{"id":2719,"date":"2011-10-24T15:00:35","date_gmt":"2011-10-24T14:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=2719"},"modified":"2011-10-24T15:00:35","modified_gmt":"2011-10-24T14:00:35","slug":"i-veri-black-bloc-sono-i-partiti-che-hanno-distrutto-il-paese-presidio-montecitorio-denuncia-funzionari-digos-e-mandanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=2719","title":{"rendered":"I VERI BLACK BLOC SONO I PARTITI CHE HANNO DISTRUTTO IL PAESE. PRESIDIO MONTECITORIO DENUNCIA FUNZIONARI DIGOS E MANDANTI"},"content":{"rendered":"<div>TESTO DEFINITIVO DELLA DENUNCIA-QUERELA\u00a0CHE VERRA&#8217; DEPOSITATA VENERDI MATTINA 11-11-2011 PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA.<\/div>\n<div><strong>ALLE ORE 11,30 CONFERENZA STAMPA PRESSO LA SALA STAMPA\u00a0DEL TRIBUNALE DI ROMA VIA GOLAMETTO 11 (P.LE CLODIO) CON GAETANO FERRIERI E PIETRO PALAU GIOVANNETTI CHE ILLUSTRERANNO GLI OBBIETTIVI DEL PRESIDIO E LE RAGIONI DELLA QUERELA. <\/strong><\/div>\n<div><strong>TUTTI I SIMPATIZZANTI DEL PRESIDIO DI MONTECITORIO SONO PREGATI DI PARTECIPARE E DI INVIARE INVITI VIA MAIL A TUTTI I GIORNALISTI E ORGANI DI INFORMAZIONE.<\/strong><br \/>\n<strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong>Per ulteriori info:\u00a0<a href=\"mailto:avvocatisenzafrontiere@hotmail.com\">avvocatisenzafrontiere@hotmail.com<\/a><\/strong><\/div>\n<div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong>ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA <\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<div><strong>ATTO DI DENUNCIA \u2013 QUERELA<\/strong><\/div>\n<div><strong>E CONTESTUALE ISTANZA DI DISSEQUESTRO EX ART. 262 ss C.P.P.<\/strong><\/div>\n<div><span style=\"text-decoration: underline;\"> <\/span><\/div>\n<div><span style=\"text-decoration: underline;\">A carico di<\/span>:<\/div>\n<div><strong>Agenti Digos<\/strong>, in forza presso la Questura di Roma, da identificarsi [si precisa che i soggetti querelati sono facilmente identificabili dalle immagini e videoriprese apparse nei notiziari di televisioni e blog che testimoniano gli atti di violenza privata, abuso d\u2019ufficio, fermo illegale e sequestro illegittimo, perpetrati nei confronti di Gaetano Ferrieri e altri], per le ipotesi di reato di cui agli artt. 294, 323, 480, 606, 610 c.p. e artt. 253 e 384 c.p.p.;<\/div>\n<div><strong>Terzi soggetti aventi e\/o danti causa<\/strong>, da identificarsi, quali mandanti dei reati sopra ipotizzati e\/o di quelli che meglio potranno essere ravvisati dall\u2019A.G., anche in relazione all\u2019esistenza di un sodalizio criminoso in grado di condizionare le attivit\u00e0 istituzionali e sovvertire l\u2019ordine democratico e l\u2019Autorit\u00e0 dello Stato, attraverso la collusione di intranei ai centri vitali di comando di forze dell\u2019ordine, Digos, Pubblica Amministrazione (Comuni, regioni, province), ministeri, Parlamento, banche, istituzioni finanziarie, nonch\u00e9 della stessa magistratura, sino alla Suprema Corte di Cassazione e al C.S.M.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>I sottoscritti <strong>Gaetano Ferrieri<\/strong>, nato a Belluno, in data 06.07.1957, residente in Mirano V.le Stazione 60 (VE);<\/div>\n<div><strong>Pietro Palau Giovannetti<\/strong>, nato a Milano, il 19.11.1952, residente a Milano, in via G.B. Vico n 1, in proprio e quale legale rappresentante p.t. della Onlus Movimento Giustizia Robin Hood (di seguito per brevit\u00e0: \u201cOnlus\u201d) e della rete Avvocati senza Frontiere;<\/div>\n<div>Entrambi difesi di fiducia dall\u2019Avv. Antonino Rossi del Foro di Piacenza, elettivamente domiciliati presso la sede di Avvocati senza Frontiere, al C.so di P.ta Romana 54, 20122 Milano (fax 02-36582658),<\/div>\n<div><strong>Premesso che<\/strong>:<\/div>\n<div>Tutti gli esponenti firmatari sono liberi e pacifici cittadini nonviolenti che hanno aderito al Presidio ad<br \/>\noltranza con sciopero della fame in atto da oltre 4 mesi avanti a Palazzo Montecitorio. Iniziativa che si propone attraverso alcune petizioni popolari di richiamare l\u2019attenzione delle istituzioni e dell\u2019opinione pubblica sui privilegi di cui godono politici\u00a0e parlamentari (la cosiddetta \u201c<em>casta<\/em>\u201d).<\/div>\n<div>A riguardo, il promotore dello sciopero della fame Gaetano Ferrieri ha avuto modo di dichiarare alla stampa: \u201c<em>Ho smesso di mangiare e dal 4 giugno vado avanti solo a acqua e sali minerali fino a quando non prenderanno in considerazione le petizioni che abbiamo inviato alle pi\u00f9 alte cariche dello Stato: riduzione del 50 percento dello stipendio di parlamentari e amministratori pubblici, taglio del 90 percento delle auto blu e nuova legge elettorale per creare una classe politica che veramente rispecchi e preferenze dei cittadini<\/em>\u201d.<\/div>\n<div>Nell\u2019ambito di tale iniziativa tuttora in corso lo scorso 12 Ottobre 2011 \u00e8 stata promossa un\u2019assemblea della Societ\u00e0 civile a cui hanno aderito migliaia di cittadini provenienti da ogni parte d\u2019Italia che si sono dati convegno in Piazza di Monte Citorio, allo scopo di fare sentire la propria voce, confrontarsi con le istituzioni e manifestare pacificamente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Tanto premesso, i sottoscritti firmatari <em>ut supra<\/em> domiciliati e difesi<\/div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong>ESPONGONO E DENUNCIANO<\/strong><\/div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong>Nella tarda mattinata del 12.10.11,<\/strong> al termine dell\u2019Assemblea, svoltasi intorno al gazebo eretto da oltre 131 giorni avanti a Palazzo Montecitorio, i manifestanti prendendo atto dell\u2019assenza dei rappresentanti delle istituzioni e dell\u2019indifferenza dei media, decidevano all\u2019unanimit\u00e0 di portarsi pacificamente all\u2019interno del Piazzale, senza bandiere, manifesti, striscioni o altri segni distintivi, limitandosi a cantare l\u2019Inno di Mameli. La pacifica iniziativa trovava per\u00f2 l\u2019illegittimo ostruzionismo dei funzionari della Digos, che impedivano sia con transenne sia fisicamente ai manifestanti di accedere alla Piazza, facendo a scopo dissuasivo ed intimidatorio arbitraria richiesta di identificazione verso tutti coloro che avevano manifestato l\u2019intenzione di transitare liberamente come di diritto nei pressi di Palazzo Montecitorio.<\/div>\n<div>In tale contesto, onde evitare qualsiasi conflitto e polemica un gruppo di circa 150-200 manifestanti si portava, senza intralciare il traffico, in direzione dell\u2019ingresso principale di Palazzo Montecitorio, il cui accesso veniva per\u00f2 ancora una volta arbitrariamente ostruito dai funzionari della Digos.<\/div>\n<div>A questo punto, i manifestanti, sempre cantando l\u2019Inno d\u2019Italia e chiedendo a gran voce:<br \/>\n&#8220;<em>Via la casta da Montecitorio<\/em>&#8220;, senza intralciare il traffico, si portavano in direzione del Quirinale, con<br \/>\nl\u2019intenzione di incontrare il Presidente della Repubblica Napolitano, senonch\u00e9, poco dopo, venivano circondati e chiusi nei pressi di Via del Corso, da svariate centinaia di agenti in assetto antisommossa e blindati delle Forze dell\u2019Ordine.<\/div>\n<div>Intorno alle 14.00, dopo circa mezz\u2019ora di ingiustificato assedio e restrizione della libert\u00e0 di movimento, da parte delle Forze dell\u2019Ordine, che avevano praticamente blindato tutte le vie di accesso e di uscita alla Piazza SS. Apostoli, i funzionari della Digos querelati pretendevano senza legittimo motivo di identificare tutti i circa 150 pacifici manifestanti accerchiati, minacciando di arrestare chi non avesse con s\u00e9 il documento di identit\u00e0, seppure molti spiegavano di avere lasciato le proprie borse presso il presidio e che tale attivit\u00e0 intimidatoria di polizia apparisse come un attentato alla libert\u00e0 di manifestazione.<\/div>\n<div>Tra i molti testimoni oculari presenti ai fatti di violenza posti in essere dagli agenti della Digos vi era il Presidente nazionale della Onlus Movimento per la Giustizia Robin Hood, Dott. Pietro Palau Giovannetti, che ha dato vita alla rete di Avvocati senza Frontiere, odierno querelante, che si riserva costituirsi parte civile, il quale dichiarando la propria qualit\u00e0 di \u201c<em>Human Right Defenders<\/em>\u201d, invitava bonariamente i predetti funzionari della Digos a rilasciare un giovane privo di documenti che, nonostante non avesse commesso alcun reato, era stato afferrato e trascinato con la forza, nonch\u00e9 a desistere dall\u2019intenzione di trarlo in arresto, configurandosi come atto illegale e violativo di fondamentali libert\u00e0 costituzionali, tenuto conto che nessuno tra\u00a0i manifestanti aveva compiuto n\u00e9 manifestato l\u2019intenzione di compiere gesti di violenza, n\u00e9 tantomeno opposto resistenza ai blocchi, ancorch\u00e9 illegittimi,\u00a0 innalzati dalle Forze dell\u2019Ordine, n\u00e9 infine risultassero sussistenti le specifiche ragioni previste dal R.D. n. 773\/31, Testo Unico di Pubblica Sicurezza.<\/div>\n<div>In tale frangente, del tutto inopinatamente, i funzionari della Digos, rilasciando il primo giovane, si scagliavano contro lo stesso Presidente della Onlus Avvocati senza Frontiere, Dott. Pietro Palau Giovannetti, odierno querelante che, senza ragione, veniva brutalmente afferrato per le braccia da pi\u00f9 agenti e trascinato per vari metri, dichiarandolo in arresto.<\/div>\n<div>Le videoriprese allegate testimoniano l\u2019inusitata e ingiustificata violenza posta in essere nei confronti di persona del tutto inerme che usando la sola <strong>arma della parola e del Diritto <\/strong>cercava solo di dialogare e di invitare gli agenti della Digos al rispetto della legalit\u00e0 e dei diritti dei cittadini che stavano manifestando pacificamente, anche nel loro interesse.<\/div>\n<div>E, pur tuttavia, senza che, come detto, sussistesse alcuna esigenza di pubblica sicurezza, anche Gaetano<br \/>\nFerrieri, seppure persona <span style=\"text-decoration: underline;\">ben nota<\/span> ai funzionari della Digos capitolina, intervenuto a sua volta per impedire il fermo illegale del Dott. Pietro Palau Giovannetti, veniva brutalmente afferrato per le braccia, trascinato con la forza per oltre 100 metri e tratto illegalmente in arresto, senza che avesse opposto la bench\u00e9 minima resistenza, come pure si evince dalle videoriprese allegate.<\/div>\n<div>La gravit\u00e0 del fermo di Gaetano Ferrieri, a seguito del cui intervento veniva poi rilasciato\u00a0il Dott. Pietro Palau Giovannetti,\u00a0 a una attenta ricostruzione dei fatti non pu\u00f2 che destare seri dubbi sulla legittimit\u00e0 dell\u2019operato dei funzionari querelati e assenza di odio politico, sia in quanto il Sig. Ferrieri \u00e8 soggetto ben noto alla Digos, quale promotore del Presidio, nei cui confronti <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> poteva perci\u00f2 esistere alcuna <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">necessit\u00e0<\/span><\/strong> di identificazione, sia perch\u00e8 i predetti funzionari hanno infierito nei confronti di soggetto cardiopatico e gi\u00e0 altamente debilitato, come ben noto in sciopero della fame da oltre 4 mesi, il quale generosamente, \u00a0pur non avendo anch\u2019egli commesso alcun tipo di reato, si era, peraltro, offerto di essere arrestato al posto di Pietro Palau Giovannetti che, a sua volta, mosso dallo stesso spirito di giustizia, era intervenuto in difesa di altro manifestante per evitarne l\u2019arresto.<\/div>\n<div>Alla luce di tali assorbenti considerazioni \u00e8 pertanto evidente che la Digos cercasse un capro espiatorio per<br \/>\nintimidire i manifestanti, spegnere la protesta e fermare la pacifica marcia sul Quirinale. A seguito del fermo illegale del Ferrieri molti manifestanti si sono infatti loro malgrado dispersi e altri hanno fatto rientro al Presidio in Piazza Montecitorio, rinunciando all\u2019idea di incontrare il Presidente della Repubblica Napolitano.<\/div>\n<div>Il Ferrieri, a seguito di tale brutale aggressione, come testimoniata da una serie di video e foto pubblicate sui maggiori quotidiani on line e blog, si \u00e8 sentito male accasciandosi a terra, tanto da essere ricoverato d\u2019urgenza, circostanza che non ha impedito ai funzionari della Digos di trarlo in stato di fermo, senza<br \/>\ncontestargli, peraltro, alcun specifico reato, limitandosi a consegnargli un invito, ex art. 161 c.p.p., ai fini della mera elezione di domicilio e nomina del difensore (Doc. 1).<\/div>\n<div><strong>E non poteva essere altrimenti<\/strong>.<br \/>\nAnzi.<\/div>\n<div>Non vi \u00e8 chi non veda che il fermo per poter essere convertito in arresto avrebbe dovuto venire convalidato dal P.M. e dal Gip, con la conseguenza che la motivazione sia apparsa <em>prima facie<\/em> del tutto infondata,<br \/>\nfalsa e pretestuosa, come confermato dal fatto che infine nessuna specifica contestazione sia stata poi elevata.<\/div>\n<div>Lo stesso dicasi per l\u2019illegittimo sequestro della bandiera italiana e del megafono con cui i manifestanti esprimevano la loro libert\u00e0 di espressione del pensiero e di manifestazione. Beni di cui non \u00e8 stato neppure redatto un verbale di sequestro da parte degli agenti Digos\u00a0 che data la loro peculiarit\u00e0 e funzione rappresentano importanti strumenti per l\u2019attuazione e il pacifico proseguimento\u00a0del Presidio avanti a Palazzo Montecitorio, che debbono pertanto venire immediatamente restituiti agli aventi diritto. A riguardo, va denunciato che solo dopo la pubblicazione on line della bozza della presente denuncia, solo nei giorni scorsi a distanza di ben tre settimane dal fatto \u00e8 stato <span style=\"text-decoration: underline;\">tardivamente<\/span> notificato presso il Presidio di Montecitorio un non meglio precisato \u201cverbale di sequestro\u201d [pare del solo megafono], senza che ne sia stata neppure rilasciata copia alla parte.<\/div>\n<div>La brutalit\u00e0, gratuit\u00e0 e assoluta ingiustificatezza dell\u2019intervento degli Agenti della Digos e lo spropositato\u00a0 spiegamento di forze dell\u2019Ordine contro manifestanti del tutto pacifici appare quindi integrare le ipotesi di reato sopra ascritte, i cui responsabili potranno venire identificati e puniti a norma di legge, tramite l\u2019esame dei numerosi video e testimonianze apparse sui social network che, da un lato, documentano<br \/>\nattraverso le riprese effettuate l\u2019aggressione subita dal Ferrieri e dagli altri manifestanti e, dall\u2019altro, riportano le vive testimonianze oculari degli stessi manifestanti al momento dell\u2019aggressione.<\/div>\n<div>In conclusione, si ritiene che le responsabilit\u00e0 degli agenti della Digos, da identificarsi, come facilmente riconoscibili dalle foto e video allegati, per i reati di abuso di potere, violenza privata, fermo arbitrario, turbativa di diritti politici dei cittadini e appropriazione indebita della bandiera tricolore e di un megafono, si appalesano dalle violente sequenze nei numerosi filmati pubblicati sulle maggiori testate on-line e<br \/>\ntelevisioni, che hanno incontrovertibilmente documentato l\u2019effettivo svolgimento dei fatti, primo tra tutti \u201cTgcom\u201d, \u201cAnsa\u201d etc. \u2026 (<span style=\"text-decoration: underline;\">Docc. 2, 3, 4, 5, 6, 7<\/span>).<\/div>\n<div>Videoriprese che, oltre a dimostrare l\u2019ingiustificato intervento e uso della forza da parte della Digos, appalesano l\u2019assoluta gratuit\u00e0 di tale brutale azione repressiva della libert\u00e0 di espressione del pensiero, attuata in danno di persone inermi, financo stremate dalla fame, dopo uno sciopero di oltre 131 giorni che,<br \/>\npacificamente, radunatesi nelle vie di Roma, come pochi giorni dopo in altre 900 citt\u00e0 e 89 Paesi nel Mondo, esprimevano la propria indignazione e valutazione in merito alle ben note problematiche sociali, politiche, economiche e giudiziarie, si badi bene, senza usare alcuna minaccia od espressione offensiva nei confronti di chicchessia, limitandosi a censurare quello che vedono essere un modo a senso unico di chiedere sacrifici ai cittadini per pagare un debito pubblico provocato dalla <em>malagestio <\/em>di banche, istituzioni finanziarie e dall\u2019avidit\u00e0 dei politici.<\/div>\n<div>La frase \u201c<strong><em>via la casta da Montecitorio<\/em><\/strong>\u201d e \u00a0altri slogan quali \u201c<em><strong>libert\u00e0<\/strong><\/em>\u201d, &#8220;<strong><em>no alla violenza<\/em><\/strong>&#8221; rappresentano <em>ictu oculi <\/em>esternazioni estemporanee del tutto pacifiche, di segno opposto all&#8217;atteggiamento marcatamente\u00a0aggressivo\u00a0degli agenti della\u00a0Digos, cos\u00ec come lo era la volont\u00e0 di cantare \u00a0l\u2019inno \u201c<em>Fratelli d\u2019Italia<\/em>\u201d, in un momento in cui, peraltro, i manifestanti erano gi\u00e0 stati completamente circondati dai blindati della P.S. e non potevano rappresentare alcuna minaccia o pericolo per chicchessia.<\/div>\n<div>Ne deriva che le ingiustificate violenze che hanno provocato tra l\u2019altro l\u2019ospedalizzazione di Gaetano Ferrieri, rappresentino un episodio la cui gravit\u00e0 fa ritenere che i predetti funzionari e settori della Digos possano avere agito al di fuori delle proprie finalit\u00e0 istituzionali e su impulso di interessi lobbistici, tenuto<br \/>\nconto che l\u2019Ufficio della Digos ubbidisce al Questore e al Ministro dell&#8217;Interno, che a sua volta prende direttamente ordini dal Presidente del Consiglio, organo istituzionale quest\u2019ultimo animato da odio politico verso chiunque dissenta dalle politiche governative e i cui disegni insurrezionali nei confronti della magistratura e della libert\u00e0 di stampa sono sotto gli occhi di tutti.<\/div>\n<div>In tal senso depone, altres\u00ec,\u00a0 l\u2019illegittimo e ingiustificato sequestro della bandiera italiana e del megafono che venivano strappato dalle mani di altri manifestanti, senza che venisse poi disposto n\u00e9 comunicato alcun formale provvedimento da parte dell\u2019A.G. competente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>DIRITTO<\/strong><\/div>\n<div><strong>I<\/strong><\/div>\n<div><strong>VIOLAZIONE ARTT. 3, 16, 17, 21, 50 COST. E ART. 45 CEDU &#8211; ATTENTATO ALLA LIBERTA\u2019 DI MOVIMENTO E DI ESPRESSIONE DEL PENSIERO<\/strong><\/div>\n<div><strong>Preliminarmente, <\/strong>va denunciato che il fulcro dell\u2019intera manifestazione consisteva nella semplice volont\u00e0 dei manifestanti di portarsi, in maniera pacifica e senza bandiere, cartelli, striscioni o altri segni distintivi, in piazza Montecitorio per ivi, una volta entrati, intonare le note di \u201cFratelli d\u2019Italia\u201d, onde dare visibilit\u00e0 alle loro istanze e petizioni rivolte ai due rami del Parlamento e alle massime cariche dello Stato.<\/div>\n<div>L\u2019accesso pacifico alla piazza, il cui suolo viene quotidianamente calpestato da migliaia di visitatori e turisti, veniva da subito del tutto ingiustificatamente bloccato ai soli odierni querelanti, <span style=\"text-decoration: underline;\">con evidente discriminazione<\/span>, dagli sbarramenti apposti e dagli agenti della Digos, i quali hanno in tal modo di fatto violato beni protetti sia\u00a0 a livello costituzionale che sovranazionale.<\/div>\n<div>L\u2019art. 16 della Costituzione, infatti, protegge la libert\u00e0 di circolazione e di soggiorno, statuendo che ogni cittadino pu\u00f2 circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di <span style=\"text-decoration: underline;\">sanit\u00e0 o di sicurezza<\/span>.<\/div>\n<div><span style=\"text-decoration: underline;\">Nessuna restrizione pu\u00f2 essere determinata da ragioni politiche<\/span>.<\/div>\n<div>Ne deriva che la libert\u00e0 di circolazione pu\u00f2 essere limitata <span style=\"text-decoration: underline;\">solo<\/span> per motivi di sanit\u00e0 e di sicurezza stabiliti dalla legge in via generale (ovvero senza discriminazioni, nel rispetto del principio di uguaglianza sancito all&#8217;art. 3), del tutto assenti nel caso di specie il cui motivo, invece era soltanto di tipo politico, espressamente vietato dalla Costituzione.<\/div>\n<div>A riguardo va ricordato che la libert\u00e0 di movimento nel territorio dello Stato \u00e8 tutelata anche dalla Convenzione Europea dei Diritti dell\u2019Uomo (Cedu), che all\u2019art. 45 statuisce espressamente che: \u201c<em>Ogni cittadino dell&#8217;Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati<br \/>\nmembri\u2026<\/em>\u201d<\/div>\n<div>Quindi, prima ancora di vagliare le singole responsabilit\u00e0 penali addebitabili agli agenti della Digos intervenuti e dei mandanti politici, il loro illegittimo operato va denunciato sia in relazione alla violazione del diritto fondamentale della libert\u00e0 di movimento e di circolazione sancito dall\u2019art. 16 della Costituzione<br \/>\nItaliana e dall\u2019art. 45 della Cedu sia in relazione alle conseguenti lesioni delle libert\u00e0 di espressione del pensiero e del diritto petitorio dei cittadini di rivolgere petizioni alle Camere, senza alcuna discriminazione.<\/div>\n<div><strong>II<\/strong><\/div>\n<div><strong>FERMO ILLEGALE &#8211; PUNIBILITA\u2019 EX ART. 606 C.P. &#8211; <\/strong><strong>VIOLAZIONE ART. 21 COST. E Carta <\/strong><strong>dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea, NONCHE\u2019 artt. 19, 29 DELLA<\/strong><br \/>\n<strong> DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL\u2019UOMO, ARTT. 10 CEDU E 6 della TUE<\/strong><br \/>\n<strong> (Tutela libert\u00e0 DI espressione neLLA ue) e 11 Carta di Nizza<\/strong><\/div>\n<div><em><strong>In primis<\/strong><\/em>, in relazione alle ipotesi di reato ascrivibili va affrontata quella di fermo illegale ex art. 606 c.p., sia con riferimento alla privazione della propria libert\u00e0 personale subita da ogni singolo manifestante che come denunciato per circa 30 minuti veniva accerchiato dalle forze dell\u2019Ordine e dagli agenti della<br \/>\nDigos, senza possibilit\u00e0 di sbocco, dalla P.zza SS. Apostoli, sia con riferimento al fermo vero e proprio subito dal sig. Gaetano Ferrieri, eseguito in ospedalizzazione per le gravi condizioni del fermato, odierno querelante.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A riguardo va osservato che non si pu\u00f2 configurare alcuna fattispecie criminosa in capo ai querelanti, in quanto gli stessi si erano limitati a sfilare pacificamente con la bandiera italiana, intonando l\u2019Inno nazionale e scandendo lo slogan \u201cvia la casta da Montecitorio\u201d.<\/div>\n<div>La manifestazione <em>de qua<\/em> era dunque marcatamente inoffensiva, oltre che pacifica, \u00a0composta da un modesto numero di persone (max 150), che non avevano in alcun modo ostruito il traffico o tentato di reagire alle provocazioni degli agenti della Digos, neppure dopo essere stati aggrediti, n\u00e9 tantomeno erano in procinto di commettere qualsivoglia atto di vandalismo e di attentato alla pubblica incolumit\u00e0.<\/div>\n<div>Anzi. L\u2019unico disagio, il blocco di P.zza SS. Apostoli, \u00e8 stato causato dagli stessi agenti della Digos e delle<br \/>\nForze dell\u2019Ordine, per impedire irragionevolmente ai manifestanti di dirigersi verso l\u2019adiacente Palazzo del Quirinale, chiudendo in tal modo tutti gli accessi alla Piazza che, altrimenti, non sarebbe stata interessata da alcun assembramento.<\/div>\n<div>Canti ed esternazioni degli odierni querelanti sono da inquadrare nel diritto di libert\u00e0 di espressione e di critica tutelati dall\u2019art. 21 della Costituzione italiana, nonch\u00e9 dalla Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea e dagli artt. 19 e 29 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo, nonch\u00e9 dall\u2019art. 10 CEDU &#8211;<br \/>\nConvenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell&#8217;Uomo e delle libert\u00e0 fondamentali, dall\u2019art. 6 della TUE &#8211; Tutela della libert\u00e0 di espressione nell\u2019Unione Europea e dall\u2019art. 11 della Carta di Nizza.<\/div>\n<div><strong>Ne deriva, pertanto, l\u2019assoluta mancanza dei requisiti ex art. 384 c.p.p.<\/strong> necessari per procedere ad un fermo da parte della Digos che ha agito in violazione dell\u2019art. 606 c.p.<\/div>\n<div>Ci\u00f2 vale anche, e soprattutto, sia per quanto attiene il Dott. Pietro Palau Giovannetti, che gli altri manifestanti, dapprima illegalmente fermati, sia per quanto attiene il sig. Ferrieri che, come si evince dai filmati, non aveva avuto nessuna reazione tale da giustificarne l\u2019aggressione da parte della Digos e il successivo fermo, si badi bene, avvenuto in regime di ospedalizzazione, misura restrittiva resasi necessaria<br \/>\na seguito del malore occorso all\u2019organizzatore del Presidio, soggetto cardiopatico che, ci\u00f2 nonostante, veniva malamente afferrato e trascinato dalla Forza Pubblica, senza alcun riguardo, sebbene da ben 131 giorni stesse praticando lo sciopero della fame avanti a Montecitorio.<\/div>\n<div>In punto, va rilevato che non sussisteva infatti alcuno dei requisiti previsti dall\u2019art. 384 c.p.p. per<br \/>\nprocedere al fermo posto in essere, non essendosi concretata n\u00e9 flagranza n\u00e9 indizi di reato specificati dalla norma procedurale in oggetto, n\u00e9 tantomeno specifici elementi in relazione alla necessit\u00e0 e\/o impossibilit\u00e0 di identificare i soggetti querelanti, in special modo il sig. Ferrieri, soggetto ben conosciuto, n\u00e9<br \/>\ntantomeno pericolo di fuga.<\/div>\n<div>A riguardo, va sottolineato che non sussisteva nemmeno alcuno dei motivi di cui al Testo Unico di Pubblica<br \/>\nSicurezza.<\/div>\n<div>Il R.D. 773\/31 prevede, infatti, all\u2019art. 4 che l&#8217;autorit\u00e0 di pubblica sicurezza ha facolt\u00e0 di ordinare alle <strong>persone pericolose o sospette<\/strong> di munirsi, entro un dato termine, della carta di identit\u00e0 e di esibirla ad ogni richiesta degli ufficiali o degli agenti di pubblica sicurezza.<\/div>\n<div>Nel caso di specie, si ribadisce, non vi era alcuna persona n\u00e9 sospetta n\u00e9 tantomeno pericolosa e non si capisce, pertanto, quale sarebbe stata l\u2019esigenza degli agenti di chiedere il documento di identit\u00e0, <strong>addirittura, a tutti i manifestanti<\/strong>!<\/div>\n<div>Ed ancora, l\u2019art. 20 del medesimo T.U., stabilisce che quando, in occasione di riunioni o di assembramenti in luogo pubblico o aperto al pubblico, avvengono <strong>manifestazioni o grida sediziose o lesive del prestigio dell&#8217;autorit\u00e0, o che comunque possono mettere in pericolo l&#8217;ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini<\/strong>, ovvero quando nelle riunioni o negli assembramenti predetti <strong>sono commessi delitti<\/strong>, le riunioni e gli assembramenti possono essere disciolti.<\/div>\n<div>Anche con riferimento a tale ultima norma l\u2019intervento della Digos risulta del tutto ingiustificato, dato che, come pi\u00f9 volte si \u00e8 detto, la manifestazione non era sediziosa, n\u00e9 lesiva del prestigio di alcuna autorit\u00e0, n\u00e9 tantomeno idonea a mettere in pericolo l\u2019ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini ovvero la commissione di delitti.<\/div>\n<div>Sempre il predetto Testo Unico, prevede che, solo nei limitati casi di cui sopra \u00a0qualora occorresse disciogliere una riunione pubblica od un assembramento in luogo pubblico o aperto al pubblico, le persone<br \/>\nriunite od assembrate vengono invitate a disciogliersi dagli ufficiali di pubblica sicurezza o, in loro assenza, dagli ufficiali o dai sottufficiali dei carabinieri (reali). Qualora l&#8217;invito rimanga senza effetto, \u00e8 ordinato il<br \/>\ndiscioglimento con tre distinte formali intimazioni, preceduta ognuna da uno squillo di tromba.<\/div>\n<div>Qualora rimangano senza effetto anche le tre intimazioni ovvero queste non possano essere fatte per rivolta od opposizione, gli ufficiali di pubblica sicurezza o, in loro assenza, gli ufficiali o i sottufficiali dei carabinieri (reali) ordinano che la riunione o l&#8217;assembramento siano disciolti con la forza.<\/div>\n<div>All&#8217;esecuzione di tale ordine provvedono la forza pubblica e la forza armata sotto il comando dei rispettivi<br \/>\ncapi.<\/div>\n<div>Le persone che si rifiutano di obbedire all&#8217;ordine di discioglimento sono punite con l&#8217;arresto da un mese a un anno e con l&#8217;ammenda da lire 60.000 a 800.000 (artt. 22, 23, 24).<\/div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong>Sebbene, la manifestazione <em>de qua <\/em>non rientrasse evidentemente in quelle atte ad essere sciolte, la Digos, senza seguire le disposizioni di legge, ha direttamente usato la forza per<br \/>\ndisperderla, assoggettando a fermo illegale vari manifestanti.<\/strong><\/div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div>Parimenti infondata \u00e8 l\u2019attuazione della disposizione di cui all\u2019art. 220 R.D. 773\/31 che prevede che gli<br \/>\nufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria e della forza pubblica devono arrestare chi \u00e8 colto in flagranza dei reati preveduti dagli artt. 19, 24, 85, 113, 157, 158, 163, 216 e 217 di questo testo unico.<\/div>\n<div>Anche in tale caso non vi era alcun reato presupposto per il fermo del sig. Ferrieri.<\/div>\n<div>Il carattere illegittimo ed arbitrario dell\u2019arresto-fermo, inteso nella accezione pi\u00f9 ampia,\u00a0 include, cos\u00ec come dottrina maggioritaria, avvallata da giurisprudenza di legittimit\u00e0, ritiene<a href=\"#_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a>, non solo l\u2019arresto in flagranza o quasi flagranza ex art. 380 ss. c.p.p, ma anche il fermo ex art. 384 c.p.p., e, pi\u00f9 in generale ogni ipotesi di \u201c<em>privazione della libert\u00e0 personale diretta a porre il soggetto passivo a disposizione dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/div>\n<div>In punto \u00e8 chiaro il Supremo Collegio nell\u2019affermare che i principi di diritto validi per il delitto di arresto<br \/>\nillegale si applicano anche al fermo illegale.<\/div>\n<div>\u201c<em>La differenza tra il delitto di sequestro di persona consumato da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni e quello di arresto illegale sta nel fatto che, mentre nella prima ipotesi l&#8217;abuso generico dei poteri connessi alle funzioni \u00e8 un elemento solo circostanziale e quindi occasionale della condotta criminosa, nella seconda ipotesi viene punito proprio l&#8217;abuso specifico delle condizioni<br \/>\ntassative (commissione di un delitto; stato di flagranza o quasi flagranza) alle quali la legge subordina il potere di arresto. (In motivazione la Corte ha sottolineato che non sono decisive n\u00e9 la finalit\u00e0 perseguita dall&#8217;agente n\u00e9 le modalit\u00e0 dell&#8217;intervento, e che i principi enunciati si applicano anche in ipotesi di fermo illegale, oltre che in qualsiasi altra situazione che implichi, per disposizione del P.U., la privazione eccezionale ed urgente della libert\u00e0)<\/em>\u201d. <a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a><\/div>\n<div>Ne si pu\u00f2 dubitare dell\u2019esistenza del dolo richiesto dalla norma, stante che, come detto, non vi era alcun elemento obiettivo che giustificasse l\u2019azione violenta e repressiva degli agenti della Digos, il cui improvvido quanto gratuito intervento \u00e8 lecito ritenere sia stato dettato da oscuri interessi e ordini dall\u2019alto, per mettere a tacere una scomoda forma di dissenso, nel timore dell\u2019impatto mediatico che avrebbe potuto avere il movimento pacifico di cittadini indignati senza bandiere \u00a0e padrini politici, ovvero la diffusione delle loro istanze petitorie dal pulpito di Piazza Montecitorio, riservato alla \u201cCasta\u201d.<\/div>\n<div>Ne deriva pertanto che gli Agenti della Digos hanno consapevolmente e illegittimamente tratto, con l\u2019uso di<br \/>\nviolenza fisica, gli odierni querelanti in stato di fermo per\u00a0 30 minuti, trasferendo per un tempo pi\u00f9 lungo<br \/>\npresso il locale Commissariato di P.S., il Sig. Gaetano Ferrieri, al solo fine di impedirgli di privarli della loro libert\u00e0 personale e di manifestare liberamente, senza che sussistessero ragioni di sorta n\u00e9 i requisiti previsti<br \/>\ndalla Legge.<\/div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong>III<\/strong><\/div>\n<div><strong>VIOLENZA PRIVATA AGGRAVATA<\/strong><\/div>\n<div><strong>PUNIBILITA\u2019 AI SENSI DEGLI ARTT. 610, 61 C. 9 C.P.<\/strong><\/div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div>In terzo luogo, va denunciato che i funzionari della Digos, hanno utilizzato la forza fisica, con l\u2019aggravante della minaccia di fermo ed arresto, oltre che contro diversi manifestanti, anche contro le persone del Dott. Palau Giovannetti Pietro e del Sig. Ferrieri Gaetano, rispettivamente il primo legale rappresentante della Onlus Movimento per la Giustizia Robin Hood, intervenuto a sostegno dell\u2019iniziativa e il secondo promotore del Presidio (<strong>Doc. 1<\/strong>).<\/div>\n<div>Come si evince dai numerosi filmati allegati, gli agenti afferravano entrambi i querelanti con inaudita violenza, tanto che pu\u00f2 notarsi come il Dott. Palau Giovannetti sia stato\u00a0 brutalmente immobilizzato, senza ragione, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">serrandogli le braccia dietro alle spalle<\/span><\/strong>, trascinandolo con forza per svariati metri, nonostante le vibrate proteste di molti cittadini presenti, tra cui il Sig. Ferrieri, il quale chiedeva che gli agenti se la prendessero con lui.\u00a0 <strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong>La minaccia di un danno ingiusto<\/strong>, cio\u00e8 la <strong>privazione della libert\u00e0 personale<\/strong>, peraltro, poi, attuata mediante il fermo arbitrario (fermo che, si ribadisce, essere consistito sia nel blocco di circa mezz\u2019ora sia nel fermo vero e proprio del sig. Ferrieri), e le violenze subite dai querelanti sono espresse, palesi e documentate, anche nella parte audiovideo delle riprese eseguite da vari operatori indipendenti; del resto, occorre ricordare che giurisprudenza e dottrina consolidata ritengono sufficiente ai fini della configurazione del reato di cui all\u2019articolo 610 c.p la minaccia formulata anche con frasi oblique ed obiettivamente equivoche, nonch\u00e9 minacce implicite o consistenti nel mero atteggiamento dell\u2019agente e desumibili dalle<br \/>\ncircostanze<a href=\"#_ftn4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/div>\n<div>Per quanto attiene, invece, il requisito della violenza fisica, giova ricordare che, oltre all\u2019aggressione<br \/>\nfisica<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> in danno dei querelanti, documentata nei video, \u00e8 penalmente rilevante ex art. 610 c.p. <strong>qualsiasi compressione della libert\u00e0 di movimento<\/strong>, intesa come limitazione alla generale possibilit\u00e0 di muoversi o rimanere fermi nello spazio secondo le proprie determinazioni<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>, esattamente come nel caso di specie.<\/div>\n<div>Sul punto la Suprema Corte \u00e8 chiara e, nel tratteggiare la linea di confine tra violenza privata e sequestro di persona, individua proprio ex art. 610 c.p. aggravato ai sensi dell\u2019art. 61 co. 9, <em>per aver commesso il fatto con abuso di potere, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio<\/em>, la responsabilit\u00e0 degli agenti di P.S. nell\u2019attuazione di comportamenti strettamente consimili al caso di specie.<\/div>\n<div>\u201c<strong><em>Nel reato di violenza privata la condotta \u00e8 diretta a limitare un singolo atto di autodeterminazione del soggetto di cui si lede la libert\u00e0 psichica, mentre nel sequestro di persona viene lesa la libert\u00e0 fisica della vittima, incidendo sull&#8217;autonomia dei movimenti e di locomozione per un periodo di tempo giuridicamente apprezzabile<\/em><\/strong><em>. (Nel caso di specie, la Corte ha qualificato come violenza privata la condotta di due ufficiali di Polizia giudiziaria che, nell&#8217;esercizio delle loro funzioni e in violazione di norme di legge, avevano costretto a salire sull&#8217;autovettura di servizio una persona dalla quale, con ripetute minacce, volevano avere informazioni su un traffico di stupefacenti)<\/em>\u201d. <a href=\"#_ftn7\"><sup><sup>[7]<\/sup><\/sup><\/a><\/div>\n<div>Giova sottolineare che il dolo richiesto dalla norma \u00e8 dolo generico<a href=\"#_ftn8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a> e che a riguardo nulla vale che i querelati \u201c<em>avrebbero agito nell&#8217;esercizio delle funzioni per le finalit\u00e0 di cui <a href=\"http:\/\/bd05.leggiditalia.it\/cgi-bin\/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;KEY=05AC00005848&amp;\">all&#8217;art. 55 c.p.p.<\/a> Quando,<br \/>\ninfatti, l&#8217;attivit\u00e0 che costituisce esercizio di una funzione pubblica (nel caso di polizia giudiziaria) sia posta in<br \/>\nessere realizzando &#8211; come nella specie &#8211; reati, <strong>l&#8217;attivit\u00e0 stessa<\/strong> <strong>cessa di essere riferibile allo Stato<\/strong> <strong>per<br \/>\nessere riconducibile esclusivamente alla sfera soggettiva di coloro che hanno agito<\/strong>, e non pu\u00f2 conseguentemente discutersi sulla sicura esistenza del dolo di danno richiesto dalla norma<\/em>\u201d Cass. n. 41972 del 27.9.2004<a href=\"#_ftn9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/div>\n<div>Il fine ultimo della violenza privata perpetrata in danno dei querelanti attraverso la minaccia di procedere ad un immotivato arresto o fermo, eseguito poi, come detto, con violenza e limitazione della libert\u00e0 di movimento, era quello di costringerli a tollerare un ingiustificato abuso di potere e di ufficio consistente nella coartazione della volont\u00e0 dei querelanti di manifestare pacificamente, costringendoli ad<br \/>\nomettere di fare qualcosa, nella specie, esprimere il proprio pensiero critico rivolto alla \u201ccasta\u201d presente a Montecitorio, nonch\u00e9 alle istanze di riforma del sistema sociale, economico, politico e giudiziario, rilasciare<br \/>\ndichiarazioni ai giornalisti presenti, ed infine raggiungere il Quirinale.<\/div>\n<div>A riguardo, dottrina e giurisprudenza, ritengono sufficiente, in caso di omissione, ai fini della configurazione del reato <em>de quo<\/em>, qualsiasi ritardo nel compimento di una condotta (l\u2019espressione del proprio diritto di manifestare o delle proprie opinioni critiche) che, in mancanza della violenza e della minaccia poste in essere dai querelati, gli odierni querelanti avrebbero compiuto senza indugio<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>,<br \/>\ncome stavano, infatti, facendo.<\/div>\n<div><strong> <\/strong><\/div>\n<div><strong>IV<\/strong><\/div>\n<div><strong>ABUSO CONTINUATO E FALSO IDEOLOGICO IN ATTI D\u2019UFFICIO \u2013 <\/strong><\/div>\n<div><strong>PUNIBILITA\u2019 EX ARTT. 323 E 480 C.P.<\/strong><\/div>\n<div>Strettamente conseguente alle plurime violazioni delle richiamate norme del Codice Penale nonch\u00e9 del Codice di Procedura Penale, \u00e8 la palese configurazione dei reati di abuso continuato e falso ideologico in atti d\u2019ufficio, ai sensi degli artt. 323 e 480 c.p., che si esplicano attraverso la condotta consapevole e voluta dai funzionari della Digos diretta a causare anche mediante false attestazioni gli eventi produttivi dell\u2019ingiusto pregiudizio occorso agli odierni querelanti.<\/div>\n<div>Gli agenti trascinando e trattenendo forzosamente i querelanti e, in particolare, la persona del Ferrieri, fino a provocargli un malore che ne causava l\u2019ospedalizzazione, nonch\u00e9 tentando in precedenza di fare altrettanto con il Dott. Palau, arrecavano danni a livello di immagine, anche alla Onlus da quest\u2019ultimo presieduta, dal momento che lo stesso stava per essere tratto in arresto, dinnanzi alle telecamere, inducendo chiunque a ritenere fosse una sorta di black bloc, come quelli che alcuni giorni dopo si scontravano con le forze dell\u2019Ordine, tanto che altri manifestanti si sono frapposti per evitarne l\u2019ingiustificato fermo, come testimoniato dalle videoriprese diffuse dai TG e notiziari in tutta Italia.<\/div>\n<div>Ulteriori danni sono stati altres\u00ec subiti dal Ferrieri che, dopo essere stato spintonato, senza alcun riguardo,<br \/>\nfino a farlo accasciare al suolo, \u00e8 stato tratto in stato di fermo con evidenti ricadute negative sia sulle sue gi\u00e0 provate condizioni di salute sia sulla pacifica protesta in atto da oltre 131 giorni avanti a Montecitorio attuata con lo sciopero della fame.<\/div>\n<div>A riguardo, va altres\u00ec denunciato che l\u2019illegittimo fermo di Gaetano Ferrieri, seppure non\u00a0 convalidato dall\u2019A.G. competente, deve ritenersi essere stato fondato su false accuse, stante che, come gi\u00e0 rilevato non<br \/>\nsussisteva alcun requisito ex art. 384 c.p.p. ovvero ex R.D. 773\/31.<\/div>\n<div>Ne deriva pertanto che qualunque sia il contenuto della richiesta di fermo trasmessa dalla Digos al P.M. di turno, la stessa deve ritenersi ideologicamente falsa e\/o artatamente costruita per dare una parvenza di legittimit\u00e0 ad atti palesemente arbitrari tesi ad impedire in radice l\u2019esercizio dei diritti politici dei promotori del Presidio di Palazzo Montecitorio.<\/div>\n<div>Non vi \u00e8 chi non veda, quindi la responsabilit\u00e0 degli agenti intervenuti ex art. 480 c.p.<\/div>\n<div>E\u2019 pertanto palese che gli Agenti procedenti, nello svolgimento delle loro funzioni e del servizio di vigilanza a<br \/>\ncui erano preposti in Piazza Monte Citorio, abbiano ripetutamente violato le leggi di procedura penale e, in particolare, dell\u2019art. 384 c.p.p., causando, intenzionalmente una variegata serie di ingiusti danni agli odierni querelanti, i quali tutti si riservano costituirsi parte civile nell\u2019istaurando procedimento penale, anche ai sensi degli artt. 91 e segg. c.p.p.<\/div>\n<div><strong>V <\/strong><\/div>\n<div><strong>ATTENTATI CONTRO I DIRITTI POLITICI DEI CITTADINI <\/strong><\/div>\n<div><strong>PUNIBILITA\u2019 EX ART. 294 C.P.<\/strong><\/div>\n<div>In punto,\u00a0va denunciato che la condotta tenuta dagli Agenti della Digos non pu\u00f2 non rappresentare un attentato all\u2019esercizio dei diritti politici dei cittadini, secondo una lettura costituzionalmente orientata della norma in esame.<\/div>\n<div>Attualmente i diritti politici del cittadino sono protetti come valore in s\u00e9, tra cui rientrano a pieno titolo,<br \/>\nsecondo la dottrina dominante, un insieme di diritti, sanciti nel titolo IV, parte prima Costituzione, di cui gli esponenti sono stati spogliati con violenza e minaccia,\u00a0 mediante provvedimenti illegittimi, posti in essere attraverso i predetti fermi e sequestri di megafoni, negando quei diritti di libert\u00e0 di manifestazione del pensiero e di riunione, nonch\u00e9 di iniziativa petitoria e libera circolazione sul suolo della Repubblica, ricompresi nei diritti politici, in condizioni di eguaglianza con altri cittadini, colpendo cos\u00ec anche di conseguenza la personalit\u00e0 dello Stato nella sua moderna configurazione democratica, impedendone cio\u00e8 la realizzazione nel modo previsto dai suoi principi fondamentali.<\/div>\n<div>I fatti denunciati sono stati commessi da pi\u00f9 persone che, in concorso tra loro, mediante pi\u00f9 azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, avvalendosi della loro posizione dominante e della forza intimidatrice, aggravata dal fare parte della Digos, in spregio alle loro funzioni istituzionali hanno ripetutamente determinato un perturbamento nell\u2019ordine pubblico, per finalit\u00e0 eversive\/repressive e\/o comunque contrarie all\u2019interesse dello Stato democratico, al fine precipuo di trarre possibili vantaggi, anche sotto forma di eventuali avanzamenti di carriera o favori, derivanti dall\u2019accettazione supina di ordini dall\u2019alto, dando esecuzione a disegni marcatamente illegittimi e liberticidi provenienti da superiori diretti e\/o da ambienti politici esterni alle forze dell\u2019ordine, presumibilmente interessati a mettere a tacere con ogni mezzo qualsiasi forma di dissenso di pacifici manifestanti, come accaduto lo scorso 12.10.11.<\/div>\n<div>A riguardo va specificato che per costante giurisprudenza e dottrina, la violenza nell\u2019impedimento dell\u2019esercizio di un diritto politico si intende come ogni forma di coartazione\u00a0 fisica, assoluta o relativa e, per minaccia, si intende ogni forma di coazione morale o psichica, consistente nella prospettazione di un male futuro e ingiusto, la cui realizzazione dipende dalla volont\u00e0 dell\u2019agente<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>,<br \/>\nesattamente come avvenuto nel caso di specie.<\/div>\n<div><strong>VI<\/strong><\/div>\n<div><strong>SEQUESTRO ILLEGITTIMO \u2013 VIOLAZIONE ARTT. 253, 81 DISP. ATT. C.P.P.<\/strong><\/div>\n<div>Per quanto attiene l\u2019illegittimo sequestro della bandiera italiana e del megafono con cui i manifestanti esprimevano la loro libert\u00e0 di espressione del pensiero e di manifestazione, occorre denunciare che non \u00e8 stato redatto alcun verbale di sequestro da parte degli agenti Digos, nell\u2019immediatezza dei fatti. Anzi, va sottolineato che solo dopo la pubblicazione on line della bozza della presente denuncia, con la quale<br \/>\ngi\u00e0 si contestava tale illegittimo <em>modus operandi<\/em>, discutendo sui social network sull\u2019opportunit\u00e0 di denunciare gli Agenti, solo nei giorni scorsi a distanza di ben tre settimane dal fatto \u00e8\u00a0 stato <strong>ultra-tardivamente<\/strong> notificato, pare dietro richiesta del P.M. procedente, un fantomatico verbale di sequestro<br \/>\nal possessore di detti beni, senza neppure rilasciargli copia di tale verbale.<\/div>\n<div>I beni asseritamente sequestrati, dunque, devono ritenersi pertanto indebitamente sottratti e trattenuti per<br \/>\nalmeno tre settimane, senza che nessun provvedimento sia stato ad oggi ritualmente notificato n\u00e9 convalidato dal Gip.<\/div>\n<div>Tale condotta \u00e8 palesemente violativa delle disposizioni di cui agli artt. 253 c.p.p. e 81 Disp. Att. c.p.p., stante che i beni oggetto di sequestro non formavano e non possono intendersi in alcun modo corpo di reato o cose pertinenti ad esso, necessarie per l\u2019accertamento dei fatti, e che\u00a0 non sono state rispettate le modalit\u00e0 previste dalle norme di cui in epigrafe, tanto \u00e8 vero che, come detto, nessun decreto motivato rilasciato dall\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria \u00e8 stato consegnato all\u2019interessato.<\/div>\n<div>\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0<\/div>\n<div><strong>Tutto ci\u00f2 premesso e considerato gli esponenti <em>ut supra <\/em>rappresentati e difesi <\/strong>sporgono formale <strong>DENUNCIA-QUERELA<\/strong><\/div>\n<div>nei confronti degli Agenti Digos da identificarsi in forza presso la Questura di Roma, nonch\u00e9 dei terzi soggetti aventi e\/o danti causa che, in concorso tra loro, hanno aggredito i querelanti, in data 12.10.11, violandone la libert\u00e0 di riunione e di manifestazione del pensiero, nonch\u00e9 la libert\u00e0 di movimento, diritto costituzionalmente protetto ex art. 16, tutelato, altres\u00ec, a livello europeo dall\u2019art. 45 Cedu, per i reati di fermo illegale ex art. 606 c.p. e art. 384 c.p.p., violenza privata, ex art. 610 c.p., abuso continuato in atti d\u2019ufficio, ex art. 323 c.p., falsit\u00e0 ideologica commessa da P.U., ex art. 480 c.p., sequestro illegittimo ex artt. 253 c.p.p. e 81 Disp. Att. c.p.p., nonch\u00e9 attentato ai diritti politici dei cittadini ex art. 294 c.p., anche\u00a0a carico del Questore p.t. di Roma, per le eventuali corresponsabilit\u00e0 ravvisabili per omessa assunzione di qualsiasi sanzione nei confronti degli agenti, nonostante il clamore suscitato dall\u2019episodio, che arreca danno di immagine alla stessa credibilit\u00e0 della Digos e della Questura di Roma.<\/div>\n<div><strong>I querelanti <em>ut supra<\/em> presentano, altres\u00ec, formale istanza di immediato dissequestro ex artt. 262 ss c.p.p., del megafono e della <\/strong><strong>bandiera italiana<\/strong>, non essendo intervenuto alcun legittimo<br \/>\nprovvedimento autorizzativo n\u00e9 sussistendo esigenze istruttorie o cautelari.<\/div>\n<div>Con riserva di costituzione di parte civile nell\u2019instaurando procedimento penale.<\/div>\n<div>Si produce:<\/div>\n<div>1)<br \/>\nInvito ex art. 161 c.p.p., sig. Gaetano Ferrieri.<\/div>\n<div>2) Youtube12.10.201, \u00a0http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=isiLTW0j6PQ;<\/div>\n<div>3) Articolo TGcom \u201cGli Indignados a Roma: tensione con le forze dell\u2019ordine\u201d;<\/div>\n<div>4) Articolo TgCom \u201cRoma, scontri Indignados-polizia\u201d;<\/div>\n<div>5) <a href=\"http:\/\/www.tgcom.mediaset.it\/cronaca\/fotogallery\/1005852\/roma-spintoni-tra-indignados-e-polizia.shtml\">www.tgcom.mediaset.it\/cronaca\/fotogallery\/1005852\/roma-spintoni-tra-indignados-e-polizia.shtml<\/a>;<\/div>\n<div>6) Ansa \u201cNo alla casta\u201d bloccata Montecitorio;<\/div>\n<div>7) La Repubblica: \u201cIndignati protesta anti-casta. Prove d\u2019Assedio sotto bankitalia\u201d.<\/div>\n<div>Si chiede di essere notiziati ex art. 408 c.p.p. nella denegata e non ritenuta ipotesi di richiesta di archiviazione, riservandosi di altro produrre e dedurre. Si dichiara fin d\u2019ora di opporsi alla richiesta di<br \/>\nemissione di decreto penale di condanna ex art. 459 c.p.p.<\/div>\n<div>Roma, 11 Novembre 2011<\/div>\n<div>Gaetano Ferrieri<br \/>\nPietro Palau Giovannetti<\/div>\n<div>\n<hr size=\"1\" \/>\n<div><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Cass. 1956\/55, Gallinelli, <em>Libert\u00e0 (abusive limitazioni della libert\u00e0 personale)<\/em>, p.3; Manzini, <em>Trattato <\/em>VIII, p.724<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Mantovani, PtS, I, p. 287<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Cass. pen. Sez. V, 19-12-2005, n. 6773 (rv. 234001)<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> <em>Ex multis<\/em> Antolisei, PtS, I, p.150, Fiandaca-Musco, PtS,\u00a0 II, p.121; C. del 16.12.1982, C. del 6.6.52, C.. del 21.5.86, C. del 11.6.80.<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> <em>Ex multis<\/em> Vigan\u00f2, <em>La tutela penale della libert\u00e0 individuale \u2013 L\u2019offesa mediante violenza<\/em>, p. 241 e ss<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> <em>Ex Multis:<\/em> Antolisei, PtS, p. 155; Mantovani, PtS, p. 286.<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Cass. n. 41972 del 27.9.2004<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> <em>Ex multis<\/em> Antolise PtS, I, p.146; Mantovani, PtS, I, p.306<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Si noti che la Cassazione, con la presente sentenza arriva a riconoscere l\u2019enunciato principio di diritto<br \/>\naddirittura con riferimento al dolo specifico richiesto ex art. 323 c.p.<\/div>\n<div><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> <em>Ex multis<\/em> Cass. 17.1.1964, GP, 1964, II, p. 590<\/div>\n<div>\n<div style=\"width: 617px; height: 24px;\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Spasari, <em>Attentati contro i diritti politici dei cittadini<\/em>, p. 974.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TESTO DEFINITIVO DELLA DENUNCIA-QUERELA\u00a0CHE VERRA&#8217; DEPOSITATA VENERDI MATTINA 11-11-2011 PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA. 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