{"id":1439,"date":"2010-10-04T17:25:30","date_gmt":"2010-10-04T16:25:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1439"},"modified":"2010-10-04T17:25:30","modified_gmt":"2010-10-04T16:25:30","slug":"il-papa-come-berlusconi-la-mia-casa-e-casa-di-preghiera-ma-voi-ne-avete-fatto-una-spelonca-di-ladri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1439","title":{"rendered":"Al Papa non piace il Vangelo? &quot;La mia casa \u00e8 casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri&quot;."},"content":{"rendered":"<p><strong>Papa Benedetto XVI in Sicilia per celebrare il 17\u00b0 Anniversario dell&#8217;uccisione di Padre Puglisi, lasciato solo dalla dalla Chiesa e dallo Stato. Ma scatta la protesta per gli striscioni oscurati dalla Digos in maniera sommaria e illegittima.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Forse al Papa non piaceva quella frase del Vangelo di Matteo?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>In calce la storia dello scomodo &lt;parrinu&gt; che insegnava a ragionare con la propria testa.<\/strong><\/p>\n<p>La visita del pontefice, in occasione del diciassettesimo anniversario dell\u2019uccisione di padre Pino Puglisi, durer\u00e0 dieci ore. Gi\u00e0 dall\u2019alba i pullman di fedeli provenienti da tutta l&#8217;isola hanno cominciato ad affollare le aree di sosta: &#8220;Siciliani non rassegnatevi al male&#8221;<\/p>\n<div id=\"testoarticolo\">\n<div><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/themes\/ilfatto\/thumb\/295x0\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/ratzinger_papa-300x237.jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/ratzinger_papa.jpg\"><\/a>Una visita che coster\u00e0 circa due milioni e mezzo di euro, 500.000 dei quali a carico del Comune di Palermo, che li attinger\u00e0 dal fondo di riserva. Arriva <strong>Benedetto XVI<\/strong> e non accennano a placarsi le polemiche che da settimane infuriano nel capoluogo siciliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visita del pontefice, in occasione del diciassettesimo anniversario dell\u2019uccisione di padre <strong>Pino Puglisi<\/strong>, durer\u00e0 in tutto dieci ore, ma gi\u00e0 dall\u2019alba i pullman di fedeli provenienti da tutta la Sicilia hanno cominciato ad affollare le aree di sosta. E arriva il primo allarme, quello dell\u2019Amia, l\u2019ex municipalizzata che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti: \u201cC\u2019\u00e8 chi abbandona sacchetti di rifiuti indifferenziati per strada\u201d, scrive in una nota la societ\u00e0 che parla \u201cdi una vera e propria emergenza, con la formazione di enormi accumuli di rifiuti in una parte di Palermo che sar\u00e0 interessata dalla visita del Santo padre\u201d. In realt\u00e0, nulla di nuovo, visto che la raccolta differenziata dei rifiuti \u00e8 stentatamente partita solo in una piccola parte della citt\u00e0, che continua a navigare tra cumuli di sacchetti e cassonetti trasbordanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il papa \u00e8 arrivato a Punta Raisi alle 9.15, ha raggiunto piazza <strong>Giovanni Paolo II<\/strong>, e, a bordo della papamobile si \u00e8 diretto al Foro Italico dove ha celebrato l\u2019Angelus: \u201cNon rassegnatevi al male.\u00a0 Oggi sono in mezzo a voi per testimoniare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera\u201d ha detto il pontefice. \u201cSono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani, cos\u00ec profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione\u201d. Ai centomila fedeli, il papa ha augurato un futuro di serenit\u00e0 e pace: \u201cSono venuto per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni\u201d consapevole tuttavia che a Palermo, e in tutta la Sicilia, \u201cnon mancano difficolt\u00e0, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precariet\u00e0, a causa della mancanza del lavoro, dell\u2019incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e, come ha ricordato l\u2019Arcivescovo, a causa della criminalit\u00e0 organizzata\u201d. L\u2019anniversario dell\u2019omicidio di padre Puglisi, il cui ricordo \u00e8 vivissimo nel cuore dei palermitani, non poteva prescindere dalla condanna della mafia, come gi\u00e0 fece, a suo tempo, Giovanni Paolo II, con parole durissime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 17.00 \u00e8 previsto un incontro con il clero e i seminaristi, alle 18.00 un incontro con i giovani a piazza Politeama. Ripartir\u00e0 alle 19.15 per Ciampino. I costi della visita papale che hanno suscitato indignazione e polemiche non riguardano le spese per la sicurezza del pontefice ma i costi vivi sostenuti dall\u2019amministrazione comunale e da quella regionale. Passi per i 200.000 spesi per le transenne (il percorso di Benedetto XVI \u00e8 di circa 22 km), passi per i 15.000 euro per il noleggio dei 10 maxischermi per il Foro Italico e piazza Politeama e i 50.000 euro per il noleggio dei 400 gabinetti chimici, possibile che il solo palco al Foro Italico costi 200.000 euro? Pi\u00f9 altri 150.000 euro per \u201cabbellire\u201d il palco, pi\u00f9 altri 300.000 euro per l\u2019impianto di amplificazione e ancora altri 150.000 per l\u2019impianto di luci. Strano, tra l\u2019altro, il confronto con il costo del palco a piazza Politeama, dove il papa incontrer\u00e0 i giovani: \u201csolo\u201d 50.000 euro e altri 50.000 di piante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle prime luci dell\u2019alba di ieri sono comparsi anche striscioni con la scritta: \u201dCon <strong>Ratzinger<\/strong> contro matrimoni gay e relativismo\u201d. Gli striscioni che compaiono in particolare per le vie del centro, via Roma, via Libert\u00e0, via Notarbartolo, via Autonomia Siciliana, via Duca della Verdura, sono stati affissi dagli aderenti a Giovane Italia, il movimento giovanile del Popolo della Libert\u00e0, \u201cda sempre in prima linea nella difesa di quei valori non negoziabili, quali vita e famiglia, indicati dal Papa\u201d. Gli stessi striscioni che lo stesso movimento aveva tirato fuori in occasione del primo Gay Pride siciliano, a giugno di quest\u2019anno, che aveva portato in piazza 10.000 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su uno terrazzo, proprio di fronte al palco al Foro Italico, avrebbe dovuto esserci uno striscione, con una frase tratta dal <strong>Vangelo<\/strong> di Matteo, che invece non c\u2019\u00e8. Un gruppo di palermitani lo aveva esposto ieri notte, dopo averci lavorato per giorni. Sullo striscione si leggeva:<em> <\/em>\u201c<strong>La mia casa \u00e8 casa di preghiera, ma voi<em> <\/em>ne avete fatto una spelonca di ladri<\/strong><em>\u201d.<\/em> Le forze dell\u2019ordine sono intervenute immediatamente, hanno prima tentato di farsi ammettere in casa, ma erano<strong> sprovvisti di un qualsivoglia ordine di un magistrato<\/strong> e sono stati lasciati sulla porta. Sono quindi intervenuti i vigili del fuoco, su richiesta delle forze dell\u2019ordine, e sono saliti con le scale mobili a strappare lo striscione. Ci sono riusciti solo per met\u00e0, l\u2019altra met\u00e0 (ma praticamente inservibile) \u00e8 stata ritirata dalle persone in casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c<\/em>E\u2019 un regime, neppure in casa nostra possiamo esprimere liberamente il nostro pensiero\u201d afferma Franca Gennuso, una delle persone presente nella casa \u201cincriminata\u201d, tenuta sveglia tutta la notte da continue telefonate delle forze dell\u2019ordine che tentavano, con le buone e con le <strong>cattive<\/strong>, di persuaderli a ritirare lo striscione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>La verit\u00e0 \u00e8 che non vogliono sbavature. Vogliono dare l\u2019immagine di una visita perfetta, tra un consenso perfetto\u201d. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E\u2019 chiaro che \u00e8 tutt\u2019altro che cos\u00ec.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2010\/10\/03\/papa-benedetto-xvi-in-sicilia-ma-le-polemiche-sui-costi-non-si-fermano\/67359\/\">http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2010\/10\/03\/papa-benedetto-xvi-in-sicilia-ma-le-polemiche-sui-costi-non-si-fermano\/67359\/<\/a><\/p>\n<h3>PADRE PINO PUGLISI (3P): UN UOMO, LASCIATO SOLO DALLA CHIESA E DALLO STATO, CHE INSEGNAVA A RAGIONARE CON LA PROPRIA TESTA.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15 settembre 1993<\/strong>. A Palermo, nel quartiere di Brancaccio, con un solo colpo alla nuca, Padre Pino Puglisi viene ucciso dalla mafia.<\/p>\n<p>Quando i suoi quattro sicari arrivano \u00e8 a pochi passi da casa sua, nel giorno del suo 56\u00b0 compleanno. Non si stupisce, non sembra sconvolto. Sorride.<\/p>\n<p>Fino a quel giorno molti non hanno mai sentito parlare di lui. Non \u00e8 uno dei cosiddetti \u201c<em>preti antimafia<\/em>\u201d, non ha mai cercato visibilit\u00e0, clamore; non \u00e8 mai stato in prima fila nei cortei agitando striscioni carichi di verit\u00e0 miste a luoghi comuni sulla mafia, sui cittadini collusi, sulla bella faccia nascosta di una Sicilia che non trova la forza di rinascere.<\/p>\n<p>\u201c3P\u201d &#8211; come lo chiamavano in molti per via di quella divertente allitterazione in Padre Pino Puglisi &#8211; \u00e8 un insegnante di religione, un parroco come tanti, il figlio di un calzolaio, cresciuto nello stesso quartiere covo della mafia che gli dar\u00e0 la morte.<\/p>\n<p>In molti non sospettavano l\u2019importanza straordinaria della sua opera.<\/p>\n<p>Dal giorno del suo assassinio comincia a svelarsi quella \u201cpiccola rivoluzione\u201d ignorata da tanti ma non dalla mafia.<\/p>\n<p>Padre Pino aveva capito di non poter minimamente ledere quel tessuto intriso di cultura dell\u2019illegalit\u00e0 con i grandi proclami, le teorie, le belle parole. La sua innata passione per i giovani gli aveva permesso di intuire che l\u2019unico modo di scalfire l\u2019onnipotenza della mafia in quel territorio era quello di volgere lo sguardo ai pi\u00f9 piccoli, ai figli incolpevoli dei criminali, che non conoscono altra realt\u00e0 se non la legge di \u201dCosa nostra\u201d, le sue barbariche norme, il suo potere.<\/p>\n<p>Sono bambini addestrati da sempre, con gli stessi rituali, a divenire nuova linfa, nuovi potenti o semplice manovalanza.<\/p>\n<p>La sfida alla mafia comincia cos\u00ec, sottraendole un bene prezioso: i bambini.<\/p>\n<p>Sui ragazzi di strada si posa lo sguardo di \u201c3P\u201d, il suo sorriso. Padre Pino \u00e8 un uomo esile, piccolo, \u00e8 un \u201c<em>parrinu<\/em>\u201d, lontano anni luce da quegli uomini che hanno imparato a guardare con ammirazione e rispetto. Eppure qualcosa comincia a legare le loro vite. Quel prete li ascolta, li chiama per nome, li accoglie, impara a conoscerne la storia, le paure, i sogni. Il suo \u00e8 un vero e proprio metodo pedagogico che si rivela efficace. I bambini cominciano ad apprendere che esistono regole, princ\u00ecpi, valori, cominciano a sentirsi amati. Con un lavoro faticoso e paziente Padre Pino oppone la gratuit\u00e0 dei suoi gesti alla logica del potere e del denaro, offre una presenza che diventa \u201csegno\u201d, testimonianza, che apre a nuove prospettive di vita, che fa scorgere altre strade oltre a quella del furto, dello spaccio, del servile rispetto per i potenti e gli uomini d\u2019onore. Chiede con insistenza al Comune che i luoghi simbolo del degrado, gli scantinati dove si svolge il mercato dello spaccio e della prostituzione, vengano trasformati in una scuola per i suoi ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Ad aiutarlo non ci sono istituzioni, partiti, gerarchie ecclesiastiche<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel suo lavoro quotidiano lo affiancano i volontari del Centro Padre nostro, il Comitato intercondominiale di Via Hazon, il vice parroco, poche suore, talvolta i suoi allievi di liceo, figli della Palermo perbene, che ha trascinato, con la sua passione, in quel posto malfamato a scoprire un altro volto della loro citt\u00e0.<\/p>\n<p>Sono anni terribili per Palermo, anni in cui la mafia sente sul collo il fiato corto di uomini come Falcone e Borsellino che, con la loro integrit\u00e0 e tenacia, corrodono inesorabilmente la sua invulnerabilit\u00e0. Sono gli anni delle bombe, delle stragi, di una societ\u00e0 che scopre di potersi ribellare.<\/p>\n<p>La mafia non pu\u00f2 tollerare che Padre Puglisi agisca all\u2019interno del suo ventre, che le strappi i bambini, che predichi contro il crimine e l\u2019illegalit\u00e0 sull\u2019altare. E\u2019 una Chiesa diversa quella che lui propone. Una Chiesa che non protegge i latitanti, che non ama i fuochi pirotecnici al termine delle processioni religiose.<br \/>\n<strong>E\u2019 una Chiesa che non piace alla mafia.<\/strong><br \/>\nL\u2019irritazione cresce e con essa l\u2019isolamento attorno a Padre Pino. Occorre fermarlo. Nel quartiere si diffondono le voci sulla presenza di poliziotti infiltrati all\u2019interno del Centro Padre nostro. Arrivano le intimidazioni ma \u201c3P\u201d prosegue con fermezza nel suo lavoro. La solitudine, le sconfitte, la stanchezza non lo fermano. Prova a fermarlo, con un colpo alla nuca, Salvatore Grigoli, mentre lui sta sorridendo.<br \/>\nDifficile dire se la mafia sia riuscita nel suo intento. La vicenda di Padre Puglisi procede oltre la soglia di quel giorno. Dopo la sua morte molte persone lo hanno \u201cincontrato\u201d e questo incontro ha cambiato le loro vite. La Chiesa ha avviato il processo per la beatificazione, la giustizia ha accertato la responsabilit\u00e0 dei fratelli Graviano come mandanti del delitto; Salvatore Grigoli \u00e8 divenuto collaboratore di giustizia ed ha iniziato un cammino di conversione. Si \u00e8 assistito ad un proliferare di iniziative, Brancaccio ha avuto la sua scuola ma molto altro \u00e8 rimasto incompiuto.<\/p>\n<p>Bianca Stancanelli, giornalista e autrice di un\u2019appassionata biografia di Don Puglisi, indica forse il rischio pi\u00f9 grande \u201cGli eroi solitari ci piacciono perch\u00e9 ci assolvono: la nostra normalit\u00e0 si compiace del loro eroismo, vede nella loro sconfitta il migliore dei motivi per astenersi non dal coraggio soltanto, ma da ogni gesto di umana resistenza\u201d.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 oggi il ruolo che siamo disposti a dare a questa insolita figura di prete e di uomo? Un \u201cmartire\u201d, un \u201csantino\u201d? Il suo abito sacerdotale aiuta in quest\u2019opera di emarginazione. Il tempo, scorrendo, se ne rende complice.<\/p>\n<p>Aldil\u00e0 di tutto questo resta lo sguardo profondo di \u201c3P\u201d che, silenziosamente, senza clamore, continua a offrire nuove prospettive, nuovi scenari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di MariaConcetta Montagna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=70\">http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=70<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa Benedetto XVI in Sicilia per celebrare il 17\u00b0 Anniversario dell&#8217;uccisione di Padre Puglisi, lasciato solo dalla dalla Chiesa e dallo Stato. Ma scatta la protesta per gli striscioni oscurati dalla Digos in maniera sommaria e illegittima. 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