{"id":1706,"date":"2010-10-25T17:09:10","date_gmt":"2010-10-25T16:09:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1706"},"modified":"2010-10-25T17:09:10","modified_gmt":"2010-10-25T16:09:10","slug":"morire-di-t-s-o-non-deve-accadere-piu-a-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1706","title":{"rendered":"MORIRE DI T.S.O.: NON DEVE ACCADERE PIU&#039; A NESSUNO!"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: x-small;\">CAGLIARI. COME\u00a0UN ONESTO AMBULANTE\u00a0POSSA VENIRE CONDANNATO A MORIRE DI MALAGIUSTIZIA E MALASANITA&#8217; PER DIFENDERE IL PROPRIO LAVORO.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Era il 15 giugno 2006 quando<strong> Giuseppe Casu<\/strong> fu ricoverato contro la sua volont\u00e0 presso il reparto psichiatrico dell\u2019ospedale Santissima Trinit\u00e0 di Cagliari dove <strong>mor\u00ec legato al proprio letto di contenzione 7 giorni dopo<\/strong>. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Dopo oltre 4 anni di menzogne e spudorate falsit\u00e0 smontate una per una dal pm Giangiacomo Pilia e dai periti nominati dal giudice Simone Nespoli, l\u2019iter processuale \u00e8 finalmente approdato al rinvio a giudizio dei sanitari.<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><a onclick=\"foto('\/bin\/364.$plit\/orig_C_0_articolo_493881_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg');return false;\" href=\"#\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Ma vediamo con ordine i fatti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cSe ne va anche l\u2019ultimo ambulante\u201d, titolava l\u2019articolo apparso su \u201cL\u2019Unione Sarda\u201d il 16 giugno 2006, il giorno dopo il trasferimento coatto di Giuseppe Casu all\u2019ospedale Santissima Trinit\u00e0 (chiamato anche \u201cIs Mirrionis\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>La giunta regionale, all\u2019epoca, aveva intrapreso una vera e propria battaglia contro gli ambulanti, non risparmiando multe da capogiro<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Al signor Casu ne erano state comminate due da 5mila euro ognuna a 24 ore di distanza, motivo che gli avrebbe fatto perdere le staffe e che avrebbe spinto i Carabinieri ad eseguire il trattamento sanitario obbligatorio (TSO), ovvero il ricovero coatto presso l\u2019ospedale cagliaritano.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In\u00a0passato il signor Casu aveva subito dei ricoveri per esaurimento nervoso, ma mai nessuno forzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Il 22 giugno la morte di Casu, legato disumanamente senza alcuna ragione al proprio letto di contenzione.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019autopsia eseguita presso il nosocomio \u201cIs Mirrionis\u201d ed effettuata dall\u2019anatomopatologo Antonio Maccioni stabilisce che la causa del decesso dell\u2019allora 60enne fu un\u2019embolia polmonare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La procura di Cagliari apre un\u2019inchiesta e la morte del signor Casu si tinge subito di mistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il giudice monocratico Simone Nespoli dispone il sequestro dei reperti anatomici, oltre a quello delle cartelle mediche.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Sono proprio gli organi a destare qualche sospetto: non sarebbero quelli del signor Casu ma apparterrebbero ad un uomo realmente morto di embolia polmonare.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nL\u2019ospedale Santissima Trinit\u00e0 viene cos\u00ec investito dalla bufera. Il primario del reparto di psichiatria, dottor Giampaolo Turri, viene sospeso dall\u2019ASL 8 di Cagliari mentre il medico curante Maria Rosaria Cantone si dimette immediatamente. Turri verr\u00e0 poi reintegrato e l\u2019ASL 8 annuncia che vi sono stati errori dei medici ma che non vi saranno punizioni. Resta da chiarire la posizione del primario di anatomia dottor Antonio Maccioni soprattutto riguardo allo scambio degli organi del signor Casu e in merito ai risultati della perizia contestati dalla pubblica accusa e dai periti di parte, in netta contrapposizione con la linea adottata dai legali di Maccioni e dei relativi periti.<br \/>\nLo scorso 29 settembre si \u00e8 arrivati alla prima resa dei conti: i periti super-partes Rita Celli, Elda Feyles e Guglielmo Occhionero, nominati dal giudice Simone Nespoli, smentiscono la difesa e danno ragione alle tesi esposte dal pm Gian Giacomo Pilia. Non fu un\u2019embolia polmonare a causare il decesso di Giuseppe Casu, come sostenuto dal primario Turri, dalla dottoressa Cantone e dall\u2019anatomopatologo Maccioni e come suggeriva l\u2019autopsia che, come dimostrato dall\u2019accusa, era quella di un altro uomo.<\/p>\n<p>Il decesso del signor Casu \u00e8 stato provocato da \u201cuna contenzione troppo prolungata e da un evento cardiaco acuto, prevedibile e prevenibile\u201d, come si legge dalla relazione di 55 pagine. Nel resoconto peritale vengono mosse critiche alla fase diagnostica e all\u2019assistenza fornita al signor Casu.<br \/>\nLe conclusioni degli esperti sono lapidarie: \u201cnel caso del paziente Casu non ricorre quasi mai il requisito del pericolo di vita che avrebbe motivato una contenzione. Delirava e dunque al pi\u00f9 avrebbe delirato con maggiore intensit\u00e0. E non risulta in letteratura che mai nessuno sia morto per delirio o allucinazioni\u201d.\u00a0<br \/>\nI periti parlano senza mezzi termini di sequestro di persona e lo fanno sotto un profilo strettamente giuridico. Affrontando la questione della contenzione fisica hanno escluso che Casu sia stato ucciso da una trombo-embolia polmonare legata alla lunga immobilit\u00e0, come invece avevano diagnosticato i medici del Santissima Trinit\u00e0 subito dopo l&#8217;improvvisa morte dell&#8217;ambulante. I periti Elda Feyles, specialista in anatomia e istologia patologica, Guglielmo Occhionero, psichiatra, e Rita Celli, medico legale, hanno innanzitutto individuato le norme: gli articoli 13 e 32 della Costituzione sulla inviolabilit\u00e0 della libert\u00e0 personale e sul consenso all&#8217;atto terapeutico, il codice deontologico di medici e infermieri sulla contenzione fisica e farmacologica come evento straordinario e motivato, il codice penale: se c&#8217;\u00e8 uno stato di necessit\u00e0 la misura di contenzione, sempre proporzionale al pericolo attuale di un danno grave non altrimenti evitabile, non solo pu\u00f2 ma deve essere applicata se non si vuole incorrere nel reato di abbandono di incapace. I periti sono sicuri: \u00abLa contenzione fisica \u00e8 ammessa solo allo scopo di tutelare la vita o la salute della persona&#8230; qualora la contenzione fosse sostenuta da motivazioni di carattere disciplinare o per sopperire a carenze organizzative o per convenienza del personale sanitario si possono configurare i reati di sequestro di persona, violenza privata, maltrattamenti\u00bb.<\/p>\n<p>Non solo, i periti negano che la contenzione a letto sia da considerare un trattamento sanitario vero e proprio: \u00abIn generale, per prestare le prime cure il medico deve intervenire e vincere la resistenza solo se il paziente si trova in vero pericolo di vita. Nei casi psichiatrici quel pericolo non c&#8217;\u00e8 quasi mai perch\u00e9 raramente esiste un pericolo di vita rispetto a una malattia mentale. Non risulta che mai nessuno sia morto di allucinazioni o delirio\u00bb. I periti valutano dunque \u00abeccessivo\u00bb legare a letto un paziente anche se per impedirgli il suicidio o costringerlo a curarsi. Di l\u00ec la conclusione: \u00abLa diretta coercizione non \u00e8 fra le prestazioni richiedibili allo psichiatra. E visto che l&#8217;organigramma del nuovo assetto della psichiatria non prevede figure di personale di custodia (come prima della legge Basaglia che ha chiuso i manicomi), essendo venuta meno tale esigenza che caratterizzava la vecchia normativa manicomiale, il ricorso all&#8217;uso della forza fisica \u00e8 esterno al rapporto terapeutico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Lo scorso 11 ottobre vi \u00e8 stata un\u2019udienza durante la quale i periti super-partes e quelli dell\u2019accusa hanno confermato quanto ribadito il 29 settembre e restano dunque in piedi i rinvii a giudizio a carico del dottor Turri e della dottoressa Cantone, che dovranno rispondere di omicidio colposo il prossimo 29 novembre.<\/p>\n<p>Il procedimento bis, invece, riguarda l\u2019operato del dottor Maccioni accusato di avere collaborato a coprire gli errori di Turri, occultando e sostituendo i reperti anatomici di Giuseppe Casu. Il signor Casu non mor\u00ec per via di un\u2019embolia polmonare ma a causa di un\u2019evento cardiaco, accentuato dai farmaci somministrati e dalla contenzione. Una morte evitabile.<\/p>\n<p>La famiglia Casu \u00e8 stata supportata, durante questi quattro anni, da associazioni e comitati che hanno fornito aiuto psicologico ed economico. La figlia Natascia dal canto suo ha fatto di tutto per tenere viva la memoria di suo padre e, tramite il blog <a href=\"http:\/\/www.veritaxmiopadre.blogspot.com\/\">www.veritaxmiopadre.blogspot.com<\/a>, informa i propri lettori su quanto \u00e8 accaduto e quanto sta accadendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019Azienda Sanitaria Locale se ne lava le mani e afferma che il dottor Turri \u00e8 andato in pensione alla fine del 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019ospedale non rilascia dichiarazioni giacch\u00e9 vi\u00a0sarebbe in corso un procedimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Natascia Casu, la combattiva sorella,\u00a0ha invece rilasciato un&#8217;intervista al Tgcom, che pubblichiamo integralmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0<strong>&#8220;Finalmente c&#8217;\u00e8 giustizia&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Natascia Casu non si \u00e8 mai arresa<\/strong>, davanti alle difficolt\u00e0 all\u2019apparenza insormontabili e commenta a Tgcom il rinvio a giudizio di <strong>Giampaolo Turri<\/strong>, primario del reparto di psichiatria dell\u2019ospedale cagliaritano Santissima Trinit\u00e0 e della dottoressa Maria Cantone che aveva in cura suo padre. \u201cNon deve pi\u00f9 accadere a nessuno\u201d, \u00e8 il messaggio che la famiglia Casu vuole arrivi a tutti gli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Natascia, ci vuole raccontare quali speranze ha acceso questa nuova e per certi versi inattesa decisione?<br \/>\n<\/strong>Pi\u00f9 che accendere riesce a tenere viva la nostra solita speranza di capire perch\u00e8 mio padre \u00e8 morto.<\/p>\n<p><strong>Un ricovero coatto che non aveva modo di esistere, una contenzione disumana, interrogazioni parlamentari rimaste senza risposta&#8230; Come ha fatto a non perdere la forza di continuare?<br \/>\n<\/strong>C&#8217;\u00e8 una forza che si chiama amore, per un padre, per un uomo,\u00a0 per la voglia di conoscere la verit\u00e0, per il senso di giustizia, per la speranza che non capiti pi\u00f9 a nessuno. E un trattamento inumano perch\u00e9 non mi stancher\u00f2 mai di dire che per me legare una persona, per cos\u00ec tanto tempo poi, \u00e8 solo tortura.<br \/>\n<strong>Chi era suo padre?<br \/>\n<\/strong>Semplicemente un uomo, con luci e ombre di tanti uomini. Ma non \u00e8 importante chi fosse, importa il trattamento che ha subito un uomo al posto del quale poteva esserci chiunque.<br \/>\n<strong>Manca ancora un tassello importante: qualcuno ha cercato di imbrogliare le carte facendo scomparire e poi miracolosamente riapparire la cartella clinica di suo padre, cercando di fare sparire anche il materiale autoptico&#8230; Questo iter processuale a che punto \u00e8?<br \/>\n<\/strong>Umanamente \u00e8 impossibile che gli autori di questi reati la passino franca. Per quanto riguarda il &#8220;mistero&#8221; della cartella clinica diciamo che semplicemente ne ho appreso i fatti dai giornali, poi, dopo breve, hanno spiegato che non si era trovata subito. Appena ritrovata \u00e8 stata subito consegnata al tribunale. Per quanto riguarda l&#8217;inchiesta bis \u00e8 entrata nel vivo da poco. Fino ad ora si stanno discutendo le perizie dei tecnici informatici gi\u00e0 consegnati al tribunale. Quelle dei periti del pm, e quelli dei periti di parte della difesa. Questo perch\u00e8 il pm aveva disposto il sequestro del computer centrale del reparto di anatomia patologica. Posso dire che aver saputo della sparizione e sostituzione delle parti anatomiche con quelle di un altro uomo, \u00e8 stato come sentirlo morire due volte.<br \/>\n<strong>Il movimento che l&#8217;ha affiancata, le persone che sono state vicine a lei e alla sua famiglia, in questo caso, danno un esempio all\u2019Italia intera: \u201cl\u2019unione fa la forza\u201d \u00e8 un motto antico ma sempre valido.\u00a0<br \/>\n<\/strong>Esatto! Si possono avere tutti i pi\u00f9 buoni propositi di volont\u00e0, di combattivit\u00e0, di consapevolezza di avere dei diritti per il quale lottare ma da soli non si va da nessuna parte. E questo sia dal punto di vista morale, che da quello concretamente pratico materiale. E a questo proposito colgo l&#8217;occasione per ringraziare anche quanti, fuori dal comitato, continuano a sostenerci economicamente&#8230;un grazie di vero cuore.<br \/>\n<strong>Quale idea si \u00e8 fatta di tutta questa storia? Cosa pensa in merito agli intrecci che sono emersi?<br \/>\n<\/strong>Con molta onest\u00e0, quando mor\u00ec mio padre, non pensavo potessero esistere, prima, durante e dopo anche altre simili, se non anche peggiori storie di morti assurde. E&#8217; tutto tremendamente reale anche se mi \u00e8 sembrato come trovarmi d&#8217;improvviso, da spettatore di un giallo, a esserne, mio malgrado, protagonista e, come ho detto prima, per quanto riguarda i vari avvicendamenti, \u00e8 stato come se mio padre fosse morto due volte&#8230;<br \/>\nSinceramente mi fa spavento pensare che certe cose, possano anche solo lontanamente accadere realmente e non solo nei film.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">di Giuditta Mosca<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAGLIARI. COME\u00a0UN ONESTO AMBULANTE\u00a0POSSA VENIRE CONDANNATO A MORIRE DI MALAGIUSTIZIA E MALASANITA&#8217; PER DIFENDERE IL PROPRIO LAVORO. 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