{"id":1822,"date":"2010-12-23T16:29:27","date_gmt":"2010-12-23T15:29:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1822"},"modified":"2010-12-23T16:29:27","modified_gmt":"2010-12-23T15:29:27","slug":"de-benedetti-eugenio-scalfari-e-la-massoneria-una-vita-per-il-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1822","title":{"rendered":"DE BENEDETTI, EUGENIO SCALFARI E LA MASSONERIA. UNA VITA PER IL POTERE"},"content":{"rendered":"<div>\n<div><strong>De Benedetti, Eugenio Scalfari e la massoneria. Una vita per il potere.<\/strong>\u00a0<\/div>\n<div>L&#8217;appartenenza di Berlusconi alla loggia p2 in Italia la conoscono tutti&#8230; Molto pi\u00f9 reticenza, invece, c&#8217;\u00e8 sul suo grande avversario politico e mediatico <strong>De Benedetti<\/strong>, ex patron dell&#8217;Olivetti, che possiede la Repubblica, l&#8217;Espresso, e decine di altri giornali locali, e che ha permesso in buona parte l&#8217;ascesa prima di <strong>Rutelli <\/strong>e poi di <strong>Veltroni&#8230; <\/strong><\/div>\n<div><strong>Analoga reticenza incombe\u00a0su Eugenio Scalfari<\/strong>, dal cui pulpito del quotidiano la Repubblica\u00a0negli anni precedenti l&#8217;accesa diaspora con Berlusconi\u00a0mai si \u00e8 sentito affrontare con onest\u00e0 intellettuale e\u00a0trasparenza lo scottante\u00a0tema delle \u00ab<strong>massomafie\u00bb<\/strong> e della capacit\u00e0 di condizionamento\u00a0della magistratura e delle istituzioni democratiche.<strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Sentiamo cosa scrivono su di loro, partendo da De Benedetti:\u00a0<\/div>\n<div><strong>Ferruccio<\/strong> <strong>Pinotti\u00a0in \u201cFratelli d&#8217;Italia\u201d <\/strong>(Edizioni Bur):<\/div>\n<div>\u201cDe Benedetti risulta essere entrato nella massoneria a Torino, nella <strong>loggia Cavour del Grande Oriente d&#8217;Italia<\/strong> (GOI), &#8216;regolarizzato col grado di Maestro il 18 marzo 1975 con brevetto n.21272&#8217; (Ansa, 5 novembre 1993).<\/div>\n<div>L&#8217;informazione \u00e8 accertata in quanto proviene direttamente dal Gran Maestro del Goi Gustavo Raffi, che lo ha dichiarato pubblicamente nel 1993&#8230;. Il Gran Maestro Raffi ha affermato che De Benedetti era &#8216;proveniente dalla massoneria di piazza del Ges\u00f9&#8217;. Quindi la sua affiliazione dovrebbe essere anteriore: a quando risale? Ancora pi\u00f9 interessante sarebbe capire a quale loggia di piazza del Ges\u00f9 appartenesse l&#8217;imprenditore. E&#8217; noto infatti che la massoneria di piazza del Ges\u00f9, molto forte in Piemonte, aveva al pari del GOI delle logge coperte, la pi\u00f9 celebre delle quali \u00e8 stata <strong>Giustizia e Libert\u00e0<\/strong>, cui sarebbero appartenuti<strong> Cuccia, Merzagora, Carli<\/strong> e altre figure della finanza laica. Sembra inoltre che la Giustizia e Libert\u00e0 sia confluita nel Grande Oriente nel 1973. Ma De Benedetti non \u00e8 entrato nel Goi col grado di Apprendista: era gi\u00e0 Maestro in una non meglio identificata loggia di piazza del Ges\u00f9. Quale? Impossibile stabilirlo, certo \u00e8 curioso che molti anni dopo De Benedetti lanci un&#8217;iniziativa politica chiamata \u00ab<strong>Libert\u00e0 e Giustizia\u00bb<\/strong>, con <strong>Enzo Biagi, Umberto Veronesi, Giovanni Sartori, Umberto Eco, Claudio Magris<\/strong>&#8230;.<\/div>\n<div>&#8220;Sta di fatto che, secondo Raffi, De Benedetti resta nel Grande Oriente, come Maestro, dal marzo 1975 al dicembre 1982. Un periodo estremamante significativo, in cui accadono molti eventi forti legati alla massoneria. Un anno dopo l&#8217;ammissione al Grande Oriente, nel 1976, a De Benedetti viene affidata la carica di amministratore delegato della Fiat&#8230;\u201d.<\/div>\n<div>&#8220;<strong>De Bendedetti entra ed esce dalla massoneria come da un taxi<\/strong> &#8221; (Stefano Cigolani)\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;Eugenio Scalfari e la massoneria. Una vita per il potere.<\/strong><\/p>\n<p>Ecco cosa scrive su di lui Giancarlo Perna nella &#8220;biografia non autorizzata&#8221; dal titolo: \u00ab<strong>Scalfari &#8211; Una vita per il potere\u00bb <\/strong>\u00a0(Leonardo editore, 1990), accolta al suo apparire, come scrisse l&#8217;autore, da un &#8220;<strong>fragoroso silenzio stampa<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Leggiamo da p. 13 e seguenti: &#8220;<em>Come tutti, <strong>Eugenio ha aderito al GUF, la giovent\u00f9 universitaria fascista<\/strong>. La sede \u00e8 palazzo Braschi. Ecco perch\u00e8 \u00e8 l\u00ec, lontano dall&#8217;universit\u00e0, a due passi da piazza Navona, un giorno dell&#8217;inizio del &#8217;42<\/em>&#8220;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Scalfari ha un&#8217;ispirazione: collaborare a &#8220;Roma fascista&#8221;, il settimanale del movimento<\/strong>&#8230; In redazione c&#8217;\u00e8 Ferruccio Troiani col quale Eugenio simpatizza. Negli anni Cinquanta, saranno insieme all'&#8221;Europeo&#8221;. C&#8217;\u00e8 Enzo Forcella, oggi editorialista di &#8220;Repubblica&#8221; e consigliere comunale di Roma eletto nelle liste comuniste nell&#8217;autunno del 1989. C&#8217;\u00e8 Paolo Sylos Labini, futuro grande economista e collaboratore di &#8220;Repubblica&#8221;. Ci sono Luciano Salce e Massino Franciosa, registi cinematografici di sinistra degli anni Sessanta&#8221;&#8230;\u00a0&#8220;Su &#8220;Roma fascista&#8221; Eugenio si mette subito in luce. Per sei mesi la inonda di corsivi e articoli&#8230;Un paio di brani, tanto per capire. E&#8217; il 16 Luglio del 1942. Gli piace Mussolini. Ma la guerra va male. Ci sono critiche. Il ragazzo insorge: &#8220;<em>Noi siamo pronti a marciare, a costo di qualsiasi sacrificio, contro tutti coloro che tentano di fare mercimonio della nostra passione e della nostra fede. E ancora oggi \u00e8 la stessa voce del Capo che ci guida e ci addita le mete da attingere<\/em>&#8220;. Titolo: Aristocrazia&#8221;. &#8220;Passa l&#8217;estate e gli viene il pallino dell&#8217;impero e della razza italiana. Il 24 Settembre esce l&#8217;articolo: Volont\u00e0 di potenza. &#8220;<em>Gli imperi quali noi li concepiamo&#8221; scrive Scalfari con un sussiego che sopravviver\u00e0 al crollo del regime &#8220;sono basati sul cardine di razza escludendo perci\u00f2 l&#8217;estensione della cittadinanza da parte dello Stato Nucleo alle altre genti<\/em>&#8220;. &#8220;In redazione si va due volte alla settimana. Una per concordare i contenuti dell&#8217;articolo. L&#8217;altra per consegnarlo. Ma per festeggiare il ventennale della marcia su Roma col numero del 28 Ottobre 1942, Pintus [il direttore] convoca una megariunione dei redattori. I giovani decidono di fare un giornale di fuoco. Si sentono tutti moschettieri del Duce attorniato, secondo loro, da imbelli, pancepiene e traditori&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Ne viene fuori un numero che \u00e8 un inno al fascismo rivoluzionario delle origini, allo stato etico, allo stato sociale sul tipo della futura repubblica di Sal\u00f2, e compagnia cantante<\/strong>. Titolo di copertina: Primo ventennio: avanti verso la rivoluzione sociale. Mussolini, che aveva altre gatte da pelare, prende i redattori per dei pericolosi imbecilli. Chiude il settimanale colpevole di eccesso di zelo e manda tutti a spasso&#8221;. &#8220;Fascismo e GUF&#8221;, continua Perna, &#8220;erano comunque agli sgoccioli. Comincia a tirare un&#8217;altra aria. Quattro mesi dopo le riflessioni sull&#8217;imperialrazza, Scalfari ha gi\u00e0 infilato un piede e mezzo nell&#8217;antifascismo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nel libro di Giancarlo Perna, Scalfari, una vita per il potere, leggiamo anche<\/strong>: \u00ab<strong>Scalfari-padre era massone<\/strong>. <strong>Una tradizione di famiglia<\/strong>. Il capostipite fu don Antonio, che, a cavallo tra il sette e l\u2019ottocento, fond\u00f2 la <strong>Loggia della Calabria<\/strong> <strong>uniforme<\/strong> (&#8230;). Eugenio ha i ritratti degli avi che indossarono il grembiulino appesi nella sua villa di campagna, a Velletri. Su ognuno c\u2019\u00e8 l\u2019emblema massonico scalfariano: uno scudetto a due campi: uno con la scure e l\u2019altro con il ponte (&#8230;). Con la caduta del fascismo (&#8230;) Pietro (padre di Eugenio) fu tra i fondatori della loggia locale\u00bb.<\/p>\n<div>\n<div><a title=\"Permalink a SCALFARI, CIAMPI E L\u2019ONDA LUNGA DEL \u201892\" rel=\"bookmark\" href=\"http:\/\/www.stampalibera.com\/?p=13897\">SCALFARI, CIAMPI E L\u2019ONDA LUNGA DEL \u201892<\/a><\/div>\n<div>13 luglio 2010 di \u00a0<a title=\"Autore\" href=\"#\">Lino Bottaro<\/a>\u00a0 e Alfredo Musto <a href=\"http:\/\/conflittiestrategie.splinder.com\/post\/22898770\/scalfari-ciampi-e-l%25E2%2580%2599onda-lunga-del-%25E2%2580%259892-di-alfredo-musto\" target=\"_blank\"><em>Conflitti e Strategie<\/em><\/a> 20 giugno 2010<\/div>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.piazzarossetti.it\/cmsystem\/allegati\/user_upload\/3160_1.jpg\" alt=\"\" width=\"314\" height=\"235\" \/>L\u2019onda lunga del 1992, l\u2019onda lunga della morsa che stringe l\u2019Italia, l\u2019onda lunga della destabilizzazione e della penetrazione dei poteri che stanno sfibrando il tessuto politico, economico e sociale del Paese, mostra la sua forza d\u2019urto riversandosi in ogni campo. Naturalmente, infiltrandosi nei meccanismi dell\u2019informazione e della propaganda, anzi dominandoli.<br \/>\nL\u2019establishment della stampa e dell\u2019editoria ricalca l\u2019impronta di azione e controllo dei soggetti strategici che da decenni reggono le fila di un continuum oramai chiaramente ideologico e caricaturale. Ne costituiscono una formidabile incarnazione Eugenio Scalfari e la sua emanazione <em>Repubblica<\/em>, espressioni di quel coacervo laico-azionista-massonico che ha caratterizzato fortemente i passaggi storici di questo Paese e a cui si ricollegano personaggi e vicende di primo piano, negli avamposti della politica, della finanza, della cultura cos\u00ec come dietro le quinte dei circoli e degli ambienti di comando e pressione.<br \/>\nI custodi delle verit\u00e0 precostituite e delle letture storiche preconfezionate amano spesso e volentieri menar vanto di lungimiranti intuizioni e di eccelse frequentazioni ideali o effettive. Costruiscono e aderiscono ad un immaginario di personaggi e ad uno scenario di eventi che poi calano sulla cosiddetta opinione pubblica, appositamente indotta o educata a credervi.<br \/>\nScalfari, noto trombone di siffatto <em>modus agendi<\/em>, si \u00e8 cos\u00ec prodigato per s\u00e9 e per la Nazione nell\u2019encomio di un uomo-simbolo che in tutti questi anni si \u00e8 voluto piazzare sul piedistallo di moderno Padre della Patria, con tanto di \u201c<em>medaglia<\/em>\u201d al valore e al merito. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/_Y2j0v4G03GQ\/S7BqClbLbeI\/AAAAAAAAAFc\/XLBCdmsr1NM\/s320\/scalfari.jpg\" alt=\"\" width=\"167\" height=\"232\" \/>Scalfari loda Ciampi, dunque. L\u2019occasione, l\u2019ennesima, \u00e8 l\u2019uscita del libro-conversazione dell\u2019ex presidente con Arrigo Levi. Dagli spunti che fornisce il fondatore de la Repubblica pare trattarsi di qualcosa decisamente differente dal pregnante \u201c<em>Fotti il potere<\/em>\u201d di un altro ex presidente quale Cossiga.<br \/>\nIn questo suo \u201c<em>Ciampi, le tre vite del presidente. Autoritratto di un servitore dello Stato<\/em>\u201d [in data 17 giugno], Scalfari va in digressione sulla vita di quello che definisce \u201c<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2010\/06\/17\/news\/ciampi_le_tre_vite_del_presidente_autoritratto_di_un_servitore_dello_stato-4910575\/index.html?ref=search\" target=\"_blank\"><em>un personaggio unico nella storia dell\u2019Italia repubblicana<\/em><\/a>\u201d. Ecco, distanti dalla ferma tenuta liberal-democratica dell\u2019egregio Direttore, molto pi\u00f9 volgarmente il Gran Maestro livornese nei nostri ricordi \u00e8 un dissolutore dello Stato. La sua ascesa alle postazioni di comando \u00e8 stata figlia dei tempi.<br \/>\nCiampi rappresenta quella fase di passaggio dalla primazia della politica alla prassi tecnocratica ed economicistica. Costituisce, di fatto, uno di quei personaggi dotati di un apparentemente neutrale sapere tecnico che si \u00e8 voluto presentare come imprescindibile per muoversi all\u2019interno delle nuove dinamiche globali. Cos\u00ec \u00e8 accaduto che un Governatore della Banca d\u2019Italia e punto di riferimento di una certa corrente finanziaria con determinati assetti e mire strategiche, sia stato indicato tra i prescelti a condurre il Paese in una fase di instabilit\u00e0 politico-economica.<br \/>\nTuttavia, se \u00e8 pur vero che egli viene fuori da e in una situazione d\u2019urgenza, resta il fatto che questa \u00e8 stata determinata da un insieme di cause scatenati che non piovono dal cielo, ma sono la risultante di quello che pu\u00f2 essere definito \u2013 a maggior ragione oggi a distanza di anni- un processo di ridisegnamento geopolitico e geoeconomico, all\u2019interno del quale si inserisce a pieno titolo quell\u2019\u201d<em>oscuro<\/em>\u201d fenomeno null\u2019affatto solo giudiziario che fu <em>Mani Pulite<\/em>.<br \/>\nDi Ciampi, a differenza delle complici reticenze di Eugenio Scalfari, preferiamo ricordare le sue per nulla sagge iniziative in particolare da Governatore nel \u201992 e poi da Presidente del Consiglio nel \u201993, a parte quelle da Ministro indiscusso del Tesoro dal \u201996 al \u201999. La sua esaltazione storiografico-giornalistica \u00e8 speculare alla mitizzazione fatta di Maastricht, dei suoi parametri eretti a dogmi di fede inattaccabile, e della moneta unica europea.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/biografieonline.it\/img\/bio\/g\/Giuliano_Amato.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"263\" \/>Negli anni Novanta l\u2019europeismo \u00e8 tutta un\u2019alchimia tecno-finanziaria. Ciampi \u00e8 come un profeta. Alla guida di <em>Bankitalia<\/em>, in combutta con il fanta-socialista Amato e con le centrali della finanza e dei predoni nazionali ed internazionali, oper\u00f2 la scelta della svalutazione della lira. Nei primi mesi del 1992, le parit\u00e0 di cambio all\u2019interno dello SME erano pressoch\u00e9 consolidate, senza che ci fossero particolari oscillazioni oltre i limiti prefissati. Da parte sua, l\u2019Italia presentava una bilancia commerciale nella sostanza equilibrata e un monte di riserve valutarie intorno ai 34 miliardi di ECU, pi\u00f9 o meno 52mila miliardi di lire. Nello scombussolamento generale in atto e nel convergere di diversi fattori endogeni ed esogeni, cal\u00f2 una significativa manovra finanziaria a far scricchiolare gli assestamenti degli anni precedenti. Nel mirino c\u2019era, tra le altre monete, la lira. In cabina di regia operavano Soros&amp;soci. I loro bracci armati come l\u2019agenzia di rating <em>Moody\u2019s<\/em> lanciavano campagne a discredito del Paese.<br \/>\nAl trio Ciampi-Amato-Barucci non poteva sfuggire che un attacco di quel tipo non poteva essere contrastato operando sul mercato dei cambi con una solitaria iniziativa nazionale, anche in virt\u00f9 delle condizioni di libera convertibilit\u00e0. Sarebbe stato necessario almeno un sostegno tedesco, il che era evidente non fosse possibile. La <em>Bundesbank<\/em> non aveva intenzione di tener fede ormai agli accordi SME, la stessa Germania avrebbe tratto vantaggio dalla svalutazione della lira. Cos\u00ec, con larvato autolesionismo o meglio con subdola complicit\u00e0, si provvedeva ad attuarla con un iniziale 7% poi in crescendo. La lira scivolava via dallo SME. A fronte di un\u2019estemporanea boccata d\u2019ossigeno sarebbero emersi almeno tre fattori, tutti indicativi di una manovra di destabilizzazione: i profitti dell\u2019orda di speculatori, il dissanguamento delle riserve finanziarie e il deprezzamento della vasta gamma di aziende pubbliche per le quali si preparava il de profundis. La consolidata struttura di economia mista italiana entrava praticamente nel ciclone liberista.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.asromalive.com\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/soros-roma-trattativa.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"288\" \/>Il 2 giugno, sul <em><strong>Britannia<\/strong><\/em>, si raggiungeva un\u2019altra tappa del regime change all\u2019italiana. E non casualmente, ma in perfetta sinergia, all\u2019attacco economico-finanziario si affiancava in quel periodo quello politico, all\u2019uopo per via giudiziaria, con l\u2019operazione <em>Mani Pulite<\/em> (nome in codice <em>cleanhands<\/em>). Sorvoliamo sulle altrettanto non casuali sanguinarie sortite della Mafia, a proposito delle quali lo stesso tecno-Carlo Azeglio di recente ed il clan di Repubblica da sempre, continuano a fare opera di depistaggio. Evidentemente il nostro Ciampi, in scioltezza spalleggiato da Washington, Londra e Bruxelles, assurgeva a fidato alfiere del processo di sgretolamento predisposto per l\u2019Italia.<br \/>\nIn uno scenario politico sempre pi\u00f9 cumulo di macerie, nasceva il primo governo tecnico della storia della Repubblica, con a capo il <strong>Gran Maestro<\/strong> (aprile \u201993- maggio \u201994). Sintomo palese di una frattura storica. Prima di lui, fu Badoglio. In seguito ad un colpo di Stato. Allora il \u201943, ieri il \u201992. E ho detto tutto. Il governo Ciampi non bad\u00f2, come naturale che fosse, alla tenuta del sistema. Nacque per gestire un itinerario all\u2019interno di una transizione eterodiretta. In quei giorni si consum\u00f2 la liquidazione dei vecchi partiti baluardo di un dato assetto, di una data politica; si redisse una riforma elettorale di tipo maggioritario e si avvi\u00f2 tutto quell\u2019infausto processo di dismissioni-privatizzazioni che segner\u00e0 il ciclo degli anni Novanta, di chiara matrice centro-sinistra.\u00a0Ci preparavamo a \u201c<em>fare all\u2019americana<\/em>\u201d<br \/>\nLe sue parole al convegno <em>I Nobel<\/em> a Milano, riecheggiano la solita solfa del linguaggio moderno-liberista: <em>\u201c\u2026 i mali d\u2019Italia si identificano in tre rigidit\u00e0: quella del sistema economico finanziario, basato su grandi imprese in gran parte di propriet\u00e0 pubblica incapaci di sviluppare un vero mercato del capitale di rischio; la rigidit\u00e0 del mercato del lavoro e del sistema fiscale; la rigidit\u00e0 della pubblica amministrazione. Assieme, queste tre rigidit\u00e0 &#8211;<\/em> afferma Ciampi <em>&#8211; hanno disegnato un volto del sistema economico italiano in cui la propensione naturale per il mercato \u00e8 stata svilita, in cui lo stato \u00e8 stato troppo presente dove non avrebbe dovuto essere \u2013 favorendo in tal modo l\u2019inquinamento da corruzione \u2013 e non abbastanza presente dove avrebbe dovuto: nell\u2019azione in difesa della concorrenza, nello sradicamento dell\u2019economia criminale, nella promozione dei mercati finanziari al servizio di tutti<\/em>\u201c. [da \u201c<em>I giorni dell\u2019IRI<\/em>\u201d di M. Pini]<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.piazzaffari.info\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/mario_draghi.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"251\" \/>E venne l\u2019ora delle intuizioni. Come \u201c<em>la politica di concertazione delle parti sociali<\/em>\u201d \u2013 per sua stessa definizione \u2013 che volevasi rivelare il mezzo per far fronte alle nuove dinamiche del mercato del lavoro. I sindacati, gi\u00e0 sclerotizzati, stavano al gioco. Come l\u2019abolizione dei limiti vigenti dalla legge bancaria del 1936 in merito alla separatezza tra banche e industria. Come la nomina di un comitato di consulenza per le privatizzazioni con a capo Mr Mario <em>Goldman Sachs<\/em> Draghi, di pari passo col ritorno all\u2019IRI di quell\u2019altro fuoriclasse della distruzione ovvero Romano Prodi.<br \/>\nDel duo sfasciacarrozze Carlo Azeglio \u2013 Romano ricordiamo la privatizzazione della Banca Commerciale Italiana, del Credito Italiano, di buona parte del settore agro-alimentare dell\u2019IRI, della Nuova Pignone ENI. Con la logica della \u201c<em>ristrutturazione<\/em>\u201d, nel \u201993 fu messa mano all\u2019ILVA. Praticamente l\u2019inizio della fine della grande siderurgia italiana. Praticamente con Ciampi si avvia \u2013 per continuare poi con lui stesso al Tesoro- in maniera operativa la disintegrazione del controllo pubblico di banche ed industrie, l\u2019annullamento di una visione strategica nazionale attraverso l\u2019abbattimento dei settori chiave, l\u2019appiattimento alle logiche eurocratiche con le relative disfunzioni nel mondo del lavoro ed in quello produttivo. Un\u2019azione scientemente condotta. Persino eversiva.<br \/>\nScalfari, nella sua stucchevole sottolineatura dell\u2019alto profilo istituzionale, non manca di far notare l\u2019altro lato dell\u2019atlantismo dell\u2019ex presidente, accennando alla \u201c<em>riunione del Consiglio supremo di Difesa da lui convocato all\u2019inizio della guerra americana in Iraq, che impose al governo la formula della \u201cpartecipazione pacifica\u201d del contingente italiano all\u2019iniziativa di Bush, visto che la nostra Costituzione impedisce guerre offensive<\/em>\u201d. Chiaro, no?<br \/>\nCi vuole la tenacia, la complicit\u00e0 e la visione azionista di Scalfari per definire Carlo Azeglio Ciampi \u201c<em>un servitore dello Stato<\/em>\u201d. All\u2019uno e all\u2019altro, del resto, non manca una pedante retorica intrisa di formalismo liberal-democratico, la stessa in uso per giustificare e incensare le manovre di potere e gli sconquassi che segnano Italia dal \u201992 ad oggi. La stessa, del resto, in uso quando si ergono a legittimi paladini del bon ton costituzionale e della retta via da perseguire in ossequio ai dettami tecnocratici che provengono dalle \u201c<em>alte cariche<\/em>\u201d nazionali o estere. L\u2019accolita di giornalisti e intellettuali alla Scalfari dipinge sempre gli interventi e le mosse di grigi funzionari e integerrimi liberal-democratici come fossero le sublimi e necessarie posizioni che ad un Paese moderno e riformista spetterebbe assumere.<\/p>\n<p>La solita solfa.<\/p>\n<p>da <a href=\"http:\/\/www.stampalibera.com\">www.stampalibera.com<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>De Benedetti, Eugenio Scalfari e la massoneria. Una vita per il potere.\u00a0 L&#8217;appartenenza di Berlusconi alla loggia p2 in Italia la conoscono tutti&#8230; Molto pi\u00f9 reticenza, invece, c&#8217;\u00e8 sul suo grande avversario politico e mediatico De Benedetti, ex patron dell&#8217;Olivetti, &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1822\">Continua &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"","footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-1822","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lombardia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1822","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1822"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1822\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1822"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1822"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1822"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}