{"id":688,"date":"2010-08-04T19:55:49","date_gmt":"2010-08-04T18:55:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=688"},"modified":"2010-08-04T19:55:49","modified_gmt":"2010-08-04T18:55:49","slug":"parmalat-crac-annunciato%c2%a8fallita-gia-degli-anni-80%c2%a8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=688","title":{"rendered":"Parmalat, crac annunciato:\u00a8Fallita gi\u00e0 degli Anni 80\u00a8"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vorrebbero farci creedere con buona pace dei risparmiatori gabbati che\u00a0la <em>&#8220;banda dei ragionieri di Collecchio&#8221;<\/em> per anni \u00e8 riuscita a prendere per il naso societ\u00e0 di revisione, societ\u00e0 di rating, banche nazionali e internazionali, analisti finanziari, fondi di investimento, Consob e la &#8220;ignara&#8221; magistratura<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 cos\u00ec che il braccio della legge e dell&#8217;economia corrotta che la controlla si abbatte sulla Parlamat con\u00a0oltre\u00a020 anni di ritardo, rispetto al crac annunciato, previdibile secondo gli analisti gi\u00e0 dagli anni &#8217;80, onde mettere in campo la solita sceneggiata\u00a0secondo cui la magistratura &#8220;solertemente&#8221; fa la sua\u00a0parte (nella commedia), in difesa dei cittadini e della legalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 dicembre 2003 la Bank of America fa sapere a un&#8217;Italia imbambolata dalle menzogne e dai numeri, che il conto corrente intestato a Bonlat presso la sede di New York non esiste. Non c&#8217;\u00e8. Non c&#8217;\u00e8 mai stato (forse, come vedremo). Come non ci sono i 3, 95 miliardi di euro che avrebbero dovuto esserci a sentire gli amministratori della Parmalat e i revisori dei bilanci.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; il sorprendente, straordinario, inaspettatissimo schianto dell&#8217;ottavo gruppo industriale italiano. Dieci giorni dopo. 27 dicembre 2003. Sono le otto della sera. Milano. Un investigatore della Guardia di Finanza chiede a un signore ingobbito ma sorridente, reduce da sette giorni in giro per il mondo (Parma, Lisbona, Fatima, Lisbona, Madrid, Quito e Guayaquil ? in Ecuador ? Madrid, Zurigo, Milano, Collecchio): \u00a8\u00e8 lei, il dottor Tanzi?\u00a8. Calisto Tanzi trova la forza (o l&#8217;avventatezza) di fare ancora un mezzo sorriso e ciao ciao alle telecamere prima di infilarsi nell&#8217;auto degli investigatori e trasferirsi nel carcere di San Vittore. Novantauno giorno dopo. 17 marzo 2004. Procura di Milano. I pubblici ministeri appaiono stanchi del tour de force, ma alquanto soddisfatti. Ancora 24 ore e sono in grado di chiedere il giudizio immediato contro Calisto Tanzi, i manager di Collecchio, i dirigenti delle sedi estere della Parmalat, i revisori \u00a8primari\u00a8 (Deloitte) e \u00a8secondari\u00a8 (Grant Thornton), i \u00a8controllori\u00a8 (internal auditors), e tre dirigenti di Bank of America, l&#8217;avvocato d&#8217;affari Gianpaolo Zini e, infine, come \u00a8persone giuridiche\u00a8 Bank of America, Deloitte e Gran Thornton. Ipotesi di reato: aggiotaggio, ostacolo alla Consob e concorso nel falso dei revisori. Il reato di aggiotaggio \u00e8 disciplinato dall&#8217;art. 501 del codice penale: \u00a8Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo dei valori ammessi nelle liste di borsa \u00e8 punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da uno a cinquanta milioni di lire?.\u00a8. Dicono in Procura: \u00a8Sar\u00e0 un processo senza storia perch\u00e9 gli imputati, da Calisto Tanzi al vero dominus finanziario della societ\u00e0 Fausto Tonna, hanno confessato e dimostrato di aver falsificato i bilanci, deformandone le poste, occultandone le perdite, inventato di sana pianta liquidit\u00e0 inesistenti\u00a8. A giudicare dalle facce rassegnate degli avvocati delle difese i pubblici ministeri non esagerano: l&#8217;esito del giudizio appare molto prevedibile. Tira un sospiro di sollievo soltanto Gian Piero Biancolella, avvocato di Tanzi. Il patron di Collecchio, seduto accanto agli uomini di Bank of America, intravede una possibilit\u00e0 di poter ridimensionare le sue responsabilit\u00e0. Da Milano a Parma. Qui i pubblici ministeri ipotizzano contro Tanzi &amp; soci la bancarotta fraudolenta, la truffa aggravata, il falso in bilancio.<br \/>\nCome a Milano, i procuratori non hanno incertezze sulla conclusione del processo. \u00a8Le distrazioni di denaro dalle casse della Parmalat sono dimostrate per tabulas e di conseguenza la truffa e il falso bilancio. Contiamo di andare a giudizio entro giugno\u00a8. Dicembre 2003\/Giugno 2004. In soli 180 giorni, indicando responsabilit\u00e0 e assegnando colpe, la giustizia italiana offre una (prima) conclusione al crac industriale e finanziario pi\u00f9 clamoroso della storia italiana, un default pari a 14,4 miliardi di euro (quasi 28 mila miliardi di lire), lo 0,7 per cento del nostro prodotto interno lordo. Anche in quest&#8217;ultimo atto della Parmalat, come in molti degli atti precedenti, il padrone della scena (e della sceneggiatura) \u00e8 il ragioniere Fausto Tonna. Tanzi (pare) gliel&#8217;ha lasciata volentieri. Gli interrogatori di don Calisto sono sempre zoppicanti, monchi di circostanze e punti fermi. Si sviluppano come un tormentone. Di questo tipo: \u00a8E&#8217; vero, con promissory notes verso terzi, cambiali finanziarie insomma, abbassavamo l&#8217;indebitamento delle societ\u00e0, ma per i dettagli di questa o quella operazione dovete chiedere a Tonna, lui sa tutto? E&#8217; vero, per aumentare l&#8217;attivo di Bonlat abbiamo fatto degli swaps con il fondo Epicurum che avevamo creato apposta. No, non ricordo quanti. Uno, forse tre, forse quattro? Dovete chiedere a Tonna, queste cose le sa lui?\u00a8. Alter ego e doppio di Calisto Tanzi. Arrogante. Irascibilissimo. Decisionista. Consapevole di s\u00e9 fino al punto da coltivare, con la nipote del patron Paola Visconti, l&#8217;ambizione di \u00a8scippare\u00a8 al \u00a8padrone\u00a8 addirittura la societ\u00e0 (come \u00e8 emerso in alcuni interrogatori), Fausto Tonna indica ai pubblici ministeri di Milano e di Parma la strada da percorrere e undici tappe da seguire e vagliare. Undici come \u00a8i protocolli\u00a8 per creare dal nulla voci attive nel bilancio e cancellare nel nulla le perdite. Gli interrogatori di Fausto Tonna, le sue visite negli uffici della Parmalat in via Oreste Grassi a Collecchio, diventano cos\u00ec il canovaccio dell&#8217;inchiesta e l&#8217;intreccio della pubblica ricostruzione della truffa. Il \u00a8servo padrone\u00a8 di don Calisto ha in mano tutti i fili dello spettacolo, quali che siano spettatore e attore. Delle magie finanziarie che hanno tenuto in vita e sui mercati Parmalat, conosce i segreti e il doppio fondo. Dell&#8217;inchiesta giudiziaria \u00e8 il pivot. E&#8217; consapevole di poter dire, tacere o dissimulare piegando nella direzione voluta le indagini. Soprattutto sa di poter rallentare o accelerare il gioco del disvelamento. Quanto tempo occorrerebbe ai pubblici ministeri per decrittare i \u00a8protocolli\u00a8 della falsificazione dei bilanci, ammesso che senza il suo aiuto l&#8217;impresa riesca? E quanto ancora sarebbe il tempo necessario agli investigatori per correre in tre continenti, dove \u00e8 presente Parmalat, per rintracciare le prove della truffa e le ragioni del crack? Fausto Tonna regala preziosissimo tempo ai magistrati &#8211; non v&#8217;ha dubbio &#8211; e i magistrati, tra Milano e Parma, non stanno l\u00ec a tormentarlo pi\u00f9 di tanto. Per il momento, anzi, gliene sono addirittura grati.<br \/>\nChi con entusiasmo (\u00a8La collaborazione di Tonna all&#8217;inchiesta ha avuto anche un segno etico\u00a8, si sente dire). Chi con pi\u00f9 diffidenza e maggiore pragmatismo: \u00a8Sappiamo che Tonna non ci ha detto tutto. Come sappiamo che la sua confessione non scioglie il garbuglio. Semplicemente stiamo facendo di necessit\u00e0 virt\u00f9 perch\u00e9 non abbiamo le forze n\u00e9 il tempo per dare una risposta a tutte le domande dell&#8217;affare e ci accontentiamo, dobbiamo accontentarci delle risposte che ci permettono di istruire il processo con solide fonti di prova\u00a8. Buona ragione, perch\u00e9 economica, se si ha la toga sulle spalle. Non una ragione adeguata se si vuole capire che cosa \u00e8 accaduto a Collecchio. Come \u00e8 potuto accadere? Domande essenziali per comprendere dove il \u00a8sistema\u00a8 finanziario (con i suoi controlli e le sue istituzioni e le sue regole) non ha funzionato. Il tableau disegnato da Fausto Tonna, nella lunga confessione, \u00e8 minimalista fino al grottesco. Una banda di ragionieri di Collecchio per anni prende per il naso societ\u00e0 di revisione, societ\u00e0 di rating, banche nazionali e internazionali, analisti finanziari, fondi di investimento, Consob e soprattutto risparmiatori, con pochi tratti di penna, un computer e uno scanner. E&#8217; uno scenario che, accanto al buon senso, lascia in un canto troppe questioni. Non solo quella che naturalmente fiorisce sulla bocca di tutti: come \u00e8 potuto accadere? Ma soprattutto, se Tonna non la racconta tutta, quella essenziale: che cosa \u00e8 accaduto; da quanto tempo accadeva, e perch\u00e9? Altri interrogativi ne sono il necessario corollario: chi \u00e8 davvero Calisto Tanzi? Di quali protezioni ha goduto? Di quali capitali si \u00e8 avvantaggiato per sopravvivere, e come?\u00a0 \u00a8Chi \u00e8 davvero Calisto Tanzi?\u00a8 pare la prima domanda da affrontare. Cominciamo con definirlo furbissimo, e non per (non solo per) i trucchi dei bilanci della Parmalat. Tanzi \u00e8 un furbissimo soprattutto perch\u00e9 ha fatto lievitare di s\u00e9, intorno a s\u00e9, su di s\u00e9, un&#8217;immagine efficacissima per il suo marketing personale e vincente per il marchio dell&#8217;azienda di famiglia. Religiosissimo. Morigeratissimo. Perbenissimo. Attaccatissimo alla moglie e ai figli (che poi curiosamente coinvolger\u00e0 nella catastrofe e roviner\u00e0). Modernissimo imprenditore: non per caso, si diceva, Parmalat \u00e8 l&#8217;unico marchio \u00a8globale\u00a8 del Paese. Unicamente interessato ai prodotti delle sue fabbriche, e a null&#8217;altro. (Null&#8217;altro, se si esclude il football). Bene, ma era, \u00e8 davvero cos\u00ec Calisto Tanzi? Per dirne una. Leggi che, nella cena di celebrazione in Italia dei cento anni della Chase Manhattan Bank, lo avevano sistemato alla sinistra di David Rockfeller che aveva alla sua destra Gianni Agnelli. Quella seggiola accanto al banchiere americano lo assegna a un empireo industriale, ne testimonia il successo e il prestigio personale, la collocazione in un ambito internazionale che nessun industriale italiano ha mai toccato, se non l&#8217;Avvocato e per via diciamo cos\u00ec \u00a8dinastica\u00a8. Scopri poi, per\u00f2, che non \u00e8 vero niente, che quella storia \u00e8 una delle tante favolette della storia di Tanzi. Chi c&#8217;era quella sera ricorda: \u00a8La cena \u00e8 del 1994 e Tanzi non era seduto n\u00e9 alla destra n\u00e9 al tavolo di Rockfeller, per l&#8217;ovvia ragione che nessuno \u00e8 tanto matto o scortese da far sedere chi non parla una parola di inglese accanto a chi parla solo inglese. Sicuramente Tanzi sedeva a uno tavolo importante, ma non accanto a Rockfeller. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che la cosa non sembr\u00f2 allora dare a Calisto alcun brivido o gratificazione. E&#8217; un pessimo conversatore e le occasioni mondane in societ\u00e0 servivano soltanto ad appagare la sua ansia di offrire un&#8217;immagine di s\u00e9 e del suo nome. Non aveva alcun interesse a conoscere Rockfeller, n\u00e9 era curioso di scambiarci due parole\u00a8. Cos\u00ec era fatto, cos\u00ec \u00e8 fatto don Calisto. \u00a8Apparire\u00a8 \u00e8 apparso a Tanzi sempre pi\u00f9 essenziale che \u00a8essere\u00a8. Apparire \u00a8liquido\u00a8, molto \u00a8liquido\u00a8 era, poi, il primo degli imperativi della sua strategia. Liquido, Tanzi? Anche questa era una bufala. Parola di un banchiere: Gianmario Roveraro, che organizz\u00f2 per Parmalat la quotazione in borsa alla fine del 1990. \u00a8La collocazione delle azioni &#8211; racconta <strong>Roveraro<\/strong> (prima di venire ammazzato) &#8211; aveva avuto, prima del nostro arrivo, qualche difficolt\u00e0 per un motivo noto a tutti: Tanzi non pagava i fornitori. Lo sapevano tutti tra l&#8217;Emilia e la Lombardia, cos\u00ec le banche erano sul \u00a8chi vive\u00a8 e prudenti i risparmiatori\u00a8. Tanzi non pagava perch\u00e9 le casse della Parmalat erano stente, perch\u00e9 &#8211; in quel 1989 &#8211; era gi\u00e0 ridotto maluccio. Tanto che, appena due anni dopo la quotazione in borsa, \u00e8 costretto a chiedere, con un secondo aumento di capitale, ancora denaro fresco al mercato. L&#8217;aumento di capitale \u00e8 di 430 miliardi. Per la met\u00e0 lo avrebbe dovuto conferire la famiglia di Collecchio. Ma lo fece e, se lo fece, dove prese il denaro? \u00a8Mah! &#8211; sospira Roveraro &#8211; Allora Tanzi mi disse che aveva attinto al patrimonio della moglie\u00a8. Per 215 miliardi? \u00a8Cos\u00ec mi disse e io gli credetti anche se cominciai ad avere dei dubbi quando, subito dopo, chiese a me come all&#8217;avvocato Sergio Erede e a Renato Picco (Eridania-Ferruzzi) di lasciare libero il posto nel consiglio d&#8217;amministrazione che da quel momento \u00e8 stato sempre composto da familiari di Tanzi o da dipendenti della Parmalat\u00a8. Le manipolazioni di bilancio cominciano in quell&#8217;anno, dunque, con le poste che la famiglia doveva conferire all&#8217;aumento di capitale. \u00a8E&#8217; &#8211; scrivono i pm di Milano &#8211; riscontrare oggettivamente che la contabilit\u00e0 del gruppo Parmalat \u00e8 stata totalmente falsificata quanto meno dal 1990\u00a8. A voce un pubblico ministero dice di pi\u00f9: \u00a8Saremo in grado di dimostrare che, gi\u00e0 alla fine degli anni Ottanta, la Parmalat era tecnicamente fallita\u00a8. <strong>Tecnicamente fallita alla fine degli anni Ottanta.<\/strong> Si sa come don Calisto si salv\u00f2 in quell&#8217;occasione. Ricorse ai buoni uffici di Giuseppe Gennari, un finanziere tanto oscuro quanto aggressivo che gli fu presentato da Mario Mutti, gladiatore dello \u00a8stay behind\u00a8 e massone.<br \/>\nMeno di pubblico dominio \u00e8 che la societ\u00e0 di Gennari, la Finanziaria Centronord (Fcn), come ricorda Florio Fiorini che vi invest\u00ec una parte della sua liquidazione dell&#8217;Eni, fosse \u00a8pi\u00f9 o meno una societ\u00e0 di strozzo che erogava modesti prestiti a piccoli imprenditori, a commercianti e artigiani scontando i crediti presso il Monte dei Paschi di Siena dov&#8217;era direttore generale Carlo Zini che la Fcn aveva fondato e poi abbandonato\u00a8. Sar\u00e0 per questi nomi e questi metodi e questa storia che il 1989 e il 1990 sono gli anni pi\u00f9 oscuri dell&#8217;avventura di Tanzi. In una delle principali merchant bank del tempo si ritenne (lo ha ricordato Marco Vitale), che la societ\u00e0 fosse \u00a8opaca, la natura dei nuovi capitali entrati ambigua, la fiducia nell&#8217;imprenditore Tanzi bassa\u00a8. Non si comprende infatti con quali risorse Tanzi sia entrato, con la finanziaria di famiglia (la Coloniale), in Fcn e con quali quattrini Gennari abbia potuto fare ingresso nella Coloniale prima e in Parmalat poi (fino a possederne, a sentir lui, pi\u00f9 del 50 per cento). Un uomo d&#8217;affari di Milano seppe, qualche tempo dopo, che \u00a8fu il gran maestro della massoneria Armando Corona a salvare il cattolicissimo Tanzi\u00a8. Non ci mancava che questa. La massoneria. Il rumor, senza conferma, si diffonde. E ingrassa se si prende per buona la convinzione che il Monte Paschi fosse controllato dai massoni toscani e che a mediare tra Tanzi, la banca di Siena e Gennari fosse, come s&#8217;\u00e8 detto, il massone Mario Mutti. Guai per\u00f2 a parlare di massoneria con Carlo Zini che, dei Paschi, era in quegli anni provveditore (direttore generale). \u00a8Ma quale massoneria &#8211; dice oggi &#8211; Che bisogno della massoneria aveva Tanzi! In quel tempo era la politica a governare il credito. La deputazione del Monte dei Paschi era composta con il bilancino. Otto membri. Tre alla Dc, due al Pci e due al Psi, uno alternativamente al Psdi e al Pri. Il provveditore nominato dal ministro del Tesoro. Tanzi non aveva bisogno dei massoni, gli era sufficiente l&#8217;amicizia dei politici. Anzi, a Siena era sufficiente saperlo amici dei politici\u00a8. Cos\u00ec si spiega perch\u00e9, nella primavera del 1989, la merchant bank dei Paschi (la Centrofinanziaria) organizz\u00f2 in gran fretta alla Parmalat un prestito di 120 miliardi a patto che Tanzi si liberasse della disastrosa propriet\u00e0 di Odeon Tv e si impegnasse, in caso di mancato rimborso entro tre anni, a consegnare alle banche il 22 per cento dell&#8217;azienda. \u00a8Che &#8211; ricorda oggi Zini &#8211; eravamo gi\u00e0 pronti a cedere alla Kraft\u00a8. Ancora debiti. Ancora con il fiato sospeso. Tuttavia Tanzi ce la fa. Ancora una volta, non si sa come. \u00a8Fu salvata &#8211; ha scritto Marco Vitale (Corriere della Sera) &#8211; dalla brillante operazione condotta dalla Akros di Gianmario Roveraro, mobilitando capitali imprenditoriali non chiarissimi e facendo ricorso al mercato\u00a8. C&#8217;\u00e8 chi sostiene che, fallito il tentativo di Gennari appoggiato dal Monte dei Paschi, sia stata l&#8217;Opus Dei a tirare fuori dai guai don Calisto.<br \/>\nE, in effetti, tutti gli uomini chiave dello sbarco di Parmalat in Piazza Affari sono dell&#8217;Opus. Lo \u00e8 Gianmario Roveraro, poi misteriosamente &#8220;giustiziato&#8221; . Lo \u00e8 Ettore Gotti Tedeschi che introduce Tanzi da Roveraro. E&#8217; stato scritto che per ottenere i favori dell&#8217;Opus, don Calisto furbissimo abbia organizzato addirittura \u00a8un circolo di preghiera\u00a8. \u00a8Posso dire &#8211; taglia corto, gentile e infastidito, Roveraro &#8211; che Calisto Tanzi non ha mai partecipato a iniziative dell&#8217;Opus Dei n\u00e9 a quelle collettive di dottrina n\u00e9 a quelle individuali di ascesi. E comunque l&#8217;Opus non c&#8217;entra nulla in questa storia e non si occupa di queste cose. La finanza non \u00e8 cattolica n\u00e9 laica o massonica: \u00e8 semplicemente finanza\u00a8. Prendiamone atto e annotiamo qualche prima conclusione. Per i pubblici ministeri, che si preparano a portare in giudizio Tanzi, a soli tre mesi dal crac, Parmalat \u00e8 \u00a8tecnicamente fallita\u00a8 gi\u00e0 alla fine degli Anni Ottanta. I capitali che vi affluiscono in quella stagione (consentono la quotazione alla Borsa di Milano) sono, nell&#8217;opinione della comunit\u00e0 finanziaria, \u00a8oscuri e non chiarissimi\u00a8. A cavallo del 1990, la formidabile politica di acquisizioni all&#8217;estero aggrava ancora di pi\u00f9 l&#8217;indebitamento di Calisto Tanzi. Fausto Tonna manipola i bilanci, nasconde le perdite, gonfia gli attivi. Tutto indisturbatamente per ulteriori 13 anni, sino ai tempi pi\u00f9 recenti con un tracollo che sfiora \u00a0i 15 miliardi di euro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrebbero farci creedere con buona pace dei risparmiatori gabbati che\u00a0la &#8220;banda dei ragionieri di Collecchio&#8221; per anni \u00e8 riuscita a prendere per il naso societ\u00e0 di revisione, societ\u00e0 di rating, banche nazionali e internazionali, analisti finanziari, fondi di investimento, Consob &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=688\">Continua &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"","footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-688","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-emilia-romagna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/688\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}