{"id":1851,"date":"2010-12-26T21:24:53","date_gmt":"2010-12-26T20:24:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1851"},"modified":"2010-12-26T21:24:53","modified_gmt":"2010-12-26T20:24:53","slug":"relitto-di-cetraro-pietro-grasso-e-il-ministro-prestigiacomo-non-ci-convincono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1851","title":{"rendered":"RELITTO DI CETRARO: PIETRO GRASSO E IL MINISTRO PRESTIGIACOMO NON CI CONVINCONO!"},"content":{"rendered":"<h2>Una nave e mille misteri<\/h2>\n<p><!-- fine TITOLO --><!-- inizio FIRMA --><em>di Riccardo Bocca<\/em><\/p>\n<p><!-- fine FIRMA --><!-- inizio SOMMARIO -->Dopo i rilievi eseguiti, per il ministro e il procuratore Grasso il caso del relitto dei veleni \u00e8 risolto. Eppure troppi sono ancora i dubbi. E si parla gi\u00e0 di depistaggio<\/p>\n<p><!-- fine SOMMARIO --><!-- inizio TESTO -->(04 novembre 2009)<\/p>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/data.kataweb.it\/kpmimages\/kpm3\/eol\/eol2\/2009\/11\/05\/jpg_2114113.jpg\" alt=\"I rilevamenti sul relitto al largo di Cetraro\" width=\"220\" \/> <em>I rilevamenti sul relitto al largo di Cetraro<\/em><\/div>\n<div>La sera di venerd\u00ec 30 ottobre, l&#8217;emittente calabrese <a href=\"http:\/\/www.telespaziotv.com\/\" target=\"_blank\">Telespazio<\/a> trasmette una puntata davvero speciale del talk show &#8220;<a href=\"http:\/\/perfidia.blip.tv\/posts?view=archive&amp;nsfw=dc\" target=\"_blank\">Perfidia<\/a>&#8220;.<\/div>\n<div>In studio, c&#8217;\u00e8 un gruppo di pescatori della costa tirrenica per parlare dei fondi a loro sostegno, dopo il crollo delle vendite dovuto al caso &#8220;navi dei veleni&#8221;. Uno dei pescatori, Franco, non \u00e8 per\u00f2 d&#8217;accordo. Ha saputo che il giorno prima, nel corso di una conferenza stampa, il ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo e il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, hanno tranquillizzato tutti: \u00abIl caso \u00e8 chiuso\u00bb, ha detto Grasso. La nave di cui il mondo intero ha parlato, a 480 metri di profondit\u00e0 nelle acque davanti a Cetraro, non \u00e8 la pericolosa Cunski affondata dal pentito Francesco Fonti. \u00abSi tratta del piroscafo Catania\u00bb, ha spiegato Prestigiacomo, \u00abcostruito a Palermo nel 1906 e silurato il 16 marzo 1917 da un sommergibile tedesco \u00bb.<\/div>\n<div>Risultato: a bordo non ci sono fusti radioattivi, anzi la stiva \u00e8 vuota e non c&#8217;\u00e8 rischio per la popolazione.<\/div>\n<p>I pescatori, Franco compreso, dovrebbero sentirsi sollevati: fine della paura, riprende la pesca. Invece no. Franco s&#8217;infuria e urla: \u00abNegli anni Novanta c&#8217;erano sei o sette pescherecci a Cetraro, e due sono andati (quella notte con Fonti) a mettere la dinamite!\u00bb. A questo punto, nello studio scende il gelo. Gli altri pescatori sono spiazzati ma lui continua, invitando la magistratura a indagare, \u00aba mettere sotto torchio\u00bb chi andava per mare in quel periodo.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, la cassetta del programma viene acquisita dal procuratore capo di Paola Bruno Giordano. Intanto monta l&#8217;angoscia del pescatore Franco, isolato da colleghi e parenti. \u00abLa verit\u00e0 non interessa a nessuno\u00bb, si lamenta con un cronista.<\/p>\n<p>E non \u00e8 l&#8217;unico, in Calabria, a pensarla cos\u00ec. Nei giorni scorsi, il deputato Franco Laratta (Pd) si \u00e8 definito \u00absconcertato\u00bb dalla situazione. Di pi\u00f9: ha sollevato il dubbio che \u00abqualcuno ci stia prendendo in giro, con depistaggi e mezze verit\u00e0\u00bb tra \u00abnotizie parziali, fatti contraddittori ed eventi prima affermati e poi negati nelle e fra le istituzioni\u00bb. Una sequenza di stranezze che parte il mattino del 27 ottobre, quando il procuratore Grasso si presenta alla commissione parlamentare Antimafia e dice: \u00abProprio stamane, mi \u00e8 stato comunicato che gli ultimi riscontri non danno la certezza che si tratti proprio della Cunski, anche se il castello sembra essere compatibile con l&#8217;indicazione che viene da Fonti\u00bb. L&#8217;altra ipotesi in campo, aggiunge, \u00ab\u00e8 che si tratti del piroscafo Cagliari\u00bb, affondato a inizio anni Quaranta.<script type=\"text\/javascript\"><\/script><br \/>\nTutto chiaro? Al contrario. Passano poche ore, e alle 12,56 l&#8217;agenzia Adnkronos batte una nota del ministro Prestigiacomo: \u00abIl relitto al largo di Cetraro non corrisponde alle caratteristiche della Cunski. Il Rov, il robot sottomarino, ha gi\u00e0 svolto le misurazioni e i rilievi fotografici del relitto\u00bb. Detto questo, le indagini continueranno \u00abcon il prelievo di sedimenti dai fondali, carotaggi in profondit\u00e0 e prelievi di campioni dai fusti\u00bb. Informazioni nette, inequivocabili.<br \/>\nChe vengono smentite, per\u00f2, alle 13,12: un quarto d&#8217;ora dopo. \u00abFinora abbiamo fatto solo esplorazioni acustiche \u00bb, affermano i proprietari della nave Mare Oceano (che sta svolgendo le analisi a Cetraro, e che risulta dell&#8217;armatore Diego Attanasio, coinvolto dall&#8217;avvocato David Mills nel processo in cui \u00e8 stato condannato per aver mentito su Silvio Berlusconi in cambio di denaro). \u00abIl Rov\u00bb, aggiunge la Geolab, \u00abfar\u00e0 altre esplorazioni acustiche e poi quelle visive. Non ci sentiamo di dire con certezza che quella possa o non possa essere la nave Cunski: per noi \u00e8 ancora troppo presto\u00bb.<br \/>\nCom&#8217;\u00e8 possibile tanta confusione? Perch\u00e9 il procuratore Grasso si sbilancia a indicare all&#8217;Antimafia il nome di un relitto sbagliato? E perch\u00e9 il ministro Prestigiacomo parla di rilievi avvenuti, se chi li compie deve ancora iniziare?<br \/>\nDifficile capirlo. Come difficili da interpretare sono le altre sfasature di questa storia. A partire dalle caratteristiche della nave Catania, che stridono con i rilievi svolti sul relitto scoperto il 12 settembre al largo di Cetraro. In quell&#8217;occasione fu calcolata una lunghezza tra i 110 e i 120 metri, una larghezza di circa 20 e un&#8217;altezza di fiancata attorno ai 10.<\/p>\n<div>Ora, invece, basta iscriversi al sito sui disastri navali.<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/una-nave-e-mille-misteri\/2113913\">http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/una-nave-e-mille-misteri\/2113913<\/a><\/div>\n<div>\n<h2>Quei veleni top secret<\/h2>\n<p><!-- fine TITOLO --><!-- inizio FIRMA --><em>di Riccardo Bocca<\/em><!-- fine FIRMA --> <!-- inizio SOMMARIO --><br \/>\nIl governo cerca di nascondere la verit\u00e0 sull&#8217;inchiesta. L&#8217;accusa della parlamentare Pdl dell&#8217;Antimafia. <em>Colloquio con Angela Napoli<\/em><br \/>\n<!-- fine SOMMARIO --><!-- inizio TESTO -->(11 novembre 2009)<\/p>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/data.kataweb.it\/kpmimages\/kpm3\/eol\/eol2\/2009\/11\/11\/jpg_2114401.jpg\" alt=\"La nave  Mare Oceano  al largo di Cetraro\" width=\"510\" \/><\/div>\n<div><em>La nave &#8216;Mare Oceano&#8217; al largo di Cetraro<\/em><\/div>\n<div>Angela Napoli, membro Pdl della commissione parlamentare Antimafia, lo dice apertamente:&#8221;Il governo sta cercando di nascondere la verit\u00e0 sulle navi dei veleni, e su quella di Cetraro in particolare. Si vogliono coprire segreti di Stato, e la strada scelta \u00e8 quella del silenzio. O peggio ancora, di dichiarazioni che non stanno in piedi&#8221;. Parole che arrivano dopo giornate intense. La settimana scorsa Pippo Arena, il pilota del congegno sottomarino che il 12 settembre aveva filmato la nave sui fondali calabresi, ha dichiarato a &#8220;L&#8217;espresso&#8221; che &#8220;due stive erano completamente piene&#8221;. Poi \u00e8 stato il turno del ministero dell&#8217;Ambiente, che ha pubblicato on line le immagini girate a fine ottobre su quello che ha presentato come il piroscafo Catania. Infine \u00e8 spuntata, tra politici e ambientalisti, l&#8217;ipotesi che nel mare di Cetraro ci siano non uno, ma pi\u00f9 relitti. &#8220;Il che potrebbe giustificare la fretta di voltare pagina del ministro dell&#8217;Ambiente&#8221;, dice l&#8217;onorevole Napoli.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;accusa pesante, la sua: su cosa si basa?<\/strong><br \/>\n&#8220;Penso, per esempio, a cosa \u00e8 successo il 27 ottobre quando \u00e8 stato ascoltato dalla commissione Antimafia il procuratore nazionale Piero Grasso. Appena gli ho posto domande vere, scomode, il presidente della commissione Beppe Pisanu ha secretato la seduta&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 sapere, nei limiti del lecito, quali argomenti toccavano le sue domande?<\/strong><br \/>\n&#8220;Chiedevo chiarezza sul ruolo dei servizi segreti in questa vicenda. Domandavo come potesse il pentito Francesco Fonti, che non \u00e8 della zona, indicare il punto dove si autoaccusa di avere affondato una nave, e farlo effettivamente coincidere con il ritrovamento di un relitto. Volevo che superassimo le ipocrisie, insomma. Anche riguardo al memoriale del pentito, che \u00e8 stato custodito per quattro anni, dal 2005, nei cassetti della Direzione nazionale antimafia senza che nessuno facesse verifiche&#8221;.<script type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><strong>Il ministero dell&#8217;Ambiente ha pubblicato sul suo sito le riprese della nave affondata a Cetraro. Non basta?<\/strong><br \/>\n\u00abPu\u00f2 bastare un filmino in bassa risoluzione che, quando clicchi, si apre su YouTube? Non scherziamo. E aggiungo: poniamo anche che le stive risultino vuote. Dov&#8217;\u00e8 finito il carico visto dal pilota il 12 settembre?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un dato \u00e8 certo: alle 12,56 del 27 ottobre, il ministro Prestigiacomo ha detto che il robot aveva gi\u00e0 svolto \u00able misurazioni e i rilievi fotografici del relitto\u00bb. Ed \u00e8 stata smentita due volte: alle 13,12 dello stesso giorno dalla societ\u00e0 Geolab che svolgeva il lavoro (\u00abAbbiamo fatto solo rilievi acustici\u00bb); poi in diretta a Sky da Federico Crescenti, responsabile del Reparto ambientale marino delle capitanerie di porto, il quale ha spiegato che le operazioni in acqua del robot sono iniziate la sera del 27.<\/strong><br \/>\n\u00abDico di pi\u00f9. Sempre il 27 ottobre, la direzione marittima di Reggio Calabria ha trasmesso alla commissione Antimafia una mappa con i punti di affondamento di 44 navi lungo le coste italiane. Guarda caso, in Calabria ci sono nove croci senza nome&#8230;\u00bb.<strong><\/p>\n<p>Rilancer\u00e0 questo elemento in commissione Antimafia?<\/strong><br \/>\n\u00abCerto. Ma \u00e8 difficile che un governo smascheri ci\u00f2 che un altro governo ha occultato. C&#8217;\u00e8 l&#8217;interesse bipartisan ad andare oltre, a dimenticare che il pentito Fonti parla di legami con ex democristiani e socialisti ancora attivi. Ricordiamo che il sottosegretario agli Esteri, in questo governo, fa di nome Stefania e di cognome Craxi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quindi?<\/strong><br \/>\n\u00abBasta con i segreti. Il governo vuole chiudere il caso Cetraro? Renda pubbliche le immagini satellitari dei traffici avvenuti nei mari italiani tra gli anni Ottanta e Novanta. La verit\u00e0 c&#8217;\u00e8 gi\u00e0: basta avere voglia di vederla\u00bb.<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/Quei-veleni--top-secret\/2114385\">http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/Quei-veleni&#8211;top-secret\/2114385<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nave e mille misteri di Riccardo Bocca Dopo i rilievi eseguiti, per il ministro e il procuratore Grasso il caso del relitto dei veleni \u00e8 risolto. Eppure troppi sono ancora i dubbi. 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