{"id":1389,"date":"2010-09-29T12:44:34","date_gmt":"2010-09-29T11:44:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1389"},"modified":"2010-09-29T12:44:34","modified_gmt":"2010-09-29T11:44:34","slug":"aldrovandi-e-stato-morto-un-ragazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1389","title":{"rendered":"Aldrovandi. \u201cE\u2019 stato morto un ragazzo\u201d."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La denuncia-intervista\u00a0del regista Filippo Vendemmiati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel processo per la morte di Federico Aldrovandi<\/strong>, la Polizia di Stato dovrebbe costituirsi parte lesa contro i responsabili insieme alla famiglia per rispetto verso tutti i poliziotti onesti che rischiano la loro vita per la sicurezza dei cittadini. Invece, sembra una beffa, i responsabili del pestaggio condannati in primo grado sono ancora in servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa ne pensa di questo il dottor Manganelli, capo della Polizia? Filippo Vendemmiati ha girato un film: &#8220;E&#8217; stato morto un ragazzo&#8221;<\/strong> sulla vicenda di Federico sulla quale rimane una domanda oscura: &#8220;Perch\u00e9?&#8221;. Si sa ormai tutto della fine di un ragazzo, ma non delle cause. Quali sono le vere cause? E, se non si rimuovono, quanti altri Federico ci saranno in futuro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;E&#8217; stato morto un ragazzo&#8221; <\/strong><br \/>\n&#8220;Mi chiamo Filippo Vendemmiati, sono un giornalista, lavoro dal 1987 alla RAI nella sede regionale dell\u2019Emilia Romagna e faccio quello che si dice l\u2019inviato di cronaca, l\u2019inviato di cronaca che a un certo punto della sua carriera professionale ha deciso di scendere dal treno, di dire: adesso basta,adesso mi fermo, scendo dal treno in corsa delle notizie mordi e fuggi che il giorno dopo non si sa pi\u00f9 quello che si \u00e8 fatto il giorno prima e decido che per una volta quello che vale la pena raccontare non \u00e8 una notizia, ma una storia e quindi approfondire quello che raramente noi riusciamo a fare, quello che raramente i giornalisti in questo sistema dell\u2019informazione malato riescono a fare e mi sono fermato su un caso che \u00e8 successo nella citt\u00e0 dove sono nato e dove ho vissuto a lungo, Ferrara e che sembra incredibile possa essere successo in questa citt\u00e0, una citt\u00e0 civile di tradizioni democratiche, come si diceva una volta, e \u00e8 il caso della morte di un ragazzo di 18 anni che si chiamava Federico Aldrovandi che il 25 settembre 2005 durante un incontro con la Polizia, usavamo sempre questi termini perch\u00e9 non si poteva dire \u201cscontro, pestaggio\u201d perch\u00e9 ancora la sentenza non c\u2019era stata, non si potrebbe dire neanche adesso perch\u00e9 ancora non \u00e8 passata ingiudicato, ma dopo un pestaggio con la polizia \u00e8 morto a Ferrara.<br \/>\n<strong>Federico Aldrovandi \u00e8 morto due volte<\/strong>, \u00e8 morto sotto i colpi dei manganelli e per lo schiacciamento del torace ed \u00e8 morto perch\u00e9 dopo questi tragici fatti <strong>si \u00e8 cercato di negare l\u2019evidenza e si \u00e8 costruito un alibi fasullo<\/strong>, ci sono state due inchieste quella sulla morte e quella sui depistaggi, entrambe hanno portato a due sentenze di condanna di primo grado per 7 uomini in divisa, in servizio alla Questura di Ferrara.<br \/>\nDefinisco il caso di Federico Aldrovandi un omicidio quasi perfetto perch\u00e9 non solo quella mattina ci furono 4 agenti che sbagliarono e poi mentirono, ma poi ci furono altri agenti in servizio alla Questura di Ferrara che coprirono quelle bugie, costruendo un alibi quasi perfetto che stava per avere successo basato sul favoreggiamento, sul depistaggio delle indagini e sulla falsificazione dei documenti, questo non lo dico, ma lo dicono due sentenze e due motivazioni dei giudici di Ferrara. Trovo che questa sia una storia emblematica che ha molto a che fare sia con il sistema dell\u2019informazione che con il sistema della giustizia, questa era una storia ormai archiviata dalla giustizia ma anche dall\u2019informazione, se non fosse stato per un paio di giornalisti e io non ero tra quelli allora, una trasmissione televisiva e soprattutto la tenacia e la determinazione della Famiglia Aldrovandi, dei suoi legali che il 2 gennaio, 4 mesi dalla morte di Federico decisero di aprire un blog, pubblicando la foto del cadavere del figlio, il volto sfigurato del figlio, quindi violentando in qualche modo i propri sentimenti, il proprio dolore, quell\u2019inchiesta molto probabilmente sarebbe stata archiviata, questa \u00e8 un po\u2019 la storia, il filo conduttore di questo film documentario che abbiamo presentato in anteprima a Venezia e che adesso stiamo tentando di far vedere a quanta pi\u00f9 gente possibile in accordo con la Famiglia Aldrovandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per uno Stato trasparente.<\/strong><br \/>\nIl mio obiettivo e spero di esserci riuscito, \u00e8 quello di non limitarmi a una semplice denuncia, sarebbe stato molto facile agire sui sentimenti, sulle mozioni, sui filmati che la Famiglia Aldrovandi ci ha messo a disposizione per una denuncia molto forte, molto potente, violenta anche nei confronti della Polizia, non che non ci sia questa denuncia, poi il giudizio spetta a chi vede il film, ma ho tentato soprattutto di lanciare un messaggio positivo che \u00e8 poi il messaggio che solo la forza di questa famiglia straordinaria poteva trasmettermi, non si chiede allo Stato e ai rappresentanti dello Stato di essere infallibili, anche i rappresentanti delle istituzioni possono sbagliare, anche se le loro responsabilit\u00e0 sono enormemente pi\u00f9 gravi di quelle degli individui, si chiede allo Stato per\u00f2 di essere trasparente quando i propri rappresentanti sbagliano, invece c\u2019\u00e8 un filo conduttore in qualche modo inspiegabile, un vizio di origine delle forze dell\u2019 ordine in questo paese che accomuna il caso Aldrovandi a altri casi avvenuti in circostanze simili, ma che hanno tutti lo stesso comune denominatore e penso ai Di Giuliani, a Cucchi, a Uva, a Gabriele Sandri, che un conto sono i fatti da accertare, gli approfondimenti, le perizie e su questo poi ognuno pu\u00f2 dimostrare giustamente in un contraddittorio quello che succede, un conto invece \u00e8 l\u2019operato delle forze dell\u2019 ordine che in tutti questi casi hanno avuto lo stesso comportamento che \u00e8 stato quello prima di tutto di negare, in secondo luogo di coprire depistando le indagini, in qualche modo strumentalizzando le testimonianze, evitando quindi la trasparenza, questo \u00e8 un filo conduttore che qualcuno dovr\u00e0 spiegarci perch\u00e9, perch\u00e9 questo non \u00e8 un film contro le forze dell\u2019 ordine, anzi \u00e8 un film a difesa delle forze dell\u2019 ordine e di chi nelle forze dell\u2019 ordine si comporta in modo onesto, ma qua non \u00e8 successo questo, cos\u00ec come negli altri casi, c\u2019\u00e8 l\u2019Avvocato Anselmo che difende altri casi simili che mi dice: ma qua succede sempre la stessa cosa, non ci fanno fare le fotografie, falsificano le autopsie, questo \u00e8 avvenuto anche nel caso di Cucchi, le modalit\u00e0 di difesa della giustizia quando \u00e8 la giustizia italiana, i suoi rappresentanti a essere indagata e messa sotto processo \u00e8 sempre lo stesso, la copertura e l\u2019omert\u00e0, pure in circostanze che i fatti dimostrano essere anche diverse .<br \/>\nI responsabili condannati in primo grado nelle due inchieste lavorano ancora, sono ancora uomini in divisa e questo per la giustizia italiana ancora non sono dei pregiudicati perch\u00e9 le condanne non sono definitive, per\u00f2 per esempio alcuni di loro continuano a svolgere servizi normali, alcuni anche sulla strada, chiedo alle forze dell\u2019 ordine: perch\u00e9 questo succede? La risposta \u00e8: abbiamo avviato un\u2019inchiesta interna, in realt\u00e0 le inchieste interne della polizia o dei ministeri si cominciano ma non finiscono mai, noi non sappiamo mai quali sono i risultati di queste inchieste interne, cos\u00ec succede che ancora oggi a Ferrara per esempio gli amici di Federico che hanno subito un vero e proprio processo, sono stati accusati, le ore successive dalla morte dell\u2019amico di averlo scaricato in macchina, di essere dei drogati, possono tranquillamente imbattersi nelle persone che in qualche modo hanno provocato la morte del loro amico, questo succede a Ferrara, in una citt\u00e0 civile!<br \/>\nPatrizia Aldrovandi ha subito delle querele per diffamazione dagli Avvocati di 3 agenti condannati perch\u00e9 Patrizia ha definito delinquenti questi poliziotti, questa querela Patrizia Aldrovandi l\u2019ha vinta e \u00e8 stata archiviata dal Tribunale di Mantova, ci\u00f2 non toglie che altre persone per dichiarazioni rilasciate dalla stampa siano state querelate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A colpi di querela<\/strong><br \/>\nQuesto va detto, si inserisce in un meccanismo credo che non ha eguali in altri paesi d\u2019Europa, ormai la querela \u00e8 diventata un\u2019arma per intimidire i giornalisti, il meccanismo \u00e8 semplicissimo, pensiamo che questa professione ormai \u00e8 fatta in buona parte da giornalisti che non svolgono ufficialmente questo lavoro, che sono sottopagati, che sono precari, giovani, che sono all\u2019inizio del loro lavoro, se sono in questa condizione e ho notizie delicate da pubblicare nei confronti di un personaggio eccellente, la prima cosa che faccio \u00e8 accertare i fatti, poi scrivo queste cose, cosa succede in Italia? Che parte immediatamente una querela a prescindere che le cose che ho scritto siano vere o false, ormai le querele si fanno da un milione di Euro in su, uno pu\u00f2 dire: ma sono sicuro di avere detto la verit\u00e0, cosa mi importa? No, non \u00e8 vero perch\u00e9 questo di obbliga per 4 o 5 anni, questa \u00e8 la durata minima di una querela per diffamazione a pagarti gli avvocati, a partecipare alle udienze, \u00e8 chiaro che \u00e8 una sorta di intimidazione, un\u2019arma che immediatamente diventa operativa, un\u2019arma preventiva che i personaggi eccellenti si dotano attraverso i loro avvocati, in questo modo cosa ottengono? Che magari tra 5 anni vinco anche questa causa, per\u00f2 in questi 5 anni non ho pi\u00f9 scritto niente delle cose che avevo accertato, questo \u00e8 il meccanismo veramente perverso che blocca anche la libert\u00e0 dell\u2019informazione in Italia, qui siamo ben al di l\u00e0 dei rischi di libert\u00e0, siamo gi\u00e0 in uno stato in cui la libert\u00e0 \u00e8 negata se questo \u00e8 il meccanismo, se la querela \u00e8 diventata un\u2019arma contro la libert\u00e0 di informazione, un meccanismo \u00e8 veramente molto semplice.<br \/>\nLa speranza dei familiari di Federico \u00e8 che dopo questo caso non solo e non tanto non succeda pi\u00f9, ma che a chi potesse succedere, sia fornito uno strumento che prima non c\u2019era, il 25 settembre sar\u00e0 il quinto anniversario della morte di Federico Aldrovandi, a Ferrara si riuniranno le famiglie dei casi simili, sopraccitati e fonderanno un\u2019associazione, un\u2019associazione non contro qualcosa, ma per la tutela dei diritti delle persone che hanno subito abusi di potere per offrire sostegno psicologico e legale perch\u00e9 le modalit\u00e0 di oppressione e di pressione contro queste famiglie sono sempre state lo stesso e questo credo sia anche un segnale di speranza, un modo per guardare avanti, se il documentario, il film ha contribuito minimamente a questo processo, credo che l\u2019obiettivo in buona parte sia stato raggiunto.<br \/>\nSpero che questo succeda e il tentativo \u00e8 quello di, proprio per questo, far vedere il film a quante pi\u00f9 persone possibile, devo dire che le risposte fino adesso sono state quello sorprendenti e \u00e8 questa anche la testimonianza di come oggi l\u2019informazione si sia estesa, passi attraverso canali non ufficiali, attraverso la rete che un tempo erano impensabili, oggi c\u2019\u00e8 una raccolta di firme per chiedere al servizio pubblico di trasmettere in orario non da dalle 2 alle 3 di notte questo documentario, non so se questo accadr\u00e0, non sono io a doverlo dire, fosse per me lo trasmetterei 24 ore su 24 su tutte le reti, ma non sono io a dover dire questo.<br \/>\nSpero che questo serva a formare delle coscienze e a contribuire un minimo a un processo di trasparenza che ancora in Italia non c\u2019\u00e8 all\u2019interno degli apparati dello Stato e delle forze dell\u2019 ordine. Trovo che le dichiarazioni e le cose dette da Bondi negli ultimi giorni siano paradossali e fortemente sottovalutate dal mondo politico italiano, abbiamo un Ministro della Cultura, non un privato cittadino, che prima decide di non andare al Festival di Cannes perch\u00e9 dice che c\u2019\u00e8 un film, quello della Guzzanti che non gli piace, un bambino isterico che punta i piedi e dice: no, non ci vado perch\u00e9 \u00e8 un film che non mi piace, ma cosa c\u2019entra? Non vado a una mostra perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un quadro che non mi piace, ma tu sei un Ministro della cultura, non sei un cittadino, poi il film ti pu\u00f2 piacere o non piacere\u2026 succede di peggio, non va neanche a Venezia, un Ministro della Cultura che non si presenta alla mostra del cinema di Venezia mi sembra il Papa che non celebra la messa di Natale perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un cardinale che non gli sta simpatico, dopodich\u00e9 dichiara il Ministro che il prossimo anno decider\u00e0 lui, il Presidente della Giuria, quindi a quel punto propongo al Ministro Bondi che si faccia il Festival di Venezia a casa sua, che si scelga i film, sicuramente non questo, che si premi quello che vuole che vinca il Leone d\u2019Oro perch\u00e9 credo che queste cose in Italia siano veramente incredibili, adesso non so se il Ministro Bondi sia capace di emozionarsi, se potr\u00e0 mai vedere questo film, glielo auguro, se lo guardi poi mi dica se mi d\u00e0 finalmente questo visto di censura, grazie Ministro!&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/2010\/09\/aldrovandi_in_l\/index.html?s=n2010-09-23\">http:\/\/www.beppegrillo.it\/2010\/09\/aldrovandi_in_l\/index.html?s=n2010-09-23<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La denuncia-intervista\u00a0del regista Filippo Vendemmiati. 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