{"id":1961,"date":"2011-01-12T11:25:23","date_gmt":"2011-01-12T10:25:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1961"},"modified":"2011-01-12T11:25:23","modified_gmt":"2011-01-12T10:25:23","slug":"massomafia-in-umbria-il-suo-ghota-e-le-inflitrazioni-nellitalia-centrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1961","title":{"rendered":"MASSOMAFIA IN UMBRIA. IL SUO GHOTA E LE INFLITRAZIONI NELL&#039;ITALIA CENTRALE"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;La Mafia, Il suo Ghota e le infiltrazioni nell&#8217;Italia centrale&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Pubblichiamo uno stralcio del documento a cura della Confesercenti di Terni-Sos Impresa\u00a0che rivela la presenza della massofia\u00a0nel territorio\u00a0umbro e nell&#8217;Italia centrale.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalla banda degli Ex pentiti all\u2019Operazione Naos<\/strong><\/p>\n<p>Indagando sul traffico di stupefacenti, intimidazioni e incendi, rapine e altri traffici illeciti, la Dda di Perugia scopre quello che verr\u00e0 definito dagli stessi inquirenti il clan degli ex-pentiti, che ha agito sul territorio umbro nel biennio 2006-2007. Dalle indagini \u00e8 emerso che, nel carcere di Voghera, un ex-collaboratore di giustizia, Salvatore Menzo appartenente al clan mafioso di Niscemi, avrebbe deciso, insieme ad altri detenuti, di andare a vivere, al termine della pena, a Perugia, dove aveva una serie di conoscenze utili sia negli ambienti malavitosi, sia nella finanza. Scelta rivelatasi vantaggiosa per il neo gruppo criminale che, da subito, \u00e8 riuscito a imporsi sul territorio, attraverso il traffico di stupefacenti (soprattutto cocaina dalla Lombardia), di armi, il controllo della prostituzione e il riciclaggio di denaro sporco, entrando in contatto con il clan Farao-Marincola di Cir\u00f2 Marina.<\/p>\n<p>Anche una seconda indagine, condotta dal PM di Perugia Duchini, vedono al centro le attivit\u00e0 illegali di Menzo e del suo gruppo, nonch\u00e9 il night club Kristall di Perugina, oltre a numerose altre insospettabili societ\u00e0. Un\u2019inchiesta partita dallo sfruttamento della prostituzione e arrivata al riciclaggio di denaro sporco che vede Menzo, secondo gli inquirenti, al centro di un\u2019intensa attivit\u00e0 di riciclaggio nei settori finanziario e immobiliare. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio clan mafioso, legato ai rispettivi clan di origine e a nuove cellule residenti in Lombardia. Oltre a Menzo nel gruppo troviamo Marcello Russo, pugliese ex-pentito, e Salvatore Conte, casalese, anche lui ex-collaboratore di giustizia, affiliato al clan camorristico La Torre. Quest\u2019ultimo \u00e8 ucciso, nel marzo 2007, all\u2019interno di una faida interna, perch\u00e9 diventato \u201cinaffidabile\u201d. L\u2019omicidio, strano a dirsi, \u00e8 avvenuto proprio sul territorio umbro e il cadavere verr\u00e0 ritrovato in un bosco di Carpiano di Monteurbino, nel novembre 2007.<\/p>\n<p>A raccontare tutto Paolo Carpissati, un imprenditore, che, dopo una serie di disavventure, \u00e8 entrato in contatto con il clan e un gruppo criminale albanese dedito al traffico di stupefacenti. Dalla collaborazione di Carpissati e dopo l\u2019arresto di Marcello Russo emergono anche altri aspetti inquietanti dell\u2019intera vicenda. Il clan agiva in territorio umbro, mantenendosi per\u00f2 in stretto contatto con camorristi campani, stanziati nel capoluogo lombardo.<\/p>\n<p>Le indagini infatti si snodano tra l\u2019Umbria, la Lombardia, ma anche la Toscana e la Sicilia.<\/p>\n<p><strong>A svelare i fitti intrecci e la pericolosit\u00e0 del gruppo, un\u2019indagine della Procura di Firenze su una serie di truffe telefoniche, che ha visto coinvolti il presidente dell&#8217;Arezzo calcio Piero Mancini, titolare della Fly Net di Arezzo, Giuseppe Cimieri, calabrese di Ciro&#8217; Marina, residente a Perugia, il fratello Fancesco Cimieri, residente a Londra, e Carlo Contini, residente a Perugia. <\/strong><\/p>\n<p>I tre avrebbero costituito a Londra due societa&#8217;, la Plug Easy e la Global Management Trade Ldt, dove venivano trasferiti i soldi provento delle attivit\u00e0 illecite. Ed \u00e8 proprio con Salvatore Menzo, capo del clan degli ex pentiti, che i calabro umbri Cimieri e Contini, avrebbero avuto contatti diretti.<\/p>\n<p>Nel febbraio 2008 scatta <strong>l\u2019Operazione Naos<\/strong>, considerata la prima e pi\u00f9 grande operazione an- timafia nel territorio umbro: cinquantasette arresti, di cui venti in Calabria, tra gli arrestati amministratori e dirigenti locali, accusati di poggiare politicamente un accordo imprenditoriale tra \u2018ndrangheta e camorra per controllare e gestire gli appalti in Umbria, impossessarsi di aziende pulite, ed espandere le proprie capacit\u00e0 aziendali e di business. A svelare l\u2019accordo oscuro i carabinieri del Ros che, al termine di un\u2019inchiesta coordinata dalla Dda di Perugia, hanno eseguito gli arresti nei confronti dei presunti appartenenti al sodalizio mafioso collegati al clan dei casalesi e alla \u2018ndrina dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti, una delle cosche calabresi pi\u00f9 forti e pericolose. Le indagini sono state divise in due parti, la prima ha riguardato le cosche calabresi, la seconda, invece, ha permesso di mettere in evidenza, proprio nel territorio umbro, dell\u2019esistenza di un sodalizio legato al clan dei casalesi che, pur mantenendo contatti con l\u2019organizzazione di appartenenza, ha operato in totale autonomia e in collaborazione con la criminalit\u00e0 umbra per gestire il traffico di stupefacenti e di autovetture rubate e clonate, per riciclare il denaro sporco in attivit\u00e0 edilizie e gestire un giro di assegni falsificati. A siglare gli affari calabro-umbri una sostanziale pax mafiosa, in grado di tenere lontana l&#8217;attenzione delle forze dell&#8217;ordine. L&#8217;inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Antonella Duchini, ha evidenziato quelle che nell&#8217;ordinanza di custodia cautelare del gip perugino vengono definite le nuove strategie del gruppo criminale, miranti a spostare, dagli storici territori di appartenenza, l&#8217;attivit\u00e0 soprattutto economica delle famiglie. Riguardo al presunto sodalizio costituito in Umbria, nell&#8217;ordinanza \u00e8 rilevato il suo elevatissimo spessore criminale tenuto conto della rete di intese con i vertici delle famiglie della &#8216;ndrangheta del versante ionico e con i loro emissari. Nel provvedimento si fa inoltre riferimento all&#8217;accordo tra alcuni degli arrestati per costituire a Perugia una serie di societ\u00e0 pulite attraverso le quali aggiudicarsi appalti pubblici e privati mediante concessioni ottenute con intimidazioni e corruzioni. In particolare, le \u2018ndrine calabro umbre, si apprestavano a investire in un centro turistico a Norcia, fra i monti sibillini: un villaggio turistico, comprensivo di campeggio, albergo, ristorante, minimarket e una cinquantina di mini appartamenti nel bel mezzo del Parco nazionale. Gli inquirenti, poi, hanno individuato sul territorio, fra Perugia e Ponte San Giovanni, imprese, intestate a prestanome, nate esclusivamente per la partecipazione ai bandi di gara. Alcune di queste aziende contenute nell\u2019ordinanza di custodia cautelare sono: Teti spa, Bnn costruzioni srl, Emmeb\u00ec costruzioni srl, Italappalti, Imextra spa, IV millennio, Magliulo Costruzioni, Edil Benny. Gli appalti erano concentrati in gran parte nel comune di Marsciano (Pg) dove per realizzare un lavoro sarebbero stati utilizzati materiali scadenti, all\u2019insaputa della ditta pulita che ne copriva l\u2019appalto e che a sua volta lo aveva subappaltato ad altre due ditte: la EdilBenny e la IV Millennio.<\/p>\n<p>Al centro del sodalizio Giuseppe Benincasa, calabrese di origine residente da anni sul territorio umbro, gi\u00e0 noto agli inquirenti come pregiudicato, che era riuscito a porsi grazie alle sue amici- zie in noti ambienti calabresi e umbri come interfaccia, locale e mafiosa, sul territorio.<\/p>\n<p>Dalle attivit\u00e0 d&#8217;indagine \u2013ha scritto il gip &#8211; emergeva come i guadagni illeciti dell&#8217;organizzazione venivano reinvestiti dai singoli in attivit\u00e0 all&#8217;apparenza legali, che permettevano di ripulire enormi quantit\u00e0 di denaro.<\/p>\n<p>A gestire il cartello d\u2019imprenditori sempre Giuseppe Benincasa, ma nelle compagini societarie, oltre a nomi di comodo, figurano altri indagati che, in una sorta di rete d\u2019incarichi di rappresen- tanza, da un lato rendono problematica dall&#8217;esterno la ricostruzione del gruppo societario, dall&#8217;altra hanno consentito al sodalizio di gestire, in maniera unitaria, gli interessi comuni.<br \/>\nL\u2019intera operazione, la prima che sancisce la presenza della mafia, cos\u00ec come la connota il 416 bis, \u00e8 la dimostrazione che non sono infondati gli allarmi riguardanti soprattutto l\u2019intensificarsi del traffico di stupefacenti e come sia in atto, da tempo, il tentativo di esportare e radicare in Um- bria una pratica del malaffare da estendere poi a settori dell&#8217;economia e della societ\u00e0 umbra.<\/p>\n<p>A cura: Confesercenti di Terni-Sos Impresa-Camera di Commercio di Terni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La Mafia, Il suo Ghota e le infiltrazioni nell&#8217;Italia centrale&#8221; Pubblichiamo uno stralcio del documento a cura della Confesercenti di Terni-Sos Impresa\u00a0che rivela la presenza della massofia\u00a0nel territorio\u00a0umbro e nell&#8217;Italia centrale.\u00a0 Dalla banda degli Ex pentiti all\u2019Operazione Naos Indagando sul &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1961\">Continua &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"","footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1961","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-umbria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1961","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1961"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1961\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1961"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1961"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1961"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}