{"id":1832,"date":"2010-12-26T20:09:21","date_gmt":"2010-12-26T19:09:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1832"},"modified":"2010-12-26T20:09:21","modified_gmt":"2010-12-26T19:09:21","slug":"calabria-al-veleno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1832","title":{"rendered":"CALABRIA AL VELENO"},"content":{"rendered":"<h2>Calabria al veleno<\/h2>\n<p><!-- fine TITOLO --><!-- inizio FIRMA --><em>di Riccardo Bocca<\/em><\/p>\n<p><!-- fine FIRMA --> <!-- inizio SOMMARIO -->Un&#8217;area radioattiva a pochi chilometri dal luogo del naufragio della motonave Rosso. Il sospetto di altri traffici di sostanze tossiche via mare. Con una grave minaccia per la salute. Ecco le ultime scoperte degli investigatori<\/p>\n<p><!-- fine SOMMARIO --><!-- inizio TESTO -->(20 agosto 2009)<\/p>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/data.kataweb.it\/kpmimages\/kpm3\/eol\/eol2\/2009\/08\/20\/jpg_2107246.jpg\" alt=\"La motonave  Jolly Rosso  incagliata sulla costa di Paola, in Calabria\" width=\"492\" \/> <em>La motonave &#8220;Jolly Rosso&#8221; incagliata sulla costa di Paola, in Calabria<\/em>Alla fine \u00e8 emerso il peggio del peggio. Si \u00e8 trovata un&#8217;area collinare, a pochi chilometri dal litorale cosentino, contaminata dalla radioattivit\u00e0. Si \u00e8 scoperto che in quella stessa zona \u00e8 avvenuto lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti dalle lavorazioni industriali. Sono spuntate testimonianze che collegano questi ritrovamenti a traffici, via mare, di scorie pericolose. E soprattutto, si \u00e8 riscontrato nei comuni limitrofi l&#8217;aumento dei tumori maligni, con un pericolo a tutt&#8217;oggi incombente sulla popolazione.<\/p>\n<p><strong>VIDEO<\/strong> <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/multimedia\/home\/7272242\">Gli intrecci dei veleni sulle coste calabresi<\/a><\/p>\n<p>Una vicenda terribile che parte il 14 dicembre 1990 dalla spiaggia di Formiciche, Calabria, mezz&#8217;ora di macchina a nord di Lamezia Terme. Pochi ombrelloni sparsi, turismo familiare e l&#8217;azzurro tenue del mare costeggiato dalla ferrovia. Qui, 19 anni fa, si \u00e8 arenata davanti agli occhi perplessi dei residenti la motonave Rosso. Secondo l&#8217;armatore Ignazio Messina, si tratt\u00f2 di un incidente provocato dal mare in burrasca. Ai magistrati, invece, venne il dubbio che a bordo ci fossero sostanze tossiche o radioattive: bidoni che avrebbero dovuto essere smaltiti sui fondali marini, e che causa maltempo sarebbero finiti sulla costa, per poi sparire nell&#8217;entroterra. A lungo, come riferito in numerosi articoli da &#8220;L&#8217;espresso&#8221;, gli investigatori hanno cercato di scoprire la verit\u00e0. Sia sul carico della Rosso, sia sulle altre carrette del mare: imbarcazioni in condizioni pietose, mandate a picco nel Mediterraneo colme di scorie. Un lavoro segnato da mille ostacoli e costanti minacce. Il 13 dicembre 1995, dentro questo scenario, \u00e8 morto in circostanze pi\u00f9 che sospette il capitano di corvetta Natale De Grazia, consulente chiave della procura di Reggio Calabria. E intanto, dall&#8217;intreccio tra Italia e altre nazioni (europee e non, comunque disposte a tutto per smaltire pattume tossico) sono uscite le figure di agenti segreti, politici ai massimi livelli, faccendieri massoni e onorati membri della &#8216;ndrangheta. Ma nonostante le migliaia di verbali, di indizi, di indicazioni sui presunti luoghi di occultamento, non si \u00e8 raggiunta per anni la certezza. Ancora il 13 maggio scorso, il gip Salvatore Carpino si \u00e8 trovato ad archiviare il sospetto di affondamento doloso e truffa pendente sugli armatori Messina. E loro hanno festeggiato: dichiarando che quest&#8217;atto chiude una stagione di &#8220;accuse infondate, calunnie, subdole diffamazioni e campagne stampa fondate sul nulla&#8221;.<script type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p>Tutto a posto dunque? Nessuno ha trafficato via mare in rifiuti nucleari? Nessuno, soprattutto, \u00e8 pi\u00f9 autorizzato a ipotizzare retroscena inconfessabili per il caso &#8220;Rosso&#8221;? La risposta \u00e8 no, purtroppo: niente \u00e8 ancora tranquillo in Calabria. Poco \u00e8 stato definitivamente chiarito, in questa storia, e il primo a riconoscerlo \u00e8 il procuratore capo di Paola, Bruno Giordano: il quale non soltanto sta continuando a indagare, ma ha trovato quello che si sospettava da anni: appunto la presenza, a pochi chilometri dalla spiaggia di Formiciche, sulla strada provinciale 53 che sale in collina, di un&#8217;area radioattiva. &#8220;Prudenza e determinazione&#8221;, sono comunque le parole d&#8217;ordine. &#8220;Anzi: ancora pi\u00f9 prudenza che determinazione&#8221;, si corregge Giordano. Teme si scateni il panico, in quest&#8217;angolo di campagna che prende i nomi di Petrone- Valle del Signore e Foresta, e che \u00e8 incastrato tra i comuni di Aiello Calabro e Serra d&#8217;Aiello, lungo il greto del fiume Oliva. Gi\u00e0 nel 2004, l&#8217;Arpacal (Agenzia regionale protezione ambiente calabrese) aveva qui scoperto metalli pesanti e granulato di marmo, utilizzato dalla malavita per schermare la radioattivit\u00e0.<\/p>\n<p>Allora, il perito Ornelio Morselli certific\u00f2 la presenza eccedente di rame e zinco, ma anche di policlorobenzeni (Pcb) con &#8220;caratteristiche tossicologiche analoghe alle diossine&#8221;. Se a questo si somma che un funzionario dell&#8217;ex genio civile, ha ammesso di avere visto un fusto nella briglia del fiume Oliva, si capisce perch\u00e9 l&#8217;ex pm di Paola, Francesco Greco, abbia ipotizzato un nesso tra il ritrovamento dei rifiuti e la motonave Rosso; e pi\u00f9 in generale, un legame tra le sostanze tossiche e i traffici marittimi. Una tesi che qualcuno ha cercato di catalogare come azzardata, ma che oggi, con il ritrovamento di un documento inedito, assume tutt&#8217;altro spessore. Nel 2005, infatti, un investigatore della procura di Paola ha accompagnato al fiume Oliva Amerigo Spinelli, poliziotto municipale di Amantea (paesino accanto alla spiaggia di Formiciche). E nella sua relazione finale, ha scritto: &#8220;Spinelli indic\u00f2 un&#8217;area che (&#8230;) corrisponde al greto della localit\u00e0 Valle del Signore ed aree adiacenti &#8220;. Di pi\u00f9: Spinelli ha riferito &#8220;che un&#8217;ampia zona compresa tra la predetta zona e almeno 200 metri a ovest (&#8230;) era stata interessata dal deposito di rifiuti\/materiali derivanti dallo smantellamento della motonave Rosso&#8221;.<\/p><\/div>\n<div>Fonte: <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/\/2107244\/\">http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/\/2107244\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Calabria al veleno di Riccardo Bocca Un&#8217;area radioattiva a pochi chilometri dal luogo del naufragio della motonave Rosso. 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