{"id":4982,"date":"2013-10-31T20:07:34","date_gmt":"2013-10-31T19:07:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=4982"},"modified":"2013-12-04T11:52:35","modified_gmt":"2013-12-04T10:52:35","slug":"a-vallo-della-lucania-si-muore-di-malagiustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=4982","title":{"rendered":"A VALLO DELLA LUCANIA SI MUORE DI MALAGIUSTIZIA"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da Vallo della Lucania un&#8217;altra storia di malagiustizia, un&#8217;altra odissea giudiziaria, finita in tragedia, senza giustizia. Cambiano solo le vittime, gli autori siedono sempre in Procura<\/strong>.<br \/>\nA scriverci \u00e8 la Signora Martino Concettina, per richiamare l\u2019attenzione sul caso della sua famiglia che si protrae da oltre 7 anni, nel corso dei quali Funicello Raffaele, il suo caro marito \u00e8 morto stroncato da un infarto, non riuscendo a darsi pace per le ingiustizie subite.<br \/>\nUna storia costellata di abusi edilizi, denunce, esposti, sequestri e dissequestri, illecite connivenze istituzionali e assoluta inerzia del P.M. di Vallo della Lucania, e delle varie A.G. adite che, anzich\u00e9 tutelare la legalit\u00e0 e il rispetto dei diritti, appaiono protese a favorire ad oltranza gli interessi dei forti in danno delle parti pi\u00f9 deboli che credono fermamente nella giustizia.<br \/>\nLa vedova Martino ci racconta che il marito \u00e8 morto senza ricevere risposte dalle Autorit\u00e0 preposte alle quali si era fiduciosamente rivolto, confidando fino alla fine nella giustizia e nei valori di legalit\u00e0. E&#8217; morto amaramente perch\u00e9 sono rimaste lettera morta tutte le sue numerose denunce presentate presso i Carabinieri di Perdifumo, la Guardia di Finanza di Casalvelino Marina e la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania che ancora oggi a quanto pare non hanno ancora preso gli opportuni provvedimenti, circa gli abusi edilizi segnalati.<br \/>\nLa triste vicenda trae origine dalla violazione di elementari norme edilizie ed urbanistiche da parte del confinante, violazioni non opportunamente e tempestivamente sanzionate dal Comune di Montecorice e degli altri Uffici tecnici preposti, che si sono invece adoperati per coprire gli abusi edilizi, lasciando mano libera di rompere con martelli pneumatici il muro di confine della casa di abitazione della famiglia Funicello, costruita con i sacrifici di una vita di lavoro.<br \/>\nI lavori di costruzione e completamento del fabbricato del confinante devono ritenersi infatti in contrasto con la normativa in vigore poich\u00e9 hanno per oggetto una zona a rischio sismico, denominata Vecchi Centri, tra l\u2019altro sottoposta a tutela ambientale e vincoli paesaggistici.<br \/>\nA fronte di ci\u00f2 il Comune di Montecorice, anzich\u00e9 rilevare e sanzionare l\u2019abuso perpetrato, assume falsamente in ogni sede che il fabbricato in questione sarebbe \u201cconforme alla normativa edilizia ed urbanistica vigente\u201d, tanto da influire sulla decisione del Tribunale Collegiale di Vallo della Lucania, che ha provveduto a dissequestrare l\u2019immobile di propriet\u00e0 di G.G., senza tenere in considerazione i punti cardini oggetto del sequestro come la violazione della normativa sismica, consentendo al confinante la prosecuzione di una costruzione abusiva quant\u2019anche essa sia in contrasto con il piano di fabbricazione e il DPR 380\/2001, come accertato dai CTU nominati dalla Procura ing. A.A. e Geometra D.D..<br \/>\nVi sono altres\u00ec da sottolineare ulteriori aspetti inquietanti di connessioni ed interessenze che hanno molto probabilmente inquinato le indagini: ed infatti, la vedova Funicello si domanda come mai l\u2019Ufficio Tecnico del Comune di Montecorice, nella persona del Geometra G.G., ha rilasciato false attestazioni, e forse una delle ragioni \u00e8 da ricercarsi nei rapporti di parentela tra la figlia di quest\u2019ultimo geometra collaboratrice dell\u2019Ingegnere A.V., che risulta aver redatto gli elaborati progettuali relativi alla costruzione posta in essere dal confinante del Funicello o probabilmente il Responsabile dell\u2019Ufficio Tecnico del Comune di Montecorice geometra G.G., tende a far si che vengano assolti gli imputati nel Procedimento Collegiale nr. 180\/10 visto che tra gli indagati troviamo anche l\u2019ing. A.V. marito di G.F, che a sua volta risulta, anche essere nipote di terzo grado del Tecnico Comunale Geometra G.G..<br \/>\nLa signora Martino, denuncia perci\u00f2 il fatto che, nonostante le macroscopiche illeicit\u00e0 commesse, i lavori continuano ininterrottamente e nessuno faccia nulla per fermarli, nonostante il fatto che il fabbricato in questione sia stato dissequestrato solo in relazione ad alcuni dei motivi per il quali era stato posto sotto sequestro, mentre permangono in essere le violazioni attinenti alla normativa sismica, al doppio della volumetria realizzata, al fatto che in quella zona \u00e8 prevista la demolizione senza ricostruzione, tutti aspetti di gravi violazioni legislative, incomprensibilmente \u201cdimenticati\u201d forse dal P.M. che ha autorizzato il dissequestro o dall\u2019Organo Collegiale del Tribunale di Vallo della Lucania che lo ha disposto, consentendo ad oggi la continuazione di quei reati gi\u00e0 contestati e la prosecuzione di un\u2019opera illegittima che, secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, avrebbe dovuto comportare, oltre al risarcimento del danno, la demolizione del fabbricato.<br \/>\nIl povero Sig. Funicello, pressoch\u00e9 ogni settimana, si recava in Procura con il suo legale per cercare di capire le ragioni del contegno omissivo assunto dalla Magistratura, che consentiva la prosecuzione dei lavori, senza nessuno che si ponesse il problema di fermarli.<br \/>\nProbabilmente, tutto ci\u00f2, \u00e8 stato stressante a tal punto da distruggere l\u2019equilibrio psicofisico del defunto Sig. Funicello, il quale si \u00e8 trovato esposto quotidianamente al rumore insopportabile dei martelli pneumatici che danneggiavano il muro di confine dell\u2019abitazione di sua pertinenza senza poter fare alcunch\u00e9 e con il pensiero di essere stato abbandonato dalla Giustizia e dalle Istituzioni a cui si era rivolto.<br \/>\nLa vedova Funicello si appella perci\u00f2 anche al Presidente della Repubblica e al Ministro della Giustizia, affinch\u00e9 si faccia luce e chiarezza sulle responsabilit\u00e0 del caso, e sull\u2019impunit\u00e0 conseguente all\u2019intervenuto sostanziale affossamento di tutte le numerose denunce presentate dal marito e dalla medesima, nonch\u00e9 delle relative indagini.<br \/>\nQuesta \u00e8 la non lusinghiera \u201cfotografia\u201d della giustizia italiana amministrata nella costiera cilentana che emerge dalla vicenda sopra narrata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Vallo della Lucania un&#8217;altra storia di malagiustizia, un&#8217;altra odissea giudiziaria, finita in tragedia, senza giustizia. 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