{"id":3682,"date":"2012-10-31T18:01:36","date_gmt":"2012-10-31T17:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=3682"},"modified":"2012-10-31T18:01:36","modified_gmt":"2012-10-31T17:01:36","slug":"ilva-continua-la-strage-dei-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=3682","title":{"rendered":"ILVA: CONTINUA LA STRAGE DEI LAVORATORI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pubblichiamo il comunicato stampa dell&#8217;Associazione Legami d\u2019Acciaio (ex lavoratori ThyssenKrupp e Famigliari delle vittime), dando la nostra piena solidariet\u00e0 ai lavoratori dell&#8217;Ilva di Taranto e alla Famiglia Masella, per la tragedia che l\u2019ha colpita, privandola dell\u2019affetto di Claudio, ennesima vittima sacrificale per morte sul lavoro in nome del profitto dei padroni e padrini politici dell&#8217;Ilva.<\/strong><br \/>\nLa nostra fraterna solidariet\u00e0 e il nostro cordoglio oltre alla Famiglia, ai cari e agli amici di Claudio, va innanzitutto agli operai dell\u2019Ilva, in particolare a tutti quelli che si battono per la salute e la sicurezza sul proprio posto di lavoro, nelle linee e nei reparti<\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small;\">in cui ogni giorno entrano a testa alta per lavorare con la propria dignit\u00e0 e purtroppo devono fare i conti con uno scenario da guerra a causa delle pessime condizioni del luogo di lavoro e degli impianti: volutamente lasciati nell\u2019incuria da parte dell&#8217;Azienda, che con pressioni e vessazioni sugli operai chiede di lavorare in condizioni fuori dalla legalit\u00e0, sia per quanto riguarda le normative sulla sicurezza e la salute, sia per quanto riguarda l\u2019organizzazione del lavoro e dei turni fino alla negazioni pi\u00f9 palesi, in spregio totale della legalit\u00e0 e della Costituzione Italiana,  in nome dell\u2019unico valore che conta per lorsignori: il profitto.<\/span> <span style=\"font-size: x-small;\"><br \/>\nIn nome del profitto e per conto di padron Riva si continua a morire all\u2019Ilva di Taranto cos\u00ec come in tutte le fabbriche, le aziende e i cantieri del Bel Paese, in ogni settore produttivo, dall\u2019industria all\u2019edilizia, in agricoltura, senza che si ponga un freno a questa continua strage di lavoratrici e lavoratori, che fa pi\u00f9 di 1000 morti l\u2019anno (i dati Inail sono in parte inesatti, non tenendo conto dei morti in itinere e delle categorie che lavorano nei trasporti e sulle strade, senza dimenticare il lavoro nero\u2026) di quella che oramai si pu\u00f2 definire senza retorica e senza timori di essere smentiti, una vera e propria guerra sferrata dal padronato<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: x-small;\">contro<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: x-small;\"> <\/span><\/span><span style=\"font-size: x-small;\">i lavoratori.<\/span> <span style=\"font-size: x-small;\"><strong><br \/>\nL\u2018Ilva di Taranto \u00e8 un vero e proprio campo di battaglia, pi\u00f9 che una normale fabbrica: detiene il triste record italiano ed europeo di morti sul lavoro e di inquinamento ambientale, con oltre 50 morti dal 1993 ad oggi<\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small;\"> (i dati che circolano in questi giorni sono in parte falsi: com\u2019\u00e8 noto alcuni incidenti e morti relativi soprattutto a ditte appaltatrici vengono opportunamente occultati) con i vari governi nazionali e locali che poco o nulla hanno fatto per fermare la continua strage di lavoratori ed <\/span><span style=\"font-size: x-small;\">eliminare<\/span><span style=\"font-size: x-small;\">le emissioni e l\u2019inquinamento provocato dagli impianti. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: x-small;\">Non \u00e8 necessario essere Lavoratori dell\u2019Ilva di Taranto, o essere dei tecnici, per conoscere e discutere di ci\u00f2. N<\/span><span style=\"font-size: x-small;\">oi ex operai della ThyssenKrupp, sappiamo bene cosa vuol dire lavorare in condizioni precarie e di insicurezza: quella maledetta notte del 6 dicembre del 2007 ci ha portato via a noi nostri sette compagni Antonio, Angelo, Bruno, Roberto, Rocco, Rosario e Giuseppe. Lo abbiamo inciso sulla nostra pelle e nelle nostre coscienze!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>La nostra solidariet\u00e0 e vicinanza nella lotta per la salute e la sicurezza nell\u2019Ilva e nella Citt\u00e0 di Taranto va anche a quei i lavoratori e a quei cittadini che si battono senza se e senza ma per la difesa della salute dentro e fuori la fabbrica, per un futuro lavorativo e di progresso per Taranto che salvaguardi insieme salute e posti di lavoro, anche se si dovesse riconvertire l&#8217;attivit\u00e0 produttiva.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small;\">Condizioni e soluzioni precise, molto chiare e semplici, che sino ad oggi non sono state mai n\u00e9 proposte n\u00e9 tanto meno messe in campo dalle Istituzioni, anche quando governi regionali e nazionali di segno progressista potevano e dovevano fare per intervenire nel merito delle questioni gravi poste dal sito di Taranto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Non dovrebbe essere il Primo Cittadino il garante primo ed ultimo della salute dei Cittadini? Come mai in tutti questi anni (dal 1993, inizio della gestione Riva) i vari Sindaci che si sono succeduti non hanno mai posto il problema, emettendo un\u2019ordinanza che bloccasse le produzioni, affinch\u00e9 si mettessero in sicurezza gli impianti e si iniziasse a produrre in modo meno inquinante?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Il problema di base \u00e8 che sono tanti i responsabili di questa situazione, ma uno in modo particolare: padron Riva, che da quando ha acquisito l\u2019Ilva dallo Stato ha accumulato ingenti profitti senza reinvestire neanche una parte dei profitti in innovazione tecnologica e miglioramento della sicurezza interna e per la bonifica del territorio. <\/span><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Riva \u00e8 responsabile di questa situazione<\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small;\">, che si \u00e8 drammaticamente posta negli ultimi mesi alla ribalta nazionale (ovviamente oltre che a Taranto, noi ed altri in Italia, inascoltati denunciavamo gi\u00e0 da tempo questa terribile situazione\u2026) quindi<\/span><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Riva deve mettere mano al portafoglio e fare i necessari interventi urgenti per frenare la situazione e programmare con un piano di interventi per il futuro, il risanamento e la bonifica del sito contestualmente alle produzioni<\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small;\">, pur alternando limitazioni temporanee a queste ultime. Tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 e non deve essere a costo zero per Riva ma con precisi impegni, senza agevolazioni (come \u00e8 avvenuto nella svendita di vent\u2019anni fa), come si vorrebbe far pagare anche oggi\u00a0 allo Stato (utili ai padroni e oneri alla collettivit\u00e0) gli errori ed i crimini commessi dalla famiglia Riva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Noi diffidiamo dalla propaganda distorta e fuorviante fatta da pseudo rappresentanti del mondo ambientalista che non hanno niente di meglio da proporre che chiudere subito lo stabilimento (cos\u00ec da creare una nuova cattedrale nel deserto come successo a Bagnoli e in tanti altri luoghi), dai vari rappresentanti politici di partiti o lobby di potere, dai rappresentanti di Istituzioni ed Enti preposti alla salute e ai diritti di lavoratori e cittadini e dai sindacati gialli (FIM-Cisl e UIL-Uilm in particolare, che si \u00e8 scoperto essere a libro paga dei Riva): personaggi di varia natura che non hanno a cuore il destino dei lavoratori e dei cittadini di Taranto, che hanno fatto e faranno solo gli interessi di padron Riva e dei suoi accoliti. Non bisogna chiudere ma trovare soluzioni (possibili) per riconvertire lo stabilimento a produzioni che siano utili, sostenibili per l&#8217;ambiente e compatibili con la dignit\u00e0 dei lavoratori. Ci\u00f2 \u00e8 possibile ma soprattutto \u00e8 necessario! Perch\u00e9 le soluzioni sbrigative e liquidatorie o alla meno peggio aprono la strada al peggio&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Solo attraverso la salvaguardia dei posti di lavoro (utili e dignitosi), come unica soluzione per uscire dalla crisi, si pu\u00f2 intraprendere una strada (difficile ma percorribile) di risanamento dell&#8217;Ilva e del territorio di Taranto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Torino, 31 Ottobre 2012\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ass. Legami d\u2019Acciaio Onlus <\/strong><\/span><strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il comunicato stampa dell&#8217;Associazione Legami d\u2019Acciaio (ex lavoratori ThyssenKrupp e Famigliari delle vittime), dando la nostra piena solidariet\u00e0 ai lavoratori dell&#8217;Ilva di Taranto e alla Famiglia Masella, per la tragedia che l\u2019ha colpita, privandola dell\u2019affetto di Claudio, ennesima vittima &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=3682\">Continua &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-3682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-puglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3682"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3682\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}