{"id":486,"date":"2010-07-30T15:44:43","date_gmt":"2010-07-30T14:44:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=486"},"modified":"2010-07-30T15:44:43","modified_gmt":"2010-07-30T14:44:43","slug":"edmond-un-caso-di-malagiustizia-tra-italia-e-gran-bretagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=486","title":{"rendered":"Edmond, un caso di malagiustizia tra Italia e Gran Bretagna"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">La vicenda che vi stiamo raccontando sembra la sceneggiatura di un film holliwoodiano, ma in realt\u00e0 \u00e8 la vera storia di un cittadino albanese regolarmente soggiornante nel Regno Unito. Il 26 ottobre del 2004 viene ucciso a Genova il cittadino Marcello Miguel Espana Castillo. La polizia italiana comincia a indagare sull\u2019accaduto. Attraverso alcune intercettazioni telefoniche si arriva alla conclusione che l\u2019assassino sia un certo Edmond Arapi, che spesso usa anche l\u2019alias di Edmond Braka (detto anche Mondi).\u00a0 Sarebbe infatti proprio durante un intercettazione telefonica che Braka confessa l\u2019omicidio ad un suo amico albanese, un certo Ermir Braho. Il processo proseguo e Edmond Arapi viene condannato in contumacia a 19 anni di carcere per aver ucciso Espana Castillo.<\/div>\n<p>Nel frattempo, dall\u2019altra parte della Manica, Edmond Arapi lavora al Caff\u00e8 David a Leek. Edmond \u00e8 giunto in Gran Bretagna nel settembre del 1999, richiedendo asilo politico. Nel 2002 conosce Georgina, britannica, ora la madre dei suoi 3 figli e iniziano a vivere insieme. Edmond, impegnato tra famiglia e lavoro, \u00e8 ignaro di quanto succede a Genova sul suo conto. Dopo 6 anni di permanenza continua in Gran Bretagna senza mai espatriare Edmond Arapi decide di tornare in Albania per celebrare il matrimonio con la sua compagna. \u00c8 il 18 ottobre del 2006. Due mesi dopo, a dicembre del solito anno, la coppia ritorna dall\u2019Albania transitando per Milano, senza nessun problema.<\/p>\n<p>In Italia, il processo va avanti e il 30 aprile 2007, Edmond viene condannato definitivamente\u00a0 a 16 anni, in presenza del difensore assegnatogli d\u2019ufficio che in verit\u00e0 non lo ha mai contattato. Intanto il \u201cdiretto interessato\u201d \u00e8 totalmente all\u2019oscuro di tutto. Il 20 maggio del 2009, la coppia ritorna in Albania, in vacanze per qualche settimana. Al loro rientro, Edmond Arapi viene arrestato all\u2019aeroporto di Gatwick a seguito di un mandato di cattura europeo emesso dall\u2019Italia per l\u2019accusa dell\u2019omicidio di Marcello Miguel Espana Castillo. \u00c8 l\u2019inizio dell\u2019odissea giudiziaria di Edmond.<\/p>\n<p>Lui ha un alibi di ferro. Oltre a non essere mai uscito dal Regno Unito dal 2000 al 2006,\u00a0 il giorno dell\u2019omicidio di Espana Castillo, Edmond ha firmato molte ricevute di pagamento del locale in cui era dipendente, a migliaia di km da Genova. Una perizia grafica ha dimostrato che la calligrafia nelle ricevute sia inequivocabilmente la sua. Anche i suoi superiori hanno confermato la sua presenza e in quel periodo Edmond aveva appena cominciato a frequentare un corso per aumentare di livello e diventare chef.<\/p>\n<p>Edmond non ha mai ricevuto nessuna comunicazione della sua citazione in giudizio e tantomeno della condanna definitiva a 16 anni. Elementi che gli hanno impedito di difendersi per dimostrare la sua innocenza ed estraneit\u00e0 all\u2019accaduto. In aggiunta a questi, lo status di richiedente asilo, gli imponeva la richiesta di un permesso particolare ogni qualvolta dovesse lasciare il Regno Unito per brevi periodi.<br \/>\nLa procedura di identificazione del presunto autore del reato \u00e8 stata particolarmente carente, in quanto non mirata e forse effettuata su una foto di gruppo, dalla sorella e dalla fidanzata di Ermir Braho (la persona con cui il tale Edmond Braka\/Edmond Arapi avrebbe parlato al telefono confessandoli l\u2019omicidio). Per di pi\u00f9 Edmond \u00e8 scagionato in tutto anche dalla prova del DNA.<\/p>\n<p>Ma di tutti gli elementi a suo favore nessuno ne vuole sapere e la procedura di estradizione prosegue. Arapi viene bloccato per 12 mesi, passando anche svariate settimane in carcere, e i suoi avvocati ricorrono in appello contro questa decisione inammissibile.\u00a0 Intanto la vicenda viene riportata, considerato l\u2019assurdit\u00e0 dell\u2019accaduto, sui principali media inglesi, dalla BBC al Telegraf ed altri. Il caso arriva poi in parlamento dove la deputata Karen Bradley si prende a cuore la questione e fa un interrogazione direttamente al Primo Ministro Cameron. \u201c\u00c8 a conoscenza il primo ministro dell\u2019estradizione di Edmond Arapi, il quale sta per essere estradato in Italia perch\u00e9 condannato in contumacia? \u2013 chiede la parlamentare a Cameron che le risponde di voler trattare sicuramente il caso anche con il Ministro della Giustizia. Il caso assume dimensioni nazionali e diventa emblematico di come a volte la giustizia italiana sia troppo sbrigativa quando si tratta di giudicare cittadini non italiani.<\/p>\n<p>Il 15 giugno 2010 presso l\u2019Altra Corte di Londra, Gemma Lindfield, l\u2019avvocato che rappresentava il governo italiano, ha ammesso che il sig. Edmond Arapi \u00e8 stato vittima di un furto di identit\u00e0 da parte di qualcuno, ora in libert\u00e0. \u00a0<\/p>\n<p>La vicenda \u00e8 stata seguita e patrocinata anche dall\u2019Associazione Fair Trials International, che attraverso i suoi portavoce, ha invitato i paesi europei di rivedere il meccanismo del mandato di cattura europeo, cercando di evitare situazioni cosi imbarazzanti nel futuro. \u00a0<br \/>\nIl caso Edmond Arapi sicuramente fa riflettere su alcune questioni. Non si poteva verificare prima l\u2019alibi e le informazioni fornite da Arapi? Bisognava aspettare l\u2019intervento del Primo Ministro inglese e di tutta la carta stampata inglese prima di ammettere che c\u2019era stato un errore di valutazione?<\/p>\n<p>Ancora una volta registriamo come ci sia il silenzio totale nei media italiani, quando si tratta di casi che vedono discolpati cittadini non italiani, ingiustamente condannati dalla giustizia italiana.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">da albanianews.it<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda che vi stiamo raccontando sembra la sceneggiatura di un film holliwoodiano, ma in realt\u00e0 \u00e8 la vera storia di un cittadino albanese regolarmente soggiornante nel Regno Unito. 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