{"id":2054,"date":"2011-03-05T11:27:04","date_gmt":"2011-03-05T10:27:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=2054"},"modified":"2011-03-05T11:27:04","modified_gmt":"2011-03-05T10:27:04","slug":"massomafia-giudiziaria-triestina-la-sentenza-del-giudice-picciotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=2054","title":{"rendered":"MASSOMAFIA GIUDIZIARIA TRIESTINA. LA SENTENZA DEL GIUDICE PICCIOTTO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Trieste: nuova sentenza di condanna civile per gli ambientalisti che \u201cnon piacciono\u201d alla Mafia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Nuova pesante condanna civile per gli ambientalisti dell\u2019ex gruppo locale degli Amici della Terra Trieste*. La pena \u00e8 stata loro inflitta dal giudice Monica Pacilio del tribunale di Trieste che ha rigettato il loro ricorso contro l\u2019ordinanza cautelare con cui, su richiesta dell\u2019associazione nazionale (Amici della Terra Italia), era stato vietato al gruppo locale di utilizzare il nome e il logo dell\u2019associazione. Si era trattato in pratica dell\u2019espulsione del combattivo gruppo locale dall\u2019associazione Amici della Terra &#8211; Friends of the Earth. Un gruppo troppo scomodo quello di Trieste. Scomodo perch\u00e9 indagava sul malaffare del potere. E quindi andava bloccato prima che potesse fare troppi danni. Ma anche punito per avere osato sfidare il sistema. Cause civili e denunce penali contro i rappresentanti del gruppo locale che si erano maggiormente distinti nelle lotte per la legalit\u00e0. Questa la ricetta\u00a0 per estirpare la cellula di legalit\u00e0 costituita dagli ambientalisti triestini.<\/p>\n<p>Dopo essere stati condannati al pagamento delle spese nel giudizio cautelare (circa 5.000 Euro), con sentenza confermata da un collegio presieduto dal presidente del tribunale di Trieste Arrigo De Pauli, gli ambientalisti ribelli venivano denigrati pubblicamente sul quotidiano locale monopolista (Il Piccolo) e pure condannati &#8211; sempre dal tribunale di Trieste &#8211; al pagamento delle spese a favore del giornale per avere richiesto la legittima replica a norma di legge sulla stampa.<\/p>\n<p>L\u2019incredibile sentenza del giudice Arturo Picciotto veniva confermata in appello. Tredicimilacinquecento (13.500!!) Euro a favore del giornale inadempiente. Ed ora altri 9.000 Euro. Questo il costo dell\u2019ultimo rigetto del tribunale di Trieste. Ventisettemilacinquecento (27.500!!) Euro di sole spese per le condanne civili. A cui si devono aggiungere quelle dei procedimenti penali. Procedimenti spesso intimidatori. Una quindicina in tutto. Concentrati contro quattro persone. Che prima o poi vengono colpite. E\u2019 inevitabile. Cos\u00ec il sistema ha potuto festeggiare anche la condanna della \u201cpecora nera\u201d per eccellenza. Quel Roberto Giurastante (il sottoscritto) che con le sue inchieste e denunce alle istituzioni comunitarie aveva creato seri grattacapi alle massomafie. Quarantamila (40.000!!) Euro. Il reato? Diffamazione per avere denunciato pubblicamente una speculazione edilizia cos\u00ec offendendo un\u2019amministrazione pubblica (Comune di Muggia) che la aveva autorizzata. Problema: l\u2019illecito urbanistico era provato. Ma il giudice (gi\u00e0 candidatosi alle elezioni nello stesso partito dei querelanti&#8230;) condannava l\u2019ambientalista e chiudeva gli occhi sull\u2019illecito urbanistico. Uno dei tanti inutili centri commerciali che sorgono come funghi nell\u2019estremo Nord Est italiano. Un Nord Est appetito alle mafie del cemento (<a href=\"http:\/\/www.greenaction-transnational.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=135:la-mafia-ordinata-del-nord-est-un-sistema-di-governo-perfetto-di-roberto-giurastante&amp;catid=37:le-inchieste&amp;Itemid=2\">http:\/\/www.greenaction-transnational.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=135:la-mafia-ordinata-del-nord-est-un-sistema-di-governo-perfetto-di-roberto-giurastante&amp;catid=37:le-inchieste&amp;Itemid=2<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Complessivamente la persecuzione giudiziaria (ancora in corso) \u00e8 costata fino ad ora ai \u201creietti\u201d ambientalisti triestini circa 100.000 Euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Personalmente sono stato sottoposto ad otto procedimenti penali e ho dovuto subire condanne preventive con totale privazione dei miei diritti difensivi. Nel contempo tutte le nostre denunce sul malaffare locale venivano archiviate. Spesso senza nemmeno indagini.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Ambientalisti \u201clegalitari\u201d KO grazie all\u2019intervento interforze messo in atto per bloccarne le azioni. Con le buone o con le cattive<\/span>.<\/p>\n<p>Ma cosa aveva scoperto la nostra Associazione per scatenare una simile controffensiva del \u201csistema\u201d? Una verit\u00e0 pericolosa, troppo pericolosa da potere essere resa pubblica. Dietro al disastro ambientale realizzato a Trieste e provincia, si nascondeva in realt\u00e0 la mano dello Stato. Uno Stato che vedeva queste come terre di conquista. Lande straniere occupate e di cui fare scempio. Distruggere il porto e inquinare tutto quello che era possibile. Questa la missione (<a href=\"http:\/\/www.greenaction-transnational.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=136:d-come-discariche&amp;catid=36:campagna-inquinamento&amp;Itemid=41\">http:\/\/www.greenaction-transnational.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=136:d-come-discariche&amp;catid=36:campagna-inquinamento&amp;Itemid=41<\/a>).<\/p>\n<p>Un ruolo non certo marginale nella \u201celiminazione\u201d degli ambientalisti scomodi lo ha avuto, come detto, l\u2019associazione Amici della Terra Italia. Il colpo finale lo hanno dato loro. Espellendo e trascinando in causa il gruppo locale gi\u00e0 sotto assedio giudiziario. Un tradimento nel nome della migliore realpolitik. Inconciliabile la presenza dei \u201cgiustizialisti\u201d (cos\u00ec vengono sprezzantemente indicati in Italia i cittadini che si appellano alla legalit\u00e0) in un\u2019associazione votata all\u2019ambientalismo del compromesso. Anche con quei poteri forti che spesso in Italia si identificano nelle massomafie. Accordi che prevedono una pacifica convivenza in aree ad alta densit\u00e0 criminale. Calabria, Campania, Sicilia. Qui prosperano gli Amici della Terra. Che vivono in perfetta simbiosi con le amministrazioni locali (che dalle cronache risultano avere non raramente caratteristiche prettamente mafiose), le quali ricompensano gli ambientalisti \u201cbuoni\u201d: quelli che non \u201crompono\u201d.<\/p>\n<p>Ecco cos\u00ec che nella Campania della camorra l\u2019ambientalismo soft degli Amici della Terra\u00a0 ha fruttato la nomina di un loro dirigente a direttore dell\u2019ente turismo della provincia di Avellino. La nomina \u00e8 stata decisa dal presidente della provincia di Avellino il senatore Cosimo Sibilia, uomo di fiducia di Nicola Cosentino potente coordinatore regionale del partito del premier Berlusconi, nonch\u00e9 sottosegretario di Stato all\u2019Economia, indagato per collusione con i clan camorristici. Nel novembre del 2009 contro Cosentino veniva spiccato un mandato di arresto che l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria non poteva eseguire data l\u2019immunit\u00e0 parlamentare del sottosegretario. Il testo del mandato di arresto riportava le seguenti motivazioni: <em>\u201cCosentino contribuiva con continuit\u00e0 e stabilit\u00e0, sin dagli anni \u201990, a rafforzare vertici e attivit\u00e0 del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale [&#8230;] creando e co-gestendo monopolii d\u2019impresa in attivit\u00e0 controllate dalle famiglie mafiose, quali l\u2019Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attivit\u00e0 di impresa per scopi elettorali\u201d<\/em>.\u00a0 Cosimo Sibilia, figlio del noto costruttore Antonio, ex presidente dell\u2019Avellino calcio, era a sua volta assurto agli onori della cronaca nel 1981 per avere omaggiato il boss della camorra Raffaele Cutolo facendogli consegnare da un giocatore una medaglia d\u2019oro a nome dell\u2019intera squadra irpina.<\/p>\n<p>E che dire dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria? Quando abbiamo denunciato per la prima volta al Ministero di Giustizia le pesanti violazioni dei nostri diritti e gli abusi commessi nei nostri confronti dai magistrati del tribunale locale abbiamo capito definitivamente come funziona il \u201csistema\u201d Italia. I magistrati da noi segnalati sono stati immediatamente avvisati dall\u2019ufficio ispettivo che li avrebbe dovuti indagare. Dell\u2019inchiesta nessuna traccia. Dei magistrati si: ce li siamo ritrovati poco dopo assegnati alle nostre cause che abbiamo inesorabilmente perso. Poi abbiamo scoperto che il responsabile dell\u2019ufficio ispettivo del Ministero di Giustizia a cui ci eravamo fiduciosamente rivolti era tra gli indagati, lui stesso, della loggia pseudo massonica P3&#8230;<\/p>\n<p>Dalla testimonianza resa nel procedimento civile (causa 4178\/07 Amici della Terra Italia Vs Amici della Terra Trieste) dal giornalista investigativo Paolo G. Parovel:<\/p>\n<p><em>\u201c&#8230; l\u2019Associazione di Trieste ha dovuto ridurre la propria attivit\u00e0 istituzionale perch\u00e8 le attivit\u00e0 difensive hanno assorbito la gran parte delle sue risorse ed energie, al contenzioso principale si sono aggiunti procedimenti penali. Il contenzioso \u00e8 emerso dalla sede giudiziaria civile attraverso note stampa diffuse ai media dalla Presidente dell\u2019Associazione Nazionale Rosa Filippini ed attraverso un esposto-denuncia della medesima alla Procura della Repubblica di Trieste. Questo ha determinato discriminazione da parte dei media locali ed in particolare del quotidiano Il Piccolo che ha iniziato a non pubblicare le notizie sull\u2019attivit\u00e0 dell\u2019associazione giustificandosi ufficiosamente con la motivazione professionalmente inconferente della contestazione circa la legittimit\u00e0 del nome. Su ci\u00f2 vi \u00e8 stata anche una causa per omessa rettifica da parte del quotidiano. Contemporaneamente la Procura della Repubblica di Trieste e personalmente il Procuratore dott. Maria Nicola Pace ha avviato ed ha incoraggiato una serie di iniziative per contestare all\u2019Associazione di Trieste l\u2019uso del nome anche sotto il profilo penale, assumendo ci\u00f2 pure a motivo di archiviazione di denunce ed esposti nei confronti di influenti ambienti cittadini per rilevanti reati ambientali presentate dall\u2019Associazione di Trieste. Preciso che si trattava di reati perseguibili d\u2019ufficio&#8230; In sostanza sul contenzioso iniziato dall\u2019Associazione nazionale in concomitanza e quale origine delle altre ostilit\u00e0 ambientali sopra citate ha paralizzato l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Associazione ambientalista forse pi\u00f9 attiva nell\u2019indagare e denunciare reati ambientali urbanistici ed edilizi di responsabilit\u00e0 dei c.d. poteri trasversali locali&#8230;\u201d<\/em><\/p>\n<p>Per approfondimenti sulle massomafie rimando all\u2019intervento di Pietro Palau Giovanetti Presidente di Avvocati senza Frontiere (<a href=\"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=205&amp;titolo=LEGA%2520NORD%2596MAFIA%2520LOMBARDA.%2520CIO%2592%2520CHE%2520SAVIANO%2520NON%2520DICE%2520O%2520NON%2520SA?%2520%25ABSTATO%2520E%2520MASSOMAFIE%2520COME%2520UNICO%2520SISTEMA%25BB.\">http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=205&amp;titolo=LEGA%20NORD%96MAFIA%20LOMBARDA.%20CIO%92%20CHE%20SAVIANO%20NON%20DICE%20O%20NON%20SA?%20%ABSTATO%20E%20MASSOMAFIE%20COME%20UNICO%20SISTEMA%BB<\/a>.) e al documento allegato <strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">(Fratellanza giuridica)<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Roberto Giurastante\u00a0<\/p>\n<p><strong>*Le vicende delle battaglie sostenute dagli Amici della Terra di Trieste sono raccontate nel libro \u201cTracce di legalit\u00e0\u201d, Autorienediti, 2011<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste: nuova sentenza di condanna civile per gli ambientalisti che \u201cnon piacciono\u201d alla Mafia \u00a0Nuova pesante condanna civile per gli ambientalisti dell\u2019ex gruppo locale degli Amici della Terra Trieste*. 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