{"id":4542,"date":"2013-07-15T16:58:41","date_gmt":"2013-07-15T15:58:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=4542"},"modified":"2013-07-15T16:58:41","modified_gmt":"2013-07-15T15:58:41","slug":"salerno-a-convegno-caso-grimaldi-bnl-malabanca-e-malagiustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=4542","title":{"rendered":"SALERNO: CASO GRIMALDI-BNL MALABANCA=MALAGIUSTIZIA"},"content":{"rendered":"<h1>Caso Grimaldi: un caso aberrante di malabanca.<\/h1>\n<h1>Ma andr\u00e0 meglio con la giustizia?<\/h1>\n<p><a href=\"http:\/\/www.liberoreporter.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/BNL_Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"BNL_Roma\" src=\"http:\/\/www.liberoreporter.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/BNL_Roma.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"180\" \/><\/a>Una vicenda davvero incredibile che inizia da una banale operazione finanziaria stipulata da un imprenditore che aveva bisogno di ampliare la propria attivit\u00e0.\u00a0 Antonio Grimaldi \u00e8 il nome dell\u2019amministratore della Comesa, la societ\u00e0 che contrae un mutuo di 413.000 euro\u00a0 con la Banca Nazionale del Lavoro sede di Salerno che chiede in garanzia, come sempre accade, l\u2019ipoteca sullo stabilimento valutato oltre un milione di euro. Grimaldi paga regolarmente le prime rate, circa \u20ac 67.000,\u00a0 ma poi subisce un infarto\u00a0 e deve affrontare un delicato intervento chirurgico. In tutto questo non versa alcune rate del mutuo. Certo, errore suo, ma da questo disguido scaturiscono conseguenze aberranti.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nNon\u00a0 appena si rimette in salute, Grimaldi corre in banca per ripianare la sua posizione debitoria che peraltro era assicurata con una polizza pretesa a parte all\u2019atto del finanziamento.\u00a0Si presenta con un assegno circolare da \u20ac 30.000 ma la banca non l\u2019accetta.\u00a0 Cosa era successo? Semplice: la banca aveva venduto il credito per l\u2019intero importo senza detrarre nemmeno le rate pagate per ben 67.000 euro.\u00a0 Il credito era stato cartolarizzato alla Cordusio srl\u00a0 che a sua volta l\u2019aveva ceduto alla\u00a0 Calliope Srl, che a sua volta aveva dato procura alla Pirelli Re Crediting. Di questi \u201cpassaggi\u201d il signor Grimaldi non ha mai saputo niente. Ha scoperto tutte queste evoluzioni del suo mutuo soltanto quando ufficialmente ha chiesto alla BNL di rientrare dalla rate scadute.\u00a0 Nel frattempo la banca aveva proposto istanza di fallimento presso il tribunale di Salerno pur avendo gi\u00e0 ceduto il credito, ma l\u2019istanza viene\u00a0respinta dal Giudice.<br \/>\nA questo punto Grimaldi cerca di trattare, il figlio chiede a sua volta un mutuo di 250.000 euro per arrivare con sicurezza a una possibile soluzione,\u00a0 Grimaldi si reca alla Pirelli Re Crediting di Napoli che di industria meccanica poco conosce, e propone 367.000 euro per riavere la sua azienda. L\u2019offerta \u00e8 buona, ammettono alla Pirelli, ma va migliorata. Grimaldi passa a 380.000\u20ac, ma ancora non bastano, Grimaldi passa a 400.000 \u20ac ma nemmeno basta.<br \/>\nArriva la richiesta ufficiale: vogliono 490.000\u20ac. Il signor Grimaldi non ce la fa e deve rifiutare.<br \/>\nNel frattempo la Calliope srl, unico creditore della Comesa,\u00a0 propone il pignoramento di una parte dell\u2019immobile e non di tutto solo perch\u00e9\u00a0 viene commesso un errore procedurale sul pignoramento.\u00a0<br \/>\nIl signor Grimaldi si oppone e nel frattempo la stessa Calliope tramite la Pirelli Re Crediting\u00a0 ripropone anche l\u2019istanza di fallimento, gi\u00e0 rifiutata a sua volta alla BNL dallo stesso giudice che questa volta invece decide per il fallimento pur non essendoci nuovi debitori, la posizione \u00e8 esattamente come nella precedente istanza della BNL e quindi tutte le procedure di opposizione del Grimaldi vengono di fatto congelate.\u00a0\u00a0Il signor\u00a0 Grimaldi Antonio perde tutto e perde anche i 250.000 euro prestati dal figlio Vincenzo in quanto vanno nelle mani della curatrice fallimentare.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nInfatti l\u2019imprenditore\u00a0 che aveva\u00a0 trovato tanta ostilit\u00e0 nella Calliope, per inciso unico creditore della Comesa,\u00a0 si reca con \u20ac 250.000 euro in assegni intestati alla Calliope presso lo studio del curatore fallimentare della Comesa srl,\u00a0 ingenuamente tali assegni furono lasciati a quest\u2019ultimo la quale li incass\u00f2 e li ascrisse all\u2019attivo fallimentare, mentre l\u2019intento del\u00a0 Grimaldi era quello di devolverli a favore della Calliope srl a cui li aveva intestati\u00a0 cercando invano di salvare la sua azienda.<br \/>\nLa Calliope tramite la Pirelli Re crediting che ne \u00e8 la procuratrice si insinua nel passivo della Comesa Srl per ben 608.000 euro e tutto viene accettato dalla curatela fallimentare senza nessun problema.<br \/>\nA nulla sono valse nemmeno le opposizioni fatte dalla famiglia Grimaldi alla dichiarativa di fallimento infatti le stesse venivano respinte dal tribunale di Salerno.<br \/>\nNel frattempo veniva promossa anche la vendita immobiliare\u00a0 dello stabilimento alla cui asta si presentava un unico offerente, la CDM Costruzioni Generali srl di Sant\u2019Antonio Abate (NA),\u00a0 la quale si avvaleva del falso presupposto, asserito dal delegato alla vendita, un certo\u00a0 Ugo Sorrentino, che dichiarava che gli immobili erano liberi mentre invece erano stati affittati alla Comeg srl e alla Ficm srl,\u00a0 con contratti regolarmente registrati,\u00a0 e nonostante che la stessa curatrice fallimentare, una certa Simona Romeo, aveva regolarmente incassato gli affitti senza rilasciare oltretutto alcuna quietanza agli inquilini.\u00a0 Non ci crederete ma il 15\/06\/2012 la Comeg srl (ossia l\u2019inquilino) malgrado il contratto registrato e il regolare pagamento dell\u2019affitto,\u00a0 ha subito l\u2019estromissione dallo stabilimento da parte dell\u2019ufficiale giudiziario di Mercato San Severino che sotto ordine del Giudice dell\u2019esecuzione immobiliare Dott. Brancaccio e\u00a0 con l\u2019aiuto di ben 15 carabinieri\u00a0 ha apposto i sigilli al capannone,\u00a0 con l\u2019aggravante che\u00a0 all\u2019interno dello stesso vi fossero\u00a0 macchinari meccanici indispensabili per la lavorazione di propriet\u00e0 della stessa\u00a0 Comeg Srl per il valore di oltre 1 milione\u00a0 e mezzo di euro, le commesse dei clienti in corso, e 15 dipendenti sono stati gettati sulla strada.<br \/>\nFatti, questi, che hanno catturato l\u2019attenzione dei media locali.\u00a0Tutto ci\u00f2 accadeva malgrado l\u2019opposizione in corso, presentate al G.E.\u00a0 Dott. Brancaccio\u00a0 presso il Tribunale di Salerno che per questo ora dovr\u00e0 rispondere della mancata sospensione dell\u2019esecuzione.<br \/>\nIl Grimaldi ha sporto denuncia penale contro la BNL e la Calliope srl per estorsione, appropriazione indebita, usura e altre illiceit\u00e0 su cui la Guardia di Finanza sta indagando dietro incarico del PM Dott.ssa De Angelis che nel contempo ha chiesto la sospensione dell\u2019esecuzione, anche ai sensi della Legge\u00a0 n. 3 del 23.1.2012, ma fino ad oggi il PM non si \u00e8 ancora pronunciato.<br \/>\nContemporaneamente \u00e8 iniziata azione civile da parte dei nuovi legali del Grimaldi, Avvocato Umberto Spadafora contro il fallimento e per la restituzione dei 250 mila euro versati e indebitamente trattenuti, nonch\u00e9 \u00e8 stata espressa riserva sull\u2019operato del professionista delegato alla vendita all\u2019asta il quale con la sua mendace attestazione ha favorito l\u2019acquirente che si \u00e8 aggiudicato gli immobili per un valore di almeno quattro volte inferiore a quello reale. La stessa condotta del G.E. Doti.Alessandro Brancaccio \u00e8 stata posta in discussione e ritenuta quantomeno arbitraria e con abuso di potere e di diritto, in quanto non ha controllato la veridicit\u00e0 delle asserzioni del delegato alla vendita e non ha sospeso l\u2019asta neppure in presenza di una relazione di un ctu da lui stesso nominato che denotava l\u2019anomalia delle costruzioni affette da parziale abuso edilizio non ancora sanato.<br \/>\nIl signor Grimaldi era uno stimatissimo imprenditore, aveva un\u2019impresa che andava a gonfie vele, tanto che aveva avuto la necessit\u00e0 di ampliare l\u2019azienda, ma ancora una volta, grazie alle banche, alle leggine costruite ad hoc sulle famose cartolarizzazioni e i vari giochi derivanti,\u00a0 le imprese vengono soppresse, i loro beni mandati all\u2019asta per una manciata di pane, con l\u2019assoluta \u201callegria\u201d di curatori e vari professionisti che in un Paese civile agirebbero ben diversamente.<br \/>\nDaniela Russo<br \/>\nhttp:\/\/www.liberoreporter.it\/index.php\/2012\/09\/banche\/caso-grimaldi-un-caso-aberrante-di-malabanca-ma-andra-meglio-con-la-giustizia.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caso Grimaldi: un caso aberrante di malabanca. 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