{"id":1427,"date":"2010-10-01T17:20:34","date_gmt":"2010-10-01T16:20:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1427"},"modified":"2010-10-01T17:20:34","modified_gmt":"2010-10-01T16:20:34","slug":"trieste-nel-mirino-della-commissione-europea-violazione-della-direttiva-seveso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1427","title":{"rendered":"TRIESTE NEL MIRINO DELLA COMMISSIONE EUROPEA: VIOLAZIONE DELLA DIRETTIVA SEVESO"},"content":{"rendered":"<div id=\"yiv964508491\">\n<div><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: small;\">Trieste 1 ottobre 2010 &#8211; La Commissione Europea ha confermato il procedimento di infrazione (n. 2007\/4717) nei confronti dell\u2019Italia per la violazione della direttiva Seveso nella provincia di Trieste. All\u2019Italia viene contestato di non avere fornito alla popolazione informazioni sufficienti in merito alle misure di sicurezza e al comportamento da tenere in caso di incidenti agli impianti industriali. L\u2019Italia avr\u00e0 ora due mesi di tempo per rispondere e per sanare le irregolarit\u00e0. Scatter\u00e0 altrimenti il deferimento alla Corte di Giustizia Europea.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: small;\">Il procedimento \u00e8 stato avviato a seguito delle denunce e della petizione (483\/07) presentate nel 2007 alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo da Roberto Giurastante responsabile dell\u2019associazione Greenaction Transnational.\u00a0 Nella denuncia alle istituzioni comunitarie veniva evidenziata la sistematica violazione della legge Seveso nella provincia di Trieste dove, in presenza di otto impianti industriali a rischio di incidente rilevante ubicati in pieno contesto urbano, non erano state adottate le misure di sicurezza necessarie, a partire dalla predisposizione di effettivi piani di emergenza esterni (PEE) e per arrivare all\u2019obbligatoria informazione da fornire ai cittadini, per affrontare le emergenze. Nella denuncia veniva inoltre contestato che in presenza di una simile e grave situazione di rischio fosse stato approvato, in sostanziale elusione della direttiva Seveso, il progetto di un terminale di rigassificazione nel porto di Trieste (adiacente alle industrie a rischio).<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: small;\">Proprio recentemente (agosto 2010) la denuncia \u00e8 stata ancora integrata con nuovi rilevanti documenti sulle violazioni in corso. Greenaction Transnational ha anche attivato sul proprio sito internet un sondaggio per verificare il livello di conoscenza da parte della popolazione delle misure di sicurezza previste dalla legge Seveso. I risultati purtroppo si commentano da soli e confermano la drammaticit\u00e0 della situazione: il 98% dei votanti non \u00e8 a conoscenza dei piani di emergenza degli stabilimenti industriali a rischio.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: small;\">L\u2019attuale procedimento di infrazione e il possibile deferimento dell\u2019Italia alla Corte di Giustizia Europea, rappresentano un ulteriore ostacolo per il progetto del rigassificatore nel porto di Trieste. Se infatti al momento il procedimento non coinvolge ancora direttamente il progetto del terminale della Gas Natural a Zaule, \u00e8 innegabile che gli effetti dell\u2019inchiesta rischiano di travolgerlo. L\u2019impianto dovrebbe infatti sorgere in mezzo agli stabilimenti industriali che sono oggetto della procedura di infrazione comunitaria. Il problema ovviamente non \u00e8 rappresentato solo dalla mancata informazione alla popolazione delle misure di sicurezza da seguire in caso di incidente alle industrie. La mancata campagna informativa nasconde anche il mancato addestramento della gente sul campo (compresi i piani di evacuazione di interi quartieri cittadini e dei vicini Comuni di Muggia e S.Dorligo-Dolina). In discussione sono quindi gli stessi piani di emergenza esterni delle industrie pericolose sulla base dei quali \u00e8 stato costruito lo scenario dell\u2019effetto domino per il progetto del rigassificatore della Gas Natural nel porto di Trieste. Una sottovalutazione voluta del rischio che espone i cittadini a gravissime conseguenze e\u00a0 che vede le amministrazioni pubbliche schierate a difesa degli interessi dei privati a danno della collettivit\u00e0. Una situazione che non pu\u00f2 essere tollerata nell\u2019Unione Europea dei diritti.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Times New Roman; color: #0024ea; font-size: medium;\"><strong>www.greenaction-transnational.org<\/strong><\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste 1 ottobre 2010 &#8211; La Commissione Europea ha confermato il procedimento di infrazione (n. 2007\/4717) nei confronti dell\u2019Italia per la violazione della direttiva Seveso nella provincia di Trieste. 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