{"id":4549,"date":"2013-07-16T12:06:39","date_gmt":"2013-07-16T11:06:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=4549"},"modified":"2013-07-16T12:06:39","modified_gmt":"2013-07-16T11:06:39","slug":"avellino-intrecci-tra-camorra-giudici-stimati-professionisti-e-fallimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=4549","title":{"rendered":"AVELLINO: INTRECCI TRA CAMORRA, GIUDICI, &quot;STIMATI PROFESSIONISTI&quot; E FALLIMENTI"},"content":{"rendered":"<p><strong>CASO ORSINO-ESPOSITO\/CLAN VOLLARO. COLLUSIONI DIGOS E MAGISTRATURA<\/strong>.<br \/>\nPubblichiamo l&#8217;allarmante appello di due onesti imprenditori avellinesi schiacciati dalle omertose connivenze e contiguit\u00e0 tra organizzazioni camorristiche e Pubblica Amministrazione.<br \/>\n____________________________________________________<br \/>\nLa nostra attivit\u00e0 imprenditoriale (mia e di mia moglie Esposito Giuseppina) inizia nel 1979, all\u2019epoca eravamo studenti, con l\u2019apertura di un piccolo negozio di mobili in Portici (Na).<br \/>\nNel tempo la nostra attivit\u00e0 si ingrand\u00ec e arrivammo a possedere 2 aziende, una ditta individuale ed una S.r.l., proprietarie di 3 negozi di abbigliamento in Portici, di un grosso negozio di arredamenti sempre in Portici e di un ancor pi\u00f9 grande negozio di arredamenti in Sant\u2019Anastasia.<br \/>\nOvviamente avevamo molti dipendenti ed eravamo divenuti benestanti.<br \/>\nComperammo una villa al mare in Calabria, due propriet\u00e0 a S. Sebastiano al Vesuvio (villa con giardino e dependance con giardino), un appartamento di lusso ad Ercolano e due appartamenti in pieno centro di Roccaraso ( circa 130 mq + 60 mq), un locale commerciale in Portici.<br \/>\nAd un certo punto entrammo nelle mire del clan Vollaro che pretese cifre sempre pi\u00f9 consistenti per farci lavorare in pace, ovviamente ad ogni nostra resistenza corrispondevano minacce, atti intimidatori e attentati.<br \/>\nL\u2019esosit\u00e0 degli estorsori ci costrinse a ricorrere all\u2019aiuto finanziario di una persona, che credevamo essere nostro amico e con cui effettivamente intrattenevamo rapporti di amicizia a livello familiare, tale individuo si offerse di prestarci il denaro per poter tacitare le richieste estorsive dei camorristi.<br \/>\nIn seguito questa persona, noto professionista napoletano, si rivel\u00f2 essere un avido usuraio che in complicit\u00e0 con altri svolgeva questa ignobile attivit\u00e0.<br \/>\nIn seguito l\u2019usuraio si rivel\u00f2 essere un personaggio molto pericoloso ed aggressivo, arrivando a minacciarmi con una pistola ed a vantarsi dei suoi stretti legami con il feroce clan camorristico dei Vollaro.<br \/>\nQuest\u2019individuo arriv\u00f2 a pretendere interessi che, fatti i dovuti calcoli e grazie ad un perverso meccanismo, arrivavano a raggiungere finanche il 400%.<br \/>\nSempre questo viscido personaggio, quando non potei onorare prontamente i prestiti, si appropri\u00f2 con minacce ed atti violenti delle mie propriet\u00e0 di Ercolano e di Roccaraso, una vera e propria estorsione perpetrata usando la violenza per vincere la mia riottosit\u00e0.<br \/>\nL\u2019eccessiva avidit\u00e0 dei camorristi e del loro affiliato, e forse una sopravvalutazione delle mie disponibilit\u00e0 finanziarie, causarono il tracollo economico delle mie aziende ed il loro conseguente fallimento.<br \/>\nOvviamente tutti i miei beni furono pignorati a favore dei creditori, tra cui per altro avevano avuto la sfacciataggine d\u2019inserirsi anche gli usurai.<br \/>\n<strong>Il Giudice delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Nola si rifiut\u00f2 di voler considerare il caso nel suo insieme e ritenne che non era sua competenza valutare i risvolti penali<\/strong> (intanto avevo denunciato il tutto alla Procura della Repubblica), in tal modo equiparava il mio caso, di fatto, ad un fallimento doloso, quanto in realt\u00e0  era sempre stato, e tale riconosciuto dallo stesso tribunale fallimentare, fallimento semplice non fraudolento.<br \/>\nE\u2019 pur vero che il giudice \u00e8 tenuto a salvaguardare i diritti dei creditori ma \u00e8 altrettanto vero che egli \u00e8 tenuto a verificare la validit\u00e0 dei crediti vantati. Tra i miei creditori vi sono gli usurai e banche che si sono comportate come usurai e continuano a farlo tutt\u2019ora. Le banche hanno applicato l\u2019anatocisma finch\u00e8 la legge non ha comparato tale pratica all\u2019usura, ora applicano comunque pratiche che fungono da moltiplicatore del debito, va, inoltre considerato che le stesse banche hanno commesso atti illegali, dimostrati, ma su cui il Giudice civile non ha mai indagato.<br \/>\nIl G.E. si \u00e8 limitato a dichiararsi incompetente a ripartire tra i creditori il ricavato delle vendita all\u2019asta dei miei beni, compreso la casa in cui abitavo con la famiglia.<br \/>\nVeniamo al risvolto penale della vicenda: Nel 2004 presentammo denuncia alla Procura della Repubblica contro usurai ed estorsori, tale denuncia, su consiglio pro bono di un giovane legale, tracciava per grandi linee la vicenda perch\u00e9 ci aspettavamo di essere convocati da un magistrato per poter scendere nei particolari. La denuncia fu presentata alla Procura e non alle locali forze dell\u2019ordine perch\u00e9 negli anni precedenti si erano verificati episodi di collusione tra tali organismi e la malavita organizzata, i fatti ebbero grande rilevanza e furono promosse azioni giudiziarie, inoltre noi stessi avemmo a costatare strani comportamenti. Ascoltati dai CC di San Sebastiano rendemmo  dettagliata deposizione circa i fatti riguardanti l\u2019usura ma fummo pi\u00f9 vaghi sugli estorsori, per le ragioni gi\u00e0 dette. Dal 2004 al 2010 nessuno ci ha ascoltato, ad eccezione dei CC 2 volte, in ogni caso mai nessun giudice, ed anzi la procedura \u00e8 stata divisa in due tronconi, uno per l\u2019usura ed uno per l\u2019estorsione, nonostante noi avessimo dimostrato che i reati erano contigui e perpetrati da personaggi in complicit\u00e0 tra loro, Proc. N\u00b0 52969\/05 e 11335\/10.<br \/>\n<strong>A giugno del 2010 il Giudice che si occupava delle indagini sull\u2019usura ha archiviato la procedura senza neanche avvertirci, privandoci del nostro diritto di fare opposizione<\/strong>. Inoltre non si spiega come mai lo stesso magistrato, su nostra richiesta ci abbia concesso i benefici previsti dall\u2019art. 20 della legge 44\/1999 (il 25\/11\/2009) che prevede la sospensione dei termini esecutivi per le vittime della criminalit\u00e0 organizzata, riconoscendoci, dunque, tale status, e poi poco dopo (comunque prima dello scadere dei canonici 300 gg) archivia il tutto, senza per altro ritirare la concessione dell\u2019art. 20, bloccando in tal modo la nostra richiesta di poter accedere ai fondi di solidariet\u00e0 destinati alle vittime di camorra.<br \/>\n<strong>Veramente la spiegazione \u00e8 che il Signor Giudice in 5 anni non ha fatto indagini ma ha tenuto la pratica a raccogliere polvere, dopo di che dovendo rispondere della sua ignavia si \u00e8 cavato d\u2019impaccio archiviando.<\/strong> La motivazione dell\u2019archiviazione \u201cperch\u00e9 non eravamo credibili in quanto esistevano rapporti antecedenti con gli usurai\u201d \u00e8 una vera beffa. Tali rapporti li avevamo gi\u00e0 riferiti noi nella nostra denuncia, specificandone la natura e furono proprio tali rapporti a far conoscere agli usurai la nostra florida situazione finanziaria (l\u2019usuraio era il nostro commercialista sin dal lontano 1979, mai avevamo prima sospettato la sua vera attivit\u00e0). Inoltre egli asserisce che i prestiti potevano avere carattere amichevole, tassi che vanno da un minimo del 120% annui fino ad un massimo del 370% annui non ritengo abbiano nulla di amichevole.<br \/>\nAncora maggiormente inspiegabile \u00e8 tale archiviazione  se si considera il fatto che abbiamo prodotto prove non solo testimoniali (testimonianza mia e di mia moglie) ma anche prove documentali incisive e verificabili.<br \/>\nAnche per la procedura contro gli estorsori \u00e8 stata proposta l\u2019archiviazione, con motivazioni assolutamente pretestuose: \u201cI fatti sono avvenuti prima del 1997\u201d assolutamente non vero, sono continuati ben oltre tale data. \u201cMancanza di credibilit\u00e0 perch\u00e9 denunciato in ritardo\u201d, io e mia moglie abbiamo ben chiarito che denunciammo solo nel 2004 perch\u00e9 non solo eravamo sottoposti a continue pressioni da parte dei malavitosi ma anche perch\u00e9 la situazione, nella zona in cui operavamo, era molto grave con le forze dell\u2019ordine <strong>gravemente e fortemente colluse con la malavita organizzata<\/strong>. Inoltre il giudice, sempre nelle motivazioni dell\u2019archiviazione asserisce di non ravvedere continuit\u00e0 tra i fatti denunciati e i gravi episodi di intimidazioni e minacce, anch\u2019essi regolarmente denunciati, che ancor oggi si verificano.<br \/>\nContro entrambe le archiviazioni abbiamo presentato richiesta di revisione e opposizione.<br \/>\nIncomprensibile \u00e8 stato anche creare due procedure quando abbiamo dimostrato esservi contiguit\u00e0 tra reati di usura ed estorsione, lo stesso usuraio si vant\u00f2 di far parte del clan camorristico che ci perseguitava in pi\u00f9 occasioni si fece da intermediario ed egli stesso ci estorse degli immobili di grande valore.<br \/>\nNel frattempo tutti i miei beni sono stati venduti forzosamente dal Tribunale, la casa in cui abitavamo \u00e8 stata anch\u2019essa venduta e il 13 novembre 2009. L\u2019Ufficiale Giudiziario, con l\u2019appoggio della forza pubblica, mi voleva gettare materialmente per strada, solo le mie precarie condizioni di salute e l\u2019intervento del Sindaco del mio comune di residenza (San Sebastiano al Vesuvio, Napoli) lo hanno costretto a rinviare.<br \/>\nIn quale modo noi si possa sopravvivere senza pi\u00f9 una casa, senza un lavoro, nell\u2019indigenza pi\u00f9 assoluta, io gravemente cardiopatico, con tre by-pass, e mia moglie malata anch\u2019essa, nessuno mi ha mai spiegato.<br \/>\nTutti gli sforzi fatti in questi anni per rientrare nel tessuto produttivo (vari tentativi di iniziare una nuova attivit\u00e0) sono stati vanificati dall\u2019aggressivit\u00e0 dei criminali che mi hanno perseguitato e continuano ancor oggi.<br \/>\nNel tempo abbiamo subito minacce, intimidazioni ed attentati di ogni genere: spari contro i nostri esercizi (molte volte), furti di automezzi carichi di merce, spari conto la mia casa e la mia vettura, furti negli esercizi, rapimento di mio figlio (durato pochi minuti per fortuna), auto con mia moglie a bordo spinta fuori strada, percosse a me e a mia moglie, uccisione del nostro amato cane a colpi d\u2019arma da fuoco. E ultime in ordine di tempo atti vandalici contro la mia vettura (settembre 2010), un ordigno incendiario gettato nel cortile di casa (07\/12\/2010) che ha causato un principio d\u2019incendio da me domato con un estintore, dopo di che sono intervenuti i CC.<br \/>\nIl 3 gennaio 2011 un messaggio anonimo contenente una minaccia, scritto su un biglietto d\u2019auguri, \u00e8 stato lasciato nella buca delle lettere.<br \/>\nIl 17 gennaio 2011 un individuo introdottosi nel giardino di casa ha aggredito mia moglie,verso le ore 19, picchiandola e poi spingendola per le scale interne al giardino stesso. Evidentemente i malavitosi vogliono mantenere costante la pressione su di noi ed anzi rincarano vieppi\u00f9 la dose.<br \/>\nIl 21 marzo 2011 un individuo aggred\u00ec in giardino mia moglie ponendo in essere un tentativo di strangolamento.<br \/>\nLo stato economico attuale \u00e8 disastroso.<br \/>\nFaccio notare che per volere del comitato per l\u2019ordine e la sicurezza siamo sottoposti a protezione di tipo 4, cio\u00e8 i Carabinieri della locale caserma passano pi\u00f9 volte al giorno a controllare che non vi siano pericoli incombenti. Sicuramente la costanza e la tenacia del Comandante la stazione di San Sebastiano al Vesuvio, prima, e il Comandante della stazione di Castel Baronia ora e i militi ai loro ordini hanno evitato che nuove e,  forse pi\u00f9 gravi, violenze fossero commesse a nostro danno.<br \/>\nCi risulta incomprensibile come sia possibile proteggerci se saremo  ridotti a vivere in strada (realmente, non retoricamente).<br \/>\n<strong>Come \u00e8 incomprensibile che la polizia si mobiliti in otto, dico otto, agenti, alcuni della DIGOS per sfrattarci mentre contemporaneamente il Comandante dei CC e il suo vice erano presenti per garantirci la protezione. Una assurda ed incomprensibile contraddizione.<\/strong><br \/>\nIl 23 novembre 2011 l\u2019ufficiale giudiziario accompagnato da un buon numero di poliziotti, con l\u2019ambulanza pronta nel caso mi dovesse venire un altro infarto, erano pronti buttarmi in strada in strada, con la famiglia, a calci nel di dietro.<br \/>\n<strong>Se fossi stato il boss Provenzano forse mi avrebbero trattato meglio<\/strong>.<br \/>\nE\u2019 molto facile fare i forti con i deboli, salvo poi a farsi deboli con i forti.<br \/>\nIn extremis arriva una delibera del Comune di San Sebastiano che integrando un piccolo contributo provinciale con un altro piccolo obolo mettevano a nostra disposizione una modesta cifra.<br \/>\nTale cifra \u00e8 servita per fittare una casa, effettuare il trasloco, allacciare le utenze e quanto altro \u00e8 stato  necessario per abbandonare la casa entro e non oltre il 10 gennaio 2012.<br \/>\nNon \u00e8 certo una vittoria,  sono stato costretto a lasciare la casa che mi era costata tanti sacrifici e tanti anni di duro di lavoro, anzi \u00e8 costato duro lavoro a tutta la mia famiglia: mia moglie lavorava con me e mio figlio \u00e8 cresciuto nell\u2019azienda, fin dai primi mesi di vita.<br \/>\nTutto perso, tutto finito. Se solo avessero considerato che con le nostre denunce abbiamo indicato personaggi occulti che agivano all\u2019ombra della camorra forse non ci avrebbero umiliato come hanno fatto. L\u2019elemosina che ci \u00e8 stata fatta, e di cui siamo grati, \u00e8 anch\u2019essa un\u2019umiliazione perch\u00e9 in quanto vittime avremmo avuto diritto ad accedere ai fondi di solidariet\u00e0 come stabilisce la legge 44\/99. Almeno avremmo sentito la vicinanza dello Stato e non il dolore di dover chiedere la carit\u00e0, avremmo anche potuto ritornare a produrre reddito rientrando nel tessuto produttivo. Ora, senza un lavoro come potr\u00f2 pagare la pigione della casa in cui mi sono dovuto trasferire?<br \/>\nIl 6 febbraio 2012 sono stato buttato fuori di casa dall&#8217;Ufficiale Giudiziario, con l&#8217;ausilio della forza pubblica. La mia casa \u00e8 stata consegnata a coloro che l&#8217;avevano acquistata all&#8217;asta, persone, che ho scoperto, essere solo i prestanome dei delinquenti che hanno inquinato la mia vita e quella della mia famiglia. Lo Stato, dispensatore di giustizia, toglie alle vittime per dare ai carnefici.<br \/>\nAnche in questa piccola e umilissima abitazione in cui attualmente viviamo, in un paesino dell\u2019Alta Irpinia, io e la mia famiglia, siamo stati raggiunti dalle minacce e intimidazioni dei camorristi.<br \/>\nBen sette intimidazioni, regolarmente denunciate alle forze dell\u2019ordine, ci hanno fatto ben comprendere, se mai ce ne fosse stato bisogno, che i malavitosi non si sono dimenticati di noi e che non intendono farlo.<br \/>\nLuigi Orsino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASO ORSINO-ESPOSITO\/CLAN VOLLARO. COLLUSIONI DIGOS E MAGISTRATURA. 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