220;Tu non puoi capirlo dovresti esserci nato. In realt\u00e0 essere del Sud \u00e8 una cosa complessa. Comporta un&#8217;eredit\u00e0 di grandezza e di miseria, di conflitti interiori e di fatalit\u00e0, \u00e8 un privilegio e una maledizione. Vi \u00e8 il senso aristocratico dell&#8217;onore e dell&#8217;orgoglio&#8221;. Mi piacerebbe poter mettere una parola definitiva su questo. Su quanto accaduto a don Peppe. Permettere di farlo riposare in pace. Riposare in pace significa non chiamarlo in causa laddove non pu\u00f2 difendersi. A volte, come accade a molti miei compaesani per cui conserva il suo valore, mi viene di rivolgermi a lui. Don Peppe se \u00e8 vero che tu hai visto la fine della guerra, perch\u00e9, come dice Platone, solo i morti hanno visto la fine della guerra, sta a noi vivi il compito di continuare a combatterla. E non ci daremo pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da repubblica.it<\/p>\n<p><!-- do nothing --><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0di Roberto Saviano Mi \u00e8 capitato nella vita di fare pochissimi giuramenti a me stesso. Uno di questi, che non riuscirei a tradire se non vergognandomi profondamente, \u00e8 difendere la memoria di chi nella mia terra \u00e8 morto per &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=786\">Continua &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"","footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-786","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-campania"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=786"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/786\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}