{"id":633,"date":"2010-08-04T10:48:45","date_gmt":"2010-08-04T09:48:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=633"},"modified":"2010-08-04T10:48:45","modified_gmt":"2010-08-04T09:48:45","slug":"trento-la-procura-che-insabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=633","title":{"rendered":"TRENTO LA PROCURA CHE INSABBIA"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>DA MILANO A BRESCIA GIUSTIZIA ALLA ROVESCIA! DA BRESCIA A TRENTO SOLO UNA PAROLA AL VENTO. Ovvero, tre parallele storie di usura ed estorsione legalizzate dalla magistratura<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Fonte: \u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=49\">http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=49<\/a><\/p>\n<p>In questa rubrica ospiteremo tutte quelle cronache giudiziarie di ordinaria ingiustizia che, per quanto eclatanti, difficilmente potrete leggere sui media di qualsiasi tendenza politica, in quanto talmente scomode agli interessi di ogni schieramento da essere sistematicamente censurate, nel timore che i lettori, i quali al tempo stesso sono elettori, comprendano come stiano effettivamente le cose e che <strong>nessun partito<\/strong> ha veramente a cuore la giustizia &#8211; n\u00e9 di affermare in concreto il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.<\/p>\n<p>Si tratta di storie che rivelano l&#8217;esistenza di un vasto sistema di malaffare, profondamente\u00a0 radicato nel tessuto istituzionale, gestito direttamente dagli apparati dei partiti, e congenito al funzionamento stesso delle istituzioni e dell&#8217;economia di mercato, in grado di produrre un vertiginoso flusso di finanziamenti illeciti, clientelismo, voto di scambio e garanzie di impunit\u00e0, dove gli interessi della politica, dell&#8217;imprenditoria, dell&#8217;informazione, della mafia, della criminalit\u00e0 organizzata, della giustizia e, financo, delle chiese e delle organizzazioni\u00a0 antimafia, si fondono con gli interessi dei cosiddetti\u00a0&#8220;<em><strong>poteri forti economico-finanziari globali<\/strong><\/em>&#8220;, dietro cui notoriamente si cela la <em>lunga manus<\/em> della massoneria internazionale che, almeno dai tempi di Benjamin Franklin (affiliato alla massoneria tra i padri\u00a0fondatori degli Stati Uniti d&#8217;America) e di Garibaldi, controlla gli scenari internazionali e le sorti del mondo.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nIl &#8220;<em><strong>principio di intangibilit\u00e0<\/strong><\/em>&#8221; degli affiliati alle varie consorterie affaristico-giudiziarie si contrappone quindi a quello di &#8220;<em><strong>uguaglianza di fronte alla legge<\/strong><\/em>&#8220;, per cui accade, come ora Vi raccontiamo, che da &#8220;<em>Milano a Brescia la Giustizia funzioni alla rovescia<\/em>&#8221; e che anche spostandosi di latitudine verso i pi\u00f9 rigidi climi del nord le cose non cambino affatto.<\/p>\n<p><strong>I rappresentanti<\/strong> dei poteri forti e delle logge massomafiose che controllano il territorio, fanno da padroni nelle aule di giustizia e riescono quasi sempre a farla franca o, a venirne fuori con il minimo scotto, spesso con il compiacente avvallo degli organi di controllo della magistratura e dei Palazzi romani, tra cui lo stesso C.S.M., come invano denunciavano gi\u00e0 negli anni novanta alcuni tra i migliori magistrati antimafia, come Salvo Boemi, Roberto Pennisi, Agostino Cordova, Alberto Di Pisa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri, minacciati di morte, messi a tacere e delegittimati dagli stessi rappresentanti di quei poteri occulti che avevano inascoltatamente denunciato &#8230; ________________________________________<\/p>\n<p><strong>L&#8217;INCREDIBILE STORIA DI UN CANCELLIERE DIRIGENTE DELLA CORTE D&#8217;APPELLO DI MILANO, DAPPRIMA VITTIMA DEGLI USURAI, EPPOI DEI GIUDICI.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Francesco Santomanco<\/strong>, ex Cancelliere Dirigente della Corte d&#8217;Appello di Milano, dopo 35 anni di onesto servizio, prima di venire illegittimamente spogliato della propria abitazione, denuncia di essere stato costretto a sottoscrivere da un gruppo di strozzini con aderenze nella locale magistratura, cambiali ipotecarie e titoli per oltre 1,2 miliardi delle vecchie lire, a fronte di un prestito di appena 60 milioni di lire e sottoposto all&#8217;ingiusto pignoramento di due immobili, tra cui appunto la casa ereditata dai genitori.<br \/>\nGli immobili, situati nel centro storico, a due passi dalla Prefettura, con un valore di almeno \u20ac 6000 al metro quadrato, vengono valutati dal Tribunale di Milano a quotazioni da vera e propria ricettazione (\u20ac 1500 al mq.) e alienati in aste deserte a societ\u00e0 immobiliari.\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nLa denuncia per usura e frode processuale finalizzata all&#8217;estorsione viene archiviata senza svolgere alcuna indagine, da parte del <strong>P.M. Spataro<\/strong> e dal <strong>G.I.P. Varanelli<\/strong>, sostenendo contrariamente alle evidenze documentali e probatorie offerte che &#8220;<em>non sarebbero state allegate le prove<\/em>&#8221; dei reati denunciati.<br \/>\nAnaloga totale assenza di tutela si registra anche da parte della <strong>Prefettura di Milano<\/strong>, che seppure, inizialmente, orientata ad accogliere l&#8217;istanza ai sensi delle Leggi Antiusura\u00a0 nn. 108\/96 e 44\/99, dopo avere acquisito il parere negativo del <strong>Presidente del Tribunale<\/strong>, nega l&#8217;accesso al fondo previsto per le vittime dell&#8217;usura e financo la proroga di <strong>gg. 300<\/strong> della sospensione dell&#8217;esecuzione di rilascio dell&#8217;abitazione.<\/p>\n<p><strong>Lo stesso avviene in sede civile<\/strong> coi molteplici ricorsi in opposizione alla vendita e al rilascio degli immobili, in cui si chiede la sospensione dell&#8217;esecuzione. Nonostante i ripetuti solleciti, ben <strong>12 ricorsi di urgenza<\/strong> rimangono tutti pressoch\u00e9 inesaminati, sino all&#8217;accesso della forza pubblica, eppoi iniquamente respinti con la sconcertante motivazione che l&#8217;esecuzione di rilascio sarebbe stata &#8220;<em>ormai in corso<\/em>&#8221; e che la vendita seppure dapprima provvisoriamente sospesa, sarebbe &#8220;<em>indenne da censure<\/em>&#8220;. Ci\u00f2, giungendo a negare qualsiasi accertamento istruttorio sul valore effettivo degli immobili e sulla sussistenza di illegittime interferenze e interessi estorsivi che hanno inficiato di nullit\u00e0 l&#8217;intero processo esecutivo.<br \/>\n<strong>A seguito della pubblicazione<\/strong> del caso sul sito <a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/\">https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/<\/a> (nelle pagine web della mappa della malagiustizia in Lombardia), la Presidente della terza Sezione Esecuzioni immobiliari del Tribunale di Milano, dr.ssa <strong>Gabriella D&#8217;Orsi<\/strong> e altri giudici civili incaricati dei procedimenti, sporgono denuncia per\u00a0&#8220;<em>calunnia<\/em>&#8221; sia nei confronti del Presidente dell&#8217;Associazione, responsabile del sito, sia nei confronti dell&#8217;ex Cancelliere Francesco Santomanco, che li aveva denunciati alla Procura di Brescia e al C.S.M., unitamente ai giudici penali e alla Prefettura di Milano, ipotizzando a loro carico i reati di falso ideologico, abuso continuato, omissione e interesse privato in atti di ufficio.\u00a0<br \/>\n<strong>Con quale risultato?<\/strong> <strong>I giudici sono ancora tutti l\u00ec; mentre l&#8217;ex Cancelliere anziano e malato, dopo essere stato brutalmente legato con le cinghie alla barella, perch\u00e9 non voleva uscire dalla sua casa, finisce al Dormitorio Pubblico<\/strong> di Via Ortles. E, senza che nessuno dei giudici che avevano ritenuto denunciarlo per &#8220;<em>calunnia<\/em>&#8221; provvedesse ad astenersi da ogni giudizio che lo riguardava, come obbligatoriamente previsto per legge, l&#8217;usurato viene anche condannato al pagamento di pesanti spese processuali per alcune diecine di migliaia di euro in ogni processo.<br \/>\n<strong>Lo sconcertante epilogo<\/strong> del caso \u00e8 che a Milano chi denuncia di essere vittima dell&#8217;usura e della &#8220;<em>compagnia della morte<\/em>&#8221; che, notoriamente, controlla le vendite giudiziarie, viene lasciato solo, con il beneplacito di tutti gli organi della magistratura e delle istituzioni a cui Francesco Santomanco si era fiduciosamente rivolto.<\/p>\n<p><strong>Anche alla Procura di Brescia le cose non procedono diversamente<\/strong>.<br \/>\nLe varie denunce a carico dei magistrati di Milano o, non vanno avanti (in altre parole vengono affossate) o, vengono archiviate, sempre senza svolgere alcuna indagine n\u00e9 tanto meno informare, come suo diritto, la parte offesa che ne ha fatto richiesta ai sensi dell&#8217;art. 410 c.p.p., cos\u00ec da impedirgli di proporre opposizione alla richiesta del P.M. di archiviazione.<\/p>\n<p><strong>Il vento sembra non cambiare neppure alla Procura di Trento<\/strong>, tutt&#8217;oggi inerte, dove l&#8217;inchiesta si trasferisce per competenza territoriale, ex art. 11 c.p.p., a seguito della ulteriore denuncia dell&#8217;ex Cancelliere degli abusi commessi nei suoi confronti, da parte di magistrati della Procura di Brescia. E qui si intrecciano le altre due parallele storie di usura ed estorsione legalizzate di altre malcapitate vittime di &#8220;errori giudiziari&#8221;, commessi da magistrati di Treviso, di cui Vi parliamo in questo primo numero del giornale on line.<\/p>\n<p>________________________________________<br \/>\n<strong>FALLIMENTOPOLI E CRIMINALITA&#8217; GIUDIZIARIA NEL TRIVENETO.\u00a0 92enne affetta da Alzhaimer spogliata della casa e gettata in mezzo alla strada.<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La seconda storia<\/span><\/strong>, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato ne &#8220;la Voce di Robin Hood&#8221; (Ottobre 2002), scaricabile dal sito <a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/\">https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/<\/a> (nelle pagine web della mappa della malagiustizia nel Veneto) \u00e8 quella di una inerme vecchietta di 92 anni, <strong>Moino Ermina<\/strong>, affetta dal morbo di Alzhaimer, pure sommariamente estromessa dalla sua abitazione, insieme alla figlia, <strong>Nellida Bernardi,<\/strong> a seguito della solita vendita giudiziaria pilotata, per favorire una profittevole speculazione edilizia sull&#8217;importante area, ove si ergeva la sua modesta casa, sita nel centro storico della ricca e laboriosa Castelfranco Veneto.<br \/>\nEsecuzione che viene autorizzata dal Giudice dr. <strong>Umberto Don\u00e0<\/strong> del Tribunale di Treviso, seppure il ricavato della vendita dei beni societari (3,6 miliardi di lire) sia ampiamente in grado di coprire la pretesa vantata dalla <strong>Cassa di Risparmio di Venezia<\/strong> (Carive), di circa 2,0 miliardi di lire (somma che risultava peraltro gravata da pesanti tassi usurari).<br \/>\n<strong>Nasce cos\u00ec il caso Moino-Bernardi<\/strong>, le quali denunciano la Carive per avere artatamente provocato, dapprima il fallimento dell&#8217;azienda della famiglia Bernardi, eppoi\u00a0 la vendita alla asta dell&#8217;abitazione privata, su cui gravava un diritto di abitazione a vita dell&#8217;anziana Moino.<br \/>\nLe due anziane denunciano, altres\u00ec, il Giudice Don\u00e0 per avere autorizzato, al di fuori delle ipotesi previste dalla legge e senza alcuna obbiettiva necessit\u00e0, la vendita dell&#8217;usufrutto a vita, del valore di pochi milioni di lire, a fronte di una vessatoria fidejussione rilasciata dalla sig.ra Moino, in favore della figlia per l&#8217;erogazione di un mutuo ipotecario per l&#8217;originaria somma di appena lire 600.000.000.<br \/>\n<strong>Il motivo?<\/strong> L&#8217;area fabbricabile ove sorgeva la loro modesta abitazione era stata inserita nel piano regolatore del Comune di Castelfranco Veneto e ci\u00f2 aveva scatenato gli appetiti di un costruttore\u00a0 locale, il quale non esitava ad acquistare nella solita asta deserta e a prezzo vile l&#8217;immobile, nonostante le opposizioni e le plurime denunce dei legali delle vecchiette, che venivano sommariamente estromesse dalla forza pubblica, senza che, anche in questo caso, intervenisse la locale Prefettura, alla quale si erano ripetutamente rivolte. Nel frattempo la povera Sig.ra Moino \u00e8 passata a miglior vita e la figlia continua a sopravvivere dal 1997 con un assegno alimentare mensile di \u20ac 250, erogatogli dal ricavato della vendita dei suoi beni immobili, ci\u00f2 mentre il locale Tribunale fallimentare rifiuta del tutto illegittimamente di restituirgli la differenza residua di circa \u20ac 500.000, seppure sia gi\u00e0 stato approvato da alcuni anni il piano di riparto.<\/p>\n<p><strong>Ma non \u00e8 tutto<\/strong>. Nonostante la Sig.ra Bernardi abbia proposto querela nei confronti degli istituti bancari e della <strong>Basso Immobiliare<\/strong> s.r.l., nonch\u00e9 dei giudici del Tribunale di Treviso e vi siano ben quattro procedimenti pendenti presso la Procura di Trento (nn. 1047\/99, 1629\/99, 2039\/99, 12939\/01), per frode processuale, abuso continuato e interesse privato in atti d&#8217;ufficio, falso ideologico e favoreggiamento, nessuna attivit\u00e0 investigativa \u00e8 stata svolta a carico del dr. Don\u00e0 e i fascicoli giacciono mestamente negli Uffici della Procura. Omessa attivit\u00e0 di indagine che ha recentemente costretto la Sig.ra Bernardi a proporre istanza di avocazione delle indagini al <strong>Procuratore Generale presso la Corte d&#8217;Appello di Trento<\/strong>, il quale al momento \u00e8 rimasto del tutto inerte&#8230;<\/p>\n<p><strong>Dulcis in fundo<\/strong>, la Basso Immobiliare s.r.l., sentendosi diffamata dalla pubblicazione del caso sul sito di &#8220;Avvocati senza Frontiere&#8221;, spalleggiata dalla Procura di Treviso, ha pensato bene di presentare querela per pretesa &#8220;<em>diffamazione a mezzo internet<\/em>&#8220;, il cui procedimento a carico del responsabile dell&#8217;Associazione, Dott. Pietro Palau Giovannetti, in questo caso si celebrer\u00e0 in tempi sorprendentemente brevi, il 13 giugno 2007. Ovviamente, la difesa non mancher\u00e0 di fare rilevare l&#8217;adozione di due pesi e due misure nella gestione della vicenda e di battersi per affermare i principi di verit\u00e0 e giustizia (organo giudicante permettendo&#8230;) che sono alla base dell&#8217;impegno sociale di Avvocati senza Frontiere. <strong>Sul punto<\/strong> si osserva che la querela per diffamazione a mezzo stampa, unitamente a quella per calunnia, \u00e8 ormai diventata un autentico sport nazionale nelle mani della magistratura di regime, collusa coi poteri forti, come risultante da una ricerca dell&#8217;Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ove \u00e8 emerso che tra le categorie professionali maggiormente coinvolte nei procedimenti di diffamazione a mezzo mass-media spicca al primo posto, guardacaso, proprio quella degli stessi magistrati con ben il 44% dei casi, seguiti dai privati (11%) e dalle persone giuridiche (11%) [S. Peron e E. Galbiati, &#8220;I Dossier di Tabloid, Relazione sulle sentenze emesse dalla Corte d&#8217;Appello civile di Milano nel biennio 2001-2002. Diffamazione a mezzo stampa&#8221;, in Supplemento Tabloid n. 6\/2004). Con ci\u00f2 ledendo il principio fondamentale della libert\u00e0 di parola e di manifestazione del pensiero, espressi in modo del tutto chiaro nell&#8217;art. 21 della Costituzione, ovvero il diritto di critica.\u00a0<strong>In proposito<\/strong>, occorre evidenziare che i concetti espressi in sede giurisprudenziale, circa\u00a0 l&#8217;interesse per l&#8217;opinione pubblica alla divulgazione dei fatti: cio\u00e8 la correttezza delle modalit\u00e0 di esposizione, la corrispondenza fra i fatti accaduti e i fatti narrati, come cause di giustificazione, rispetto al delitto di pretesa diffamazione, sono in evidente contrasto con l&#8217;antiquata ed autoritaria formula dell&#8217;art. 596 c.p., purtroppo ancora vigente, per cui l&#8217;imputato non \u00e8 ammesso a provare a sua discolpa la verit\u00e0 o la notoriet\u00e0 del fatto (ex multis Cass. Pen. Sez. Unite 16 ottobre 2001 n. 37140). Nella specie, si pongono poi ulteriori problemi interpretativi circa la perseguibilit\u00e0 della querela, evidentemente proposta ed utilizzata a scopo meramente intimidatorio, in quanto secondo numerose pronunce dei giudici del merito (Tribunale di Teramo, Gip di Oristano &#8230;) si nega che si possa parlare di diffamazione a mezzo stampa, laddove lo strumento utilizzato sia la comunicazione telematica. Ci\u00f2 in quanto nessun sito pu\u00f2 essere raggiunto casualmente in assenza di una specifica conoscenza o di una precisa interrogazione ad un motore di ricerca; cosa che nel linguaggio giuridichese si traduce nel divieto di applicazione del principio analogico che non \u00e8 previsto nel nostro sistema penale. In attesa di una definitiva pi\u00f9 chiara pronuncia della Suprema Corte si resta nel frattempo nel dubbio.<br \/>\n<strong>Dubbi che invece non sussistono, circa la ricostruzione dei fatti di cui Nellida Bernardi e sua la sua anziana madre sono rimaste vittima, nonch\u00e9 circa le precise responsabilit\u00e0 ascritte alla Basso s.r.l., alla Carive e ai magistrati che sinora ne hanno coperto i delitti rimasti impuniti<\/strong>. _______________________________________<\/p>\n<p><strong>GOLF, BANCHE, GIUDICI E AFFARI<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La terza parallela storia<\/span><\/strong> che chiude il cerchio del malaffare affaristico-giudiziario trevigiano e di questa prima serie di racconti, affermando il principio che &lt;<em><strong>l&#8217;ingiustizia \u00e8 uguale per tutti i poveracci<\/strong><\/em>&gt; a qualsiasi latitudine del Paese, da Milano a Brescia e da Brescia a Trento, \u00e8 quella di <strong>Coletti Maria<\/strong>, altra vittima della speculazione edilizia e dell&#8217;usura bancaria, che rischia nei prossimi mesi di vedersi illecitamente espropriare con il beneplacito della magistratura, della sua abitazione e di un circostante terreno di notevole prestigio, ad istanza della <strong>Banca di Credito Cooperativo Alta Marca<\/strong>, gi\u00e0 da tempo nel mirino della Banca d&#8217;Italia e di indagini penali.<br \/>\n<strong>Il motivo?<\/strong> La sua modesta abitazione ha il torto di affacciarsi sui campi <strong>dell&#8217;Asolo Golf Club<\/strong> e di fare gola ai soliti speculatori immobiliari che intendono demolire tutto e costruire villette a schiera e strutture per nababbi.<br \/>\nPer la solita commistione di oscuri interessi tra giustizia e affari, seppure sia stato provato che la malcapitata vittima di turno abbia pagato <span style=\"text-decoration: underline;\">sino all&#8217;ultimo centesimo<\/span> quanto ancora indebitamente preteso dalla banca, a fronte di un&#8217;inesistente acquisto di titoli CTZ, mai richiesti dalla sig.ra Coletti, il solito Giudice dell&#8217;Esecuzione di Treviso <strong>Umberto Don\u00e0<\/strong> &#8211; lo stesso gi\u00e0 indagato per il caso Bernardi &#8211; anche in questa circostanza si \u00e8 rifiutato illegittimamente di sospendere la vendita e, prima di mandare la casa all&#8217;asta, di disporre una Perizia contabile per accertare l&#8217;effettiva situazione di dare\/avere tra le parti, ovvero se il preteso acquisto di titoli CTZ non sia frutto di una truffa intentata dalla Banca di Credito Cooperativo Alta Marca.<\/p>\n<p><strong>Tutto ci\u00f2<\/strong> \u00e8 stato da tempo vanamente denunciato alla Procura di Trento e al Presidente del Tribunale di Treviso, i quali sono rimasti del tutto inerti, come nel caso Bernardi, giungendo a respingere anche la richiesta di gratuito patrocinio e la stessa richiesta di ricusazione del dr. Don\u00e0, pur sussistendo un evidente insanabile conflitto di interessi tra la sua posizione di indagato e quella di Giudice dell&#8217;Esecuzione, cosa che non gli ha impedito di disporre la vendita all&#8217;asta per il <strong>7.11.2007<\/strong>, infischiandosene anche delle opposizioni proposte dai difensori ai sensi degli artt. 569 c. 4, 615 e 617 c.p.c., per cui avrebbe avuto l&#8217;obbligo di disporre la sospensione automatica della vendita.<br \/>\n<strong>A quadrare gli ambigui fini della giustizia<\/strong> vi \u00e8 il fatto che la Procura di Trento, in persona del <strong>P.M. De Benedetto<\/strong>, risulta ingiustificatamente inerte, anche alle stesse sollecitazioni del <strong>G.I.P. dr. La Ganga<\/strong>, il quale ha ripetutamente e vanamente chiesto indagini a carico del dr. Don\u00e0 e di altri magistrati trevigiani. Provvedimento rimasto da quattro anni illegittimamente ineseguito con il pretesto che il P.M. avrebbe proposto due ricorsi in Cassazione avverso le richieste di indagini avanzate dal Gip. <strong>Cosa che non pu\u00f2 che lasciare sgomenti, in quanto il P.M., quale rappresentante della Pubblica Accusa, non dovrebbe avere alcun titolo n\u00e9 apparente interesse ad opporsi a svolgere le suppletive indagini ritenute opportune dal Gip<\/strong>, prendendo in sostanza le difese dei giudici che sarebbe stato suo ineludibile dovere indagare, senza ritardo, assolvendo alle sue alte funzioni istituzionali. <strong>Un&#8217;evidente inversione dei ruoli e stravolgimento delle funzioni giudiziarie<\/strong>, per cui ci ritroviamo a pagare lo stipendio a dei magistrati che, invece di tutelare i diritti dei pi\u00f9 deboli, proteggono gli interessi del potere e di coloro che attentano ai diritti dei cittadini, facendo perdere credibilit\u00e0 all&#8217;intero sistema giudiziario e speranza nella Giustizia.\u00a0<br \/>\nNel caso Coletti, al danno si \u00e8 aggiunta anche la beffa, in quanto il P.M. De Benedetto ha richiesto l&#8217;archiviazione, sostenendo contrariamente a qualsiasi evidenza documentale e logica di buona fede, trattarsi delle &#8220;<em>medesime questioni oggetto del caso Bernardi<\/em>&#8220;, per cui aveva proposto anni orsono la predetta improponibile impugnazione avverso le richieste di indagini avanzate dal GIP. Ricorsi del cui esito, occorre peraltro evidenziare, nulla si sa e si \u00e8 mai saputo: cosa che denota come la giustizia anche presso la Suprema Corte di Cassazione sia in balia degli interessi di chi sta dalla parte di quei &#8220;poteri forti economico-finanziari globali&#8221;, di cui parlavamo all&#8217;inizio dell&#8217;articolo, che controllano l&#8217;economia e le istituzioni.<br \/>\n<strong>Un conflitto di interessi<\/strong>, quello del P.M. di Trento, che non pu\u00f2 non stupire coloro i quali credono nell&#8217;indipendenza della Magistratura e nella supremazia del diritto, tanto pi\u00f9 se si considera che a fronte dell&#8217;inerzia delle indagini a carico dei giudici sospettati di collusioni, il Presidente della nostra Associazione, \u00e8 stato, come detto, rinviato a giudizio a tempi di &#8220;giustizia scandinava&#8221;, per diffamazione a mezzo internet, quale responsabile del sito <a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/\">https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/<\/a> , dove si denunciano i casi Bernardi, Santomanco ed altri.<\/p>\n<p>Tony Red (Avvocato)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA MILANO A BRESCIA GIUSTIZIA ALLA ROVESCIA! DA BRESCIA A TRENTO SOLO UNA PAROLA AL VENTO. Ovvero, tre parallele storie di usura ed estorsione legalizzate dalla magistratura. Fonte: \u00a0http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=49 In questa rubrica ospiteremo tutte quelle cronache giudiziarie di ordinaria ingiustizia &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=633\">Continua &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"","footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-633","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-asf"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/633","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=633"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/633\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=633"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=633"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=633"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}